Ieri è morto a 43 anni Leonid Radvinsky, imprenditore ucraino-americano e proprietario di OnlyFans, la piattaforma per contenuti per adulti più famosa al mondo. La sua scomparsa, avvenuta dopo una lunga malattia, riapre una domanda che aleggiava già da tempo: che fine farà l’economia dei creator così come la conosciamo?

OnlyFans, fondata nel 2016 da Tim Stokely e acquisita da Radvinsky nel 2018, non è mai stata solo una piattaforma pornografica. È stata piuttosto un modello economico alternativo: un luogo in cui migliaia di donne (ma non solo) hanno cercato una via di fuga da lavori precari o senza prospettive, trovando nella monetizzazione del proprio corpo e della propria immagine una forma di stabilità. Cosa che alcune (solo alcune) hanno effettivamente trovato, con buona pace per chi il porno lo bandirebbe domani mattina.

Il futuro è dell’AI?

Ma oggi ci si chiede se lo scenario sia destinato a cambiare. Con la morte del suo proprietario e l’avanzare sempre più rapido dell’intelligenza artificiale, in molti si interrogano: sta per chiudersi l’era delle creator “in carne e ossa”? Cederanno il passo a versioni sintetiche, perfette, senza limiti né remore? A una nuova generazione di “dee digitali” del sesso, costruite pixel per pixel, eternamente giovani e disponibili?

La risposta, almeno per ora, è meno rivoluzionaria di quanto sembri: probabilmente no. Almeno non sulla piattaforma bianco e azzurra. OnlyFans richiede infatti l’identificazione tramite documenti ufficiali e dati fiscali: non è possibile iscriversi come entità inesistenti. Questo limita l’ingresso diretto di creator generate dall’AI. Altrove, però, il fenomeno potrebbe trovare spazio. Piattaforme concorrenti come Fansly potrebbero diventare il terreno di sperimentazione di una pornografia sintetica, che però non è detto possa affascinare all’infinito.

Che cosa si cerca su OnlyFans

Riae Mac Carthy

Riae Mac CarthyCarlos Tischler/Getty Images

Perché chi pensa che le creator umane siano destinate a soccombere forse non ha capito davvero cosa si vende, su OnlyFans, cosa muove per davvero milioni dollari all’anno. Non è (solo) pornografia. È soprattutto attenzione.

Ce lo spiega senza girarci intorno una delle creator più note, l’italo-irlandese Riae Mac Carthy:

“È lo stesso discorso di quelli che dicono: ‘Con tutto il porno gratis che c’è, perché dovrei pagare?’. Chi paga lo fa per avere un contatto con la creator: il video personalizzato lo vuole perché, in quel momento, mentre lo realizzi, sa che stai pensando a lui. Gli uomini non sono stati sostituiti da fantastici vibratori che ti fanno venire in due secondi; allo stesso modo, l’AI non sostituirà le creator con una buona fanbase, perché ciò che il fan cerca è l’attenzione, non l’immagine.”

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