A circa sette ore dall’inizio del volo di Artemis II, il comandante della missione Reid Wiseman si è imbattuto in un problema che moltissimi utenti Microsoft qui sulla Terra conoscono fin troppo bene: Outlook ha smesso di funzionare.
Il guasto di Outlook su Artemis II
In collegamento con il controllo missione a Houston, Wiseman ha spiegato di avere “due Microsoft Outlook, e nessuno dei due sta funzionando”. Il client di posta elettronica del comandante era stato installato sul suo personal computing device, o Pcd, computer portatili o tablet specializzati a cui gli astronauti di Artemis si affidano per gestire alcune attività nel corso dei dieci giorni della loro missione verso la Luna. Durante lo storico sorvolo lunare – che porterà l’umanità al punto più lontano mai raggiunto nello spazio –, i Pcd saranno essenziali per le quattro persone dell’equipaggio, che useranno i dispositivi per gestire i dati di missione e comunicare.
“Se volete collegarvi da remoto e vedere che succede a quei due Outlook, sarebbe fantastico”, ha suggerito Wiseman sempre parlando con Houston. A quel punto, il controllo missione conferma che un team accederà al suo Pcd da remoto e avviserà il comandante una volta finito. Dal momento che l’audio si interrompe in questo punto, non c’è modo di sapere se a Wiseman sia stata rivolta la fatidica domanda che torna immancabile ogni volta che si verifica un problema informatico: hai provato a spegnere e riaccendere i computer?
Possibile che Wiseman avesse installato sul dispositivo componenti aggiuntivi di terze parti, che come sappiamo spesso entrano in conflitto con Outlook causando blocchi o malfunzionamenti? In fondo, Trello sarebbe stato senz’altro utile per organizzare il lavoro nello spazio, mentre Zoom sembra un’app comoda da avere su un veicolo che viaggia a circa 28mila chilometri orari.


