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venerdì, Feb 16

OVHcloud sfida gli hyperscaler americani e mira in alto, puntando sull’aerospaziale

da Hardware Upgrade :

OVHcloud sta vivendo un momento particolarmente positivo. A oggi, è l’unico cloud provider europeo nella top ten globale degli hyperscaler. Il motivo ce lo spiega il Vice Presidente Southern Europe, John Gazal: offre servizi di trusted cloud, particolarmente importanti dal punto di vista della conformità per le imprese europee; è in grado di erogare servizi end-to-end, andando quindi a soddisfare tutte le possibili esigenze dei clienti; offre il miglior rapporto qualità/prezzo (secondo l’azienda); infine, può contare su un ecosistema locale particolarmente robusto, tanto che è uno dei fondatori del progetto UE Gaia-X.

Forte di questa sua crescita, l’hyperscaler punta ancora più in alto e ora vuole migliorare l’offerta sull’intelligenza artificiale, offrire servizi di quantum computing as a service e supportare l’economia aerospaziale del Vecchio Continente con la sua tecnologia.

Sovranità sui dati: OVHcloud vuole aprire 150 nuove local zone in tre anni

Uno degli aspetti che ha trainato la crescita di OVHcloud, che a oggi è il primo fornitore di servizi di private cloud in Europa e il quinto al mondo, è la presenza locale. Un vantaggio non solo dal punto di vista delle latenze: le stringenti norme europee sul trasferimenti dei dati impongono alle imprese di appoggiarsi a cloud provider europei. E sotto questo profilo, l’offerta di OVHcloud è fra le più interessanti, dato che non solo i server sono fisicamente posizionati in Europa, ma anche per il fatto che l’azienda che li gestisce, così come il personale, risiedono un Europa. Al contrario di AWS, Azure, Google Cloud e altri, insomma, OVHcloud non deve rispondere alle leggi statunitensi, ed offre di conseguenza maggiori garanzie di privacy rispetto ai concorrenti.

Proprio per questo motivo sta premendo forte sull’acceleratore. Da poco ha annunciato l’apertura delle prime local zone a Madrid e Bruxelles, ma si tratta solo dell’inizio. In tre anni, infatti, l’obiettivo è quello di aprire 150 nuove local zone. 15 saranno lanciate solo nel 2024: Praga (Repubblica Ceca), Marsiglia (Francia), Milano (Italia), Amsterdam (Paesi Bassi) e Zurigo (Svizzera). Si prevede l’apertura di nuove Local Zone anche negli Stati Uniti, tra cui Atlanta (Georgia), Denver (Colorado), Chicago (Illinois), Dallas (Texas), New York City e San José (California).

Per supportare questo ambizioso piano di crescita ha recentemente acquisito la tecnologia della tedesca gridscale, che fornisce uno stack software che pone le basi per la strategia di crescita del Gruppo nel mercato dell’edge computing. Per farlo, si affiderà soprattutto a data center in colocation, così da non dover costruire nuovi edifici e velocizzare quindi la creazione delle nuove aree locali. Un vantaggio anche in termini di sostenibilità ambientale, che è uno dei pilastri della crescita del’hyperscaler europeo.

Sostenibilità: OVHcloud punta al net zero per il 2030

L’IT è, insieme ai trasporti e agli edifici, uno dei principali responsabili di emissioni di CO2. E con la rapida adozione dell’intelligenza artificiale le emissioni sono destinate a crescere, dato che queste elaborazioni sono particolarmente pesanti e richiedono chip specifici, che sono particolarmente avidi di energia. Per ridurre il suo impatto e raggiungere gli obiettivi di sostenibilità (entro il 2025 userà solo low-carbon energy mentre il net zero è previsto per il 2030) opera su più fronti. I suoi data center sono pensati a partire dalla progettazione tenendo a mente la loro sostenibilità.

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E fa un ampio uso del raffreddamento a liquido in queste strutture, riducendo così l’impatto dei sistemi di raffreddamento, che da soli tendono a consumare una quantità di energia significativa, vicina al 40% del consumo dell’intero data center.

Sostenibilità che si riflette anche sui clienti. Oggi tutte le imprese UE devono ridurre le loro emissioni, sia quelle dirette sia quelle indirette, incluse quelle generate dalle elaborazioni sul cloud. E se calcolare le emissioni dirette è semplice, lo stesso non si può dire per quelle dei fornitori e quelle emesse lungo l’intera catena del valore. Per questo motivo, OVHcloud ha reso disponibile uno strumento che consente ai clienti di calcolare le loro emissioni per l’uso del cloud, il Carbon Calculator.

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Si tratta di uno strumento basato sulla posizione geografica e di conseguenza i risultati dei report dipendono dalla combinazione dei consumi energetici a livello locale. I pratica, un server situato in un Paese caratterizzato da un mix energetico a basse emissioni di carbonio genererà una stima delle quantità di carbonio diversa da quella dello stesso server ospitato in un Paese con un mix meno favorevole.

Il focus su IA, quantum computing e aerospaziale

L’IA è la tecnologia del momento, ed è strettamente legata al cloud, fondamentale per trarne vantaggio. OVHcloud sta puntando molto su questo ambito con l’obiettivo di democratizzare l’intelligenza artificiale. Che significa? “Soluzioni che siano alla portata di tutti“, spiega Dionigi Faccenda, Partner Program Manager Italia di OVHcloud. Ma anche sicure. OVHcloud è in possesso di tutte le certificazioni necessarie per addestrare i modelli di IA in Europa, inclusa quella per conservare nell’area UE i dati necessari al training. E offrirà una gamma di servizi end to end, dal training dei modelli di fondazione al loro utilizzo. Fra questi AI Notebook, un assistente per la scrittura di codice, e AppBuilder, uno strumento per realizzare rapidamente applicazioni di IA.  

Fondamentale per questi sviluppi la collaborazione con NVIDIA, che metterà a disposizione delle GPU H100, attualmente fra i chip più usati per il training e l’inferenza IA, e che oggi sono estremamente difficili da recuperare sul mercato vista l’enorme richiesta.

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Per quanto riguarda il calcolo quantistico, OVHCloud ha recentemente acquisito un computer quantico dalla francese Quandela. L’idea è quella di offrire ai propri clienti un servizio di quantum computing as a Service

L’IA, il calcolo quantistico e le garanzia sulla sovranità sui dati hanno infine permesso ad OVHcloud di entrare in un settore in rapida crescita: l’aerospaziale. L’UE, Italia compresa (Leonardo tramite Thales Alenia Space, ma non solo), sta investendo molto nell’esplorazione spaziale e la certezza di avere il totale controllo sui propri dati è una delle priorità per l’Agenzia Spaziale Europea. OVHcloud è coinvolta in alcuni progetti di ESA e sta sviluppando una piattaforma che verrà utilizzata per il programma Destination Earth, un’iniziativa a servizio della commissione UE per implementare programmi come il Green Deal

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Altri servizi a supporto dell’aerospaziale saranno la fornitura di infrastrutture per gli immensi data lake necessari per elaborare i dati delle missioni spaziali tranite IA. Altri servizi di OVHcloud per l’aerospaziale sono relativi ai digital twin, che verranno utilizzati per studiare meglio il clima e i dati metereologici. 

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