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Perché i purificatori d’aria indossabili non servono a nulla, cosa dice la scienza e cosa usare in alternativa

di webmaster | Feb 24, 2026 | Tecnologia


Poiché “allo stato attuale delle conoscenze, non esistono evidenze scientifiche che dimostrino una protezione efficace contro smog, allergeni o virus respiratori”, l’esperto invita alla prudenza: indossare o comunque anche solo considerare i purificatori d’aria portatili come talismani miracolosi può comportare “non tanto un danno diretto, quanto una falsa percezione di sicurezza che può indurre ad abbassare l’attenzione verso misure più efficaci.”

Gli unici dispositivi con una base scientifica in grado di proteggerci all’aperto, come ricorda il Professore Signorelli, sono “le mascherine filtranti, in particolare FFP2 e FFP3, che se correttamente indossate, riducono in modo significativo l’inalazione di particolato fine e aerosol infettivi”. Nei luoghi chiusi, invece, “i purificatori d’aria per ambienti dotati di filtri hepa possono diminuire la concentrazione di particelle e allergeni, purché siano adeguati al volume della stanza e usati insieme a una corretta ventilazione.”

Cosa puoi fare per proteggerti da pollini, virus e smog

Appurata l’inutilità dei purificatori indossabili, il passo successivo è capire su quali dispositivi indirizzarsi per migliorare la qualità dell’aria che respiriamo, che sia all’aperto o dentro casa – perché ricordiamoci che allergeni e particelle varie arrivano anche dove pensiamo di essere al sicuro (anzi, può essere pure peggio). Infatti, alle sostanze outdoor vanno sommate quelle di origine domestica, come acari della polvere, peli di animali, muffe, formaldeide, prodotti per la pulizia e derivati dalle attività di combustione in cucina.

Abbiamo fatto il punto della situazione qui sotto, analizzando la questione a 360 gradi con la consapevolezza che non esistono ricette miracolose, ma strumenti di supporto e – soprattutto – comportamenti corretti da seguire, come tenere le finestre chiuse se si abita ai piani bassi di una via trafficata o pulire con cura i radiatori dei condizionatori in estate. Dai dispositivi fisici come le mascherine e i purificatori per ambienti ai sistemi di monitoraggio della qualità dell’aria che aiutano a capire quando spalancare le finestre e uscire senza rischiare di farsi travolgere da starnuti e tosse, ecco un mix di soluzioni a supporto del benessere personale, purché usate correttamente e con cognizione di causa.

Le mascherine

Abbiamo conosciuto le mascherine da vicino durante la pandemia da Coronavirus Covid-19 e pur nella loro semplicità si confermano validi dispositivi di protezione personale contro gli agenti patogeni come virus e batteri, ma anche contro gli allergeni dispersi nell’aria (non servono invece contro l’inquinamento da particelle ultra sottili). Le migliori sono le mascherine FFP2 e FFP3 (non le chirurgiche per intenderci), che hanno diversi livelli di protezione: le prime filtrano almeno il 94% delle particelle sospese nell’aria, le seconde almeno il 99%. Per essere sicuri di indossare prodotti di qualità, è fondamentale verificare che rispettino la norma europea EN 149 e che abbiano la marcatura “CE” seguita da un codice di quattro cifre che identifica l’organismo certificatore.



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Scritto da Flavio Perrone, consulente informatico e appassionato di tecnologia e lifestyle. Con una carriera che abbraccia più di tre decenni, Flavio offre una prospettiva unica e informata su come la tecnologia può migliorare la nostra vita quotidiana.

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