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Perché il finale del biopic su Michael Jackson è stato cambiato in corsa (e cosa c’entrano gli abusi su minori)

di webmaster | Apr 8, 2026 | Tecnologia


Debutterà in Italia il prossimo 22 aprile Michael, il biopic dedicato alla figura di Michael Jackson, che vi sarà interpretato dal nipote Jaafar Jackson, figlio del fratello Jermaine. Si tratta di un progetto molto ambizioso, diretto da Antoine Fuqua e prodotto anche con l’avvallo e i finanziamenti degli eredi del re del Pop. Proprio questo dettaglio ha portato a grandi ripensamenti dell’ultimo minuto nel montaggio e nella versione finale del film, e questo è dovuto ancora a una volta alle diverse accuse di violenza sessuale sui minori che hanno minato la fama e la popolarità di questo cantante superstar. Inizialmente, infatti, il film biografico avrebbe dovuto iniziare in medias res nel 1993, con la vista di Jackson che si guardava allo specchio mentre dietro di lui si affacciavano le sirene della polizia, e le stesse accuse sarebbero state trattate nella parte finale della pellicola. Tutto ciò, però, non si vedrà nell’edit definitivo che arriverà nelle sale.

I cambiamenti dell’ultimo minuto sono avvenuti però non per una volontà di censura da parte della stessa famiglia Jackson ma per un cavillo legale emerso solo di recente. Gli avvocati della famiglia, infatti, si sono resi conto che l’accordo firmato anni fa da uno degli accusatori, Jordan Chandler, proibiva qualsiasi sua menzione o rappresentazione sullo schermo. Questo ha portato alla necessità di pensare a un nuovo finale, ulteriormente ritardato però dal fatto che la casa dello sceneggiatore John Logan era stata distrutta nei devastanti incendi in California alla fine del 2025. Di conseguenza l’uscita di Michael è stata spostata di un anno, dall’aprile 2025 a quello del 2026, mentre lo scorso giugno sono stati effettuati altri 22 giorni di riprese aggiuntive a Los Angeles, per un costo complessivo di 10-15 milioni di dollari, da aggiungere al già esorbitante budget di 155 milioni.

Trattandosi di un errore dovuto alle loro pratiche legali, la famiglia Jackson coprirà questi costi extra. Ora il film si concluderà con il re del Pop all’apice della sua carriera, cioè durante il tour di Bad nel 1987, uno dei suoi più grandi successi, e in generale si occuperà soprattutto del suo percorso musicale, delle hit discografiche e del contrastato rapporto con il padre Joe Jackson, interpretato da Colman Domingo. Dato il costo stratosferico, a maggior Lionsgate – che produce la pellicola – spera che Michael sia un successo al botteghino proiettandosi sui 700 milioni di dollari d’incassi in tutto il mondo. Questo renderebbe più facile la messa in cantiere di un secondo capitolo, nel quale inevitabilmente si dovranno e potranno affrontare le luci e le ombre che hanno caratterizzato la vita di Michael Jackson nei suoi ultimi decenni, tra interventi esteti, comportamenti bizzarri e appunto diverse accuse di abusi sui minori, per le quali comunque non è mai stato condannato definitivamente.



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Scritto da Flavio Perrone, consulente informatico e appassionato di tecnologia e lifestyle. Con una carriera che abbraccia più di tre decenni, Flavio offre una prospettiva unica e informata su come la tecnologia può migliorare la nostra vita quotidiana.

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