A catalizzare l’attenzione dei media politici italiani in questo periodo, come spesso accade negli ultimi anni, è Atreju la manifestazione politica delle organizzazioni giovanili di Fratelli d’Italia. Da sempre laboratorio politico di movimenti come Azione Giovani, Giovane Italia e oggi Gioventù Nazionale, negli anni l’evento è cresciuto aprendosi anche a temi più mainstream, e infatti l’edizione 2025 ha fatto notizia soprattutto per la partecipazione di volti popolari come Raoul Bova (applaudito per essersi difeso dopo il ricatto degli “occhi spaccanti”) e come Carlo Conti e Mara Venier.
In questi giorni però è divenuto virale anche un video dell’attrice Chiara Becchimanzi la quale, ospite della trasmissione DiMartedì su La7, sottolinea ironicamente diverse incongruenze: “Più che Atreju che è un nomade, che non è nato da una famiglia tradizionale, il cui nome significa ‘cresciuto da tutti’, che vive a Fantàsia dove molti popoli diversi convivono parlando lingue diverse e nessuno è straniero, questa convention si doveva chiamare Mork [il lupo mannaro antagonista nel libro, ndr]”. La clip si accoda a cicliche polemiche su un’appropriazione indebita da parte dell’evento dell’immaginario di Ende.
Chi è il personaggio di Atreju
Da sempre le destre, e in particolare quella italiana, hanno una fascinazione per i romanzi fantasy, anche per una discendenza da un certo tipo di folklore nazionalista mitteleuropeo. Arcinota è la passione dei meloniani per Tolkien e Il Signore degli anelli, mentre Atreju è chiaramente un riferimento al protagonista de La storia infinita, il romanzo pubblicato nel 1979 da Michael Ende e divenuto un celeberrimo film nel 1984: il giovane eroe viene incaricato dalla giovane Imperatrice di salvare il regno di Fantàsia dal Nulla che la sta divorando.
Nel romanzo Atreju appartiene alla stirpe dei Pelleverde, ha quindi una carnagione olivastra, capelli corvini, vive in una tenda e veste di pelle: il suo nome significa come detto “figlio di tutti”, allusione al fatto che sia un orfano e quindi allevato dall’intera tribù. Fiero e coraggioso, a dieci anni si sta preparando per affrontare il temibile Grande Bufalo, ma viene interrotto dalla chiamata dell’Infanta Imperatrice che, affidandogli l’amuleto Auryn, gli chiede di trovare una cura alla malattia che sta divorando l’intera Fantàsia. Dopo avventure tragiche (come la straziante perdita del cavallo Artax nelle Paludi della tristezza) e incontri fatidici (come quello col mitico Drago della Fortuna), Atreju capisce che l’unica speranza è quella di coinvolgere un umano, il giovane Bastiano che metaletterariamente sta leggendo la sua storia, all’interno di Fantàsia stessa. E anche quando Bastiano verrà corrotto dalla propria vanagloria, Atreju terrà la barra dritta fino all’epilogo finale.
Quello che rende Atreju un personaggio al contempo familiare e fuori dal comune è che, pur mostrandosi come il classico eroe che deve salvare la situazione, rifugge da ogni tipo di ricerca del potere o delle gloria. Anche quando il lupo Mork, emissario del Nulla, cerca di manipolarlo promettendogli potere e influenza, lui rifiuta (“Non voglio il potere nelle mie mani“, gli dice). Grazie a coraggio e intraprendenza, il giovane scopre il significato del sacrificio e dell’abnegazione, dimostrandosi sempre sensibile non solo all’umanità, ma anche alla vita che permea qualsiasi elemento della realtà, dalla natura agli animali. Nonostante la natura apolitica e universale della sua storia, in altre parole, è difficile associare il personaggio di Atreju a un orizzonte morale conservatore, anche se nel tempo i tentativi di appropriarsi della sua narrativa sono stati svariati.
Che cos’è la manifestazione Atreju
“Evento di parte ma non di partito”, Atreju è stato fondato nel 1998 da Giorgia Meloni – che il 14 dicembre terrà il discorso di chiusura – quando ancora era dirigente romana dell’Azione Giovani, e nel tempo lei ne ha fatto il suo feudo e un suo grande bacino d’influenza, soprattutto da quando dal 2001 è diventata festa nazionale dei giovani di An, poi confluita nel Popolo delle Libertà e ora in FDI. Ha avuto ospiti di ogni colore, da Silvio Berlusconi a Fausto Bertinotti, da Giuseppe Conte a Matteo Renzi, ma anche nomi internazionali come Viktor Orban, Elon Musk e Javier Milei.


