La costante di Planck
Anche detta quanto d’azione e indicata con la lettera minoscola h, la costante di Planck è un pilastro fondamentale nell’ambito degli esperimenti del mondo microscopico. Come vi abbiamo raccontato, infatti, è essenziale per lo sviluppo della meccanica quantistica poiché permette di quantizzare, ossia delimitare in pacchetti, o meglio valori discreti e non continui (appunto i quanti), grandezze fisiche importanti del mondo microscopico, tra cui l’energia, la quantità di moto e il momento angolare. Da qui, quindi, è possibile esprimere le grandezze quantizzate come multipli interi della costante.
Le sfere di Bloch
Per quanto riguarda l’immagine del Doodle, si fa riferimento invece alle sfere di Bloch, ossia la rappresentazione geometrica dello stato di un sistema quantistico a 2 livelli, noto come qubit, su cui si basano i dispositivi quantistici. Si tratta, in sostanza, di particelle subatomiche (fotoni ed elettroni) che, a differenza di un bit classico che può esistere in un unico stato specifico e rappresentare alternativamente i valori 0 oppure 1, possono rappresentare, grazie alle leggi della meccanica quantistica, il valore 0, 1 e addirittura una combinazione simultanea di entrambi, in uno stato che viene chiamato sovrapposizione. Osservando il Doodle, quindi, possiamo vedere che le due O sono state sostituite da due sfere al cui interno ci sono assi e frecce, che appunto indicano la posizione dei qubit.


