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Perché l’Italia ha cambiato idea sul Mercosur

di webmaster | Gen 12, 2026 | Tecnologia


Per mesi, o meglio, per anni l’accordo di libero scambio tra Unione europea e Mercosur (il blocco che comprende Brasile, Argentina, Uruguay, Paraguay e Bolivia) è stato il convitato di pietra a Bruxelles. Di questo accordo, che dovrebbe rappresentare la più grande area di libero scambio al mondo con oltre 700 milioni di persone coinvolte, se ne parla dall’inizio del secolo, ma è negli ultimi mesi che la discussione è diventata più accesa, un corpo a corpo tra chi voleva raggiungere l’intesa a ogni costo – la Commissione di Ursula von der Leyen sostenuta Spagna e Germania, tra gli altri – e chi temeva la rivolta di agricoltori e allevatori.

Fino a poco tempo fa, l’Italia sembrava far parte di questo secondo gruppo. Insieme alla Francia, infatti, Roma aveva per lungo tempo frenato l’accordo, parlando di garanzie insufficienti per gli agricoltori e chiedendo clausole di reciprocità più stringenti. Poi, nel giro di pochi giorni, qualcosa è cambiato. L’Italia ha lasciato la scia di Parigi che ora è sostanzialmente isolata nella sua opposizione.

Unione europea e Mercosur a un passo dall’intesa

La giravolta di Roma sul Mercosur

Ma perché il governo italiano ha cambiato idea? A metà dicembre, l’Italia sembrava ancora orientata a una pausa di riflessione per evitare le proteste del settore agricolo. Il 18 dicembre, il Brasile di Lula – che ha forti interessi affinché l’accordo si faccia per dare una scossa all’esportazione di carne bovina – aveva telefonato a Giorgia Meloni per cercare di sbloccare l’impasse, ma la premier aveva tenuto il punto in Parlamento, spiegando che le misure di tutela per i produttori europei non erano ancora “finalizzate”.

In realtà, le tutele tecniche – come le clausole di salvaguardia per sospendere le tariffe in caso di un’ondata di importazioni di carne o zucchero – erano già sul tavolo. Quello che mancava era una moneta di scambio politica. L’Italia ha usato il suo peso come “ago della bilancia” per ottenere concessioni non tanto sul testo del trattato commerciale (che è rimasto pressoché identico), quanto sul bilancio dell’Unione europea e sulla Politica agricola comune (Pac).

Uno scambio da 45 miliardi di euro, in anticipo

La svolta è arrivata con una lettera della presidente von der Leyen. Per convincere il governo Meloni, la Commissione ha proposto un’operazione finanziaria che il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida ha presentato come una grande vittoria: l’accesso anticipato a circa 45 miliardi di euro della Pac previsti per il ciclo 2028-2034.

Questi non sono soldi nuovi. Si tratta di una “flessibilità” contabile che permette agli stati membri di spendere in anticipo i fondi che sarebbero stati sbloccati tra due anni. Per l’Italia, secondo Lollobrigida, questo si tradurrebbe in circa 10 miliardi di euro da iniettare nel sistema agricolo nazionale fin da subito.

A questo si è aggiunto un altro tassello: lo stop alla cosiddetta carbon tax alle frontiere (Cbam) per i fertilizzanti. È una misura che sta molto a cuore agli agricoltori italiani, preoccupati per l’aumento dei costi di produzione dopo il recente rialzo delle accise sul diesel agricolo. Con queste promesse in tasca, l’Italia ha deciso che il Mercosur possa rappresentare “un’ottima occasione“.

La solitudine francese

Mentre l’Italia si sfila dall’asse del “no”, la Francia rimane arroccata sulla sua posizione. La ministra dell’Agricoltura francese Annie Genevard ha promesso battaglia fino all’ultimo, sostenuta da una protesta agricola che oltralpe è molto più radicata e radicale, politicamente pericolosa per l’Eliseo. Anche la Polonia e i paesi del gruppo Visegrad (Repubblica Ceca, Repubblica Slovacca e Ungheria) mantengono forti riserve, ma senza il peso dell’Italia, la minoranza di blocco che Parigi sperava di costruire sembra ormai evaporata.



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Scritto da Flavio Perrone, consulente informatico e appassionato di tecnologia e lifestyle. Con una carriera che abbraccia più di tre decenni, Flavio offre una prospettiva unica e informata su come la tecnologia può migliorare la nostra vita quotidiana.

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