“Cosa c’è dietro alle dimissioni di papa Benedetto XVI?”. A porre la domanda sulla storica decisione di Joseph Ratzinger è Jeffrey Epstein, in una delle tante mail rese pubbliche dal dipartimento di Giustizia americano. La risposta che riceve è fatta di intrighi vaticani e risale negli anni fino alla madre di tutti gli scandali finanziari italiani: il crack del Banco Ambrosiano.
Sì, tra i nomi italiani contenuti all’interno degli Epstein files c’è anche quello del presidente di questo istituto, oltre che responsabile della sua bancarotta: Roberto Calvi. Soprannominato Il banchiere di Dio, per gli stretti legami che aveva con lo Ior (l’Istituto per le opere religiose), la banca del Vaticano, morì in circostanze misteriose nel giugno del 1982. Venne infatti trovato impiccato sotto il ponte dei Frati neri a Londra, ma per la sua morte sono stati processati, ed assolti, diversi esponenti di Costa Nostra, come Pippo Calò.
Ma cosa c’entrano storie vecchie di oltre 40 anni nelle mail di Jerry Epstein? Tutto nasce dall’interesse del finanziere pedofilo, morto suicida in carcere nell’agosto 2019, per le dimissioni di papa Benedetto XVI. Il quale l’11 febbraio del 2013 prese la decisione storica di rinunciare al soglio pontificio.
Lo scambio vaticano
Cosa c’è dietro alle dimissioni del Papa?
“Cosa c’è dietro alle dimissioni del Papa?” è proprio l’oggetto di una mail che il consulente finanziario ha inviato ad Edward Jay Epstein (omonimia), giornalista investigativo e professore di Scienze politiche all’Università di Harvard, che non compare però nell’archivio. C’è però la risposta di quest’ultimo, datata 21 febbraio del 2013. In questo testo, il giornalista spiegava che “il più importante cambiamento in Vaticano potrebbero non essere le improvvise dimissioni di papa Benedetto XVI, ma il cambio alla guida dell’Istituto per le opere religiose”. Appunto lo Ior, la banca vaticana.
“Essendo uno stato sovrano”, prosegue la missiva, “è esente dalle regole di trasparenza non solo italiane, ma dell’Unione europea”. Circostanza che permetterebbe ai clienti dell’istituto “di eludere qualsiasi controllo sui loro trasferimenti di denaro”. In realtà oggi lo Ior aderisce alle regole di Basilea III per la trasparenza finanziaria. La mail prosegue ricordando come “nel maggio scorso (2012, ndr) il presidente della banca vaticana Ettore Gotti Tedeschi è stato licenziato dopo che le autorità italiane hanno aperto un’indagine su un sistema di corruzione su vasta scala in cui sarebbe stato coinvolto”.


