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Perché ora è Trump a chiedere aiuto all’Ucraina contro i droni Shahed iraniani

di webmaster | Mar 7, 2026 | Tecnologia


L’offensiva a base di droni che sta mettendo in atto l’Iran in questi giorni rimanda, come anticipato, a un’altra guerra: quella tra Russia e Ucraina. Mosca, con il passare del tempo, ha notevolmente incrementato il lancio di droni contro il territorio ucraino, droni peraltro comprati proprio dall’Iran, riconvertiti con il nome di Geran e, ultimamente, prodotti autonomamente a partire proprio dai prototipi iraniani. Secondo i dati resi noti dal presidente ucraino Volodymyr Zelensky, solo nell’ultimo inverno la Russia ha lanciato oltre 14.670 bombe aeree guidate, 738 missili e quasi 19.000 droni d’attacco. Nel mese di gennaio il Cremlino avrebbe lanciato oltre 140 droni al giorno contro il territorio ucraino.

Expertise ucraina

Se all’inizio l’esercito dell’Ucraina si è trovato impreparato, con il passare del tempo ha sviluppato un’expertise notevole nell’abbattere e nell’intercettare questi droni. Sono diversi i modi con cui l’Ucraina ha imparato a intercettare gli attacchi russi. Al di là dei metodi più rudimentali, come i tunnel di reti da pesca eretti a protezione delle strade, ci sono sicuramente strategie tradizionali come i sistemi missilistici guidati terra-aria Patriot, che però costano tantissimo. A questo si aggiungono le mitragliatrici montate sui pick-up e le ricognizioni attraverso mezzi aerei come gli elicotteri. A fianco di questi, per abbattere i costi ed aumentare l’efficacia difensiva, l’Ucraina ha sviluppato anche nuove tecnologie.

Da una parte la cosiddetta guerra elettronica, che ha permesso per esempio di manomettere i segnali Gps dei droni lanciati dalla Russia, dall’altro lo sviluppo di droni intercettori, piccoli, veloci ed economici dispositivi caricati di esplosivo con cui rincorrere e colpire i droni russi in volo. Startup, fondazioni e istituti di ricerca hanno sviluppato, spesso con il sostegno internazionale, droni molto simili tra loro con nomi come Sting, Octopus-100, Sokyra, Strila e lo storico degli ultimi mesi ne ha mostrato il successo, con un terzo degli attacchi russi neutralizzati proprio grazie a queste nuove, più economiche tecnologie. L’Ucraina, insomma, è diventata il paese più all’avanguardia al mondo nello sviluppo di sistemi antidroni. E oggi le sue competenze hanno suscitato l’interesse dei paesi coinvolti nel conflitto in Iran.

Quanto tempo serve per imparare ad abbattere gli Shahed?

“È vero che alcuni droni iraniani hanno eluso i sistemi di difesa però è anche vero che la stragrande maggioranza dei droni e dei missili è stata intercettata e non ci sono evidenze empiriche che questo sia avvenendo esclusivamente con i sistemi antimissile Patriot”, sottolinea Federico Borsari, analista esperto di sistemi senza pilota del Center for European Policy Analysis (Cepa). “Gli Stati Uniti hanno testato e messo a livello operativo una grande varietà di sistemi antidrone negli ultimi anni molto più economici rispetto ai sistemi di difesa tradizionali. Il grande volume di droni in arrivo in questi giorni – continua Borsari – ha probabilmente fatto rendere conto che tali sistemi non sono sufficienti e questo fa entrare in gioco l’Ucraina e le sue tecnologie”.



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Scritto da Flavio Perrone, consulente informatico e appassionato di tecnologia e lifestyle. Con una carriera che abbraccia più di tre decenni, Flavio offre una prospettiva unica e informata su come la tecnologia può migliorare la nostra vita quotidiana.

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