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Perché Snam, la società nazionale dei gasdotti, è a caccia di startup

di webmaster | Mar 5, 2026 | Tecnologia


Snam mette in campo 14 miliardi di investimenti in cinque anni con il piano industriale che guarda al 2030. La gran parte delle risorse, 9,2 miliardi, andranno a sostenere il business del trasporto di gas che è il core business per un’azienda che possiede i gasdotti del Paese. Ma ci sono soldi per potenziare gli stoccaggi, 2,1 miliardi, e sostenere l’innovazione nel settore energetico: è di 1 miliardo di euro la posta destinata all’innovazione tecnologica digitale ed energetica, per aumentare l’efficienza operativa e rafforzare l’affidabilità e la flessibilità del sistema.

L’innovazione in campo energetico è lentissima, estraiamo risorse fossili e trasportiamo elettricità con tecnologie note da decine di anni. Ho visto un grandissimo fermento da tante startup promettenti, nessuna di loro ha gli strumenti per scalare: riteniamo che Snam abbia il dovere di partecipare alla costruzione di questo futuro”, ha spiegato l’amministratore delegato del gruppo, Agostino Scornajenchi, che nella sua vita passata da manager è stato alla guida di Cdp Venture Capital.

Per sostenere lo sviluppo di idee imprenditoriali, ha spiegato l’ad parlando con i cronisti, “quella di un corporate venture capital targato Snam è una delle opzioni che stiamo valutando, ma la priorità – ha detto – è mettere insieme il nostro dipartimento di ricerca e sviluppo con le startup. Con quali strumenti lo valuteremo”.

Snam mette 1,2 miliardi per potenziali acquisizioni

Nel 2025 il gruppo ha chiuso il bilancio con un utile netto di 1,42 miliardi, dopo aver generato ricavi per 3,8 miliardi. A fine piano Snam punta a centrare un utile netto di 1,7 miliardi di euro, con ricavi da attività regolamentate stimati in crescita del 5,7% annuo. Gli azionisti del gruppo, Cdp Reti con il 31% è il principale, potranno beneficiare di dividendi in crescita del 4% ogni esercizio (per il 2025 verranno pagati in tutto 0,3021 euro ad azione).

Agostino Scornajenchi Ad di Snam

Agostino Scornajenchi, Ad di Snam (foto Snam)

Snam ha intenzione di muoversi sul mercato con destrezza nel corso dell’arco del piano, dopo aver identificato opportunità per 3 miliardi di euro tra potenziali acquisizioni per 1,2 miliardi in aree strategiche e ad alto potenziale a cui si sommano dismissioni identificate per 1,6 miliardi: “Snam nel corso degli anni ha fatto diverse acquisizioni nel mondo, sempre per ragioni legittime. Dobbiamo domandarci se siamo nei posti giusti e, se lo siamo, se sia opportuno rafforzare la nostra presenza oppure uscire”, ha chiarito Scornajenchi. Tra le partecipazioni italiane, invece, al sicuro Italgas (“Siamo soddisfatti”, ha detto) mentre più incerto il futuro della quota nell’idrogeno di De Nora: la partecipazione, pari al 21,4% del capitale, “non la riteniamo core, ma non c’è fretta di cederla. Supportiamo la società e riteniamo che faccia un buon lavoro”.

Avanti con idrogeno e cattura CO2, ma se ritorni adeguati

Sull’idrogeno e la cattura della CO2 (Ccs) la Snam a guida di Scornajenchi non improvviserà: il gruppo prevede l’ampliamento del progetto Ccs e la costruzione della dorsale dell’idrogeno, ma a condizione che vi siano ritorni adeguati e quadri normativi favorevoli”. Fino al 2030 per il progetto sulla cattura dell’anidride carbonica di Ravenna vengono previsti investimenti per 800 milioni, mentre 200 milioni andranno allo sviluppo della dorsale dell’idrogeno, convertendo circa il 60% della rete per consentire il trasporto su larga scala di idrogeno e supportare la decarbonizzazione.

Alzando lo sguardo oltre il 2030, vengono identificate opportunità di investimento per ulteriori 14 miliardi di euro da dispiegare tra il 2031 e il 2035, con una crescita degli asset regolamentati a 41,3 miliardi di euro (contro i 26,2 miliardi nel 2025). Un risultato che si stima possa essere raggiunto con lo sviluppo continuo delle infrastrutture per il gas naturale e con il graduale riequilibrio del mix, anche a seguito dell’aumento delle risorse per Ccs e idrogeno previste dal piano.



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Scritto da Flavio Perrone, consulente informatico e appassionato di tecnologia e lifestyle. Con una carriera che abbraccia più di tre decenni, Flavio offre una prospettiva unica e informata su come la tecnologia può migliorare la nostra vita quotidiana.

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