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Perché Un bel giorno è più di un film non riuscito, ma è il manifesto della pigrizia del cinema italiano

di webmaster | Mar 6, 2026 | Tecnologia


Il problema di Un bel giorno non è essere una commedia e non è essere una commedia sentimentale semplice e diretta, nemmeno essere cinema di puro intrattenimento o avere una natura popolare, questi sono tutti pregi del film. Ma essere uno dei migliori esempi della insostenibile pigrizia di una parte dei film italiani di medio livello con comici televisivi e non. E opporsi a film di questo tipo è una presa di posizione morale.

Lo spunto della trama non sarebbe male, è quasi da commedia francese contemporanea. Fabio De Luigi interpreta un vedovo con quattro figlie che incontra una donna con cui provare ad avere una nuova relazione (Virginia Raffaele). I due si piacciono e cominciano a vedersi. Lui però le tiene nascosto di avere delle figlie, temendo che la cosa la spaventi e che se lo sapesse lei lo lascerebbe. Al tempo stesso però anche lei ha tre figli di cui non gli ha detto niente, per la stessa ragione. Nascono così numerosi equivoci, sotterfugi da commedia viennese, svelamenti e tutto quello di cui è fatta la commedia borghese di interni classica.

Il problema di Un bel giorno è proprio l’esecuzione, la scrittura e un’idea di regia che sta a monte, a livello produttivo, che è svilente. C’è in questa commedia il più classico degli artifici del cinema comico italiano, fin dal dopoguerra: affidarsi agli interpreti per tutte le parti umoristiche e non alla scrittura. Le scene che hanno a che fare con il divertimento sono praticamente sempre basate su un canovaccio: “Fabio De Luigi e Virginia Raffaele cercano di fare l’amore mentre devono girare un sugo che cuoce“, la maniera in cui fanno questa cosa, cioè la performance, crea l’umorismo. Oppure “Virginia Raffaele crede che De Luigi abbia un’altra ma non ha capito che quel che le sta nascondendo sono le figlie“: la parte umoristica (o pseudo tale) non sta nella scrittura ma in come fanno faccette o sono maldestri nel nascondere.



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Scritto da Flavio Perrone, consulente informatico e appassionato di tecnologia e lifestyle. Con una carriera che abbraccia più di tre decenni, Flavio offre una prospettiva unica e informata su come la tecnologia può migliorare la nostra vita quotidiana.

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