Permafrost, si sta sciogliendo. E intere città sono a rischio



Da Wired.it :

In Russia gli edifici si sgretolano come se fossero fatti di mattoncini Lego. L’Alaska spende milioni ogni anno per riparare le strade che sprofondano e si crepano. In Canada, la pista dell’aeroporto di Iqaluit sta infossando, cosa che non fa molto felici i piloti.

Non si possono biasimare gli ingegneri che hanno costruito sopra il permafrost, il terreno ghiacciato tipico dell’estremo nord e delle alte quote: in alcune città russe, fino all’ottanta per cento degli edifici si trova sopra questo tipo di suolo. Il substrato del permafrost dovrebbe rimanere congelato, come suggerisce il nome. Ma la terra nell’Artide, e non solo, è in rivolta. Mentre l’Artide si riscalda quattro volte più velocemente rispetto al resto del pianeta, il permafrost si sta sciogliendo a un ritmo allarmante, trascinando con sé qualsiasi cosa sia in superficie o deformando tutto quello che è sepolto sotto: strade, ferrovie, condutture, fogne, linee di trasmissione elettrica.

Le regioni del permafrost non sono vasti spazi vuoti dove vivono gli orsi polari – ha spiegato il climatologo della George Washington University, Dmitry Streletskiy, coautore di un articolo di rassegna sul permafrost pubblicato recentemente sulla rivista scientifica Nature Reviews Earth and Environment -. Ci sono molte persone, industrie, insediamenti, infrastrutture sviluppate in quelle regioni, che sono molto attive economicamente“. Lo scioglimento del permafrost minaccia centinaia di piccoli paesi e città artiche, e potrebbe mettere in grave pericolo fino al settanta per cento delle infrastrutture circumpolari entro la metà del secolo, ha scritto il gruppo di lavoro di Streletskiy, aggiungendo che per riparare le strade, rafforzare le strutture e garantire che i treni non deraglino sui binari deformati sarebbero necessari miliardi.

Il permafrost si sta sciogliendo

Il permafrost è una miscela di terra, sabbia o ghiaia congelata in una matrice di ghiaccio. Dal momento che l’acqua allo stato solido occupa più spazio di quella liquida, quando il permafrost si scongela, il terreno si restringe. Più alto è il contenuto di ghiaccio del permafrost, maggiore è l’infossamento. Se lo sprofondamento avvenisse in modo uniforme in tutto il paesaggio potrebbe anche non rappresentare un grosso problema, perché a quel punto anche le infrastrutture si infosserebbero in modo uniforme. Ma se il terreno si scongela a un’estremità di un edificio e non all’altra, il differenziale può spezzarne le fondamenta. Si tratta di un problema particolarmente grave nelle grandi città di età sovietica, piene di grandi condomini che esercitano un peso enorme sul permafrost: nel 2012, circa il quaranta per cento degli edifici nella città russa di Vorkuta aveva già subito deformazioni, mentre  in alcuni paesini la quota si avvicina più al cento per cento.

Strade e ferrovie – le cosiddette infrastrutture lineari – sono ancora più vulnerabili perché si estendono in modo trasversale rispetto al paesaggio, e ci sono quindi parecchie possibilità che sprofondino a tassi diversi: “Non è auspicabile che una parte di un gasdotto vada giù e un’altra resti nello stesso posto“, ha spiegato Streletskiy. Le strade, poi, devono fare i conti con un’ulteriore difficoltà: si trovano all’aperto, dove il sole può riscaldare il permafrost sottostante (gli edifici almeno garantiscono un po’ di ombra che mantiene il terreno fresco).

Ma anche nel caso in cui il permafrost non si sciolga completamente, l’aumento della temperatura può comprometterne la sua integrità strutturale e quella di qualsiasi cosa ci sia sopra. “Quando la tiri fuori dal freezer, la pizza è congelata e solida – ha detto Streletskiy, ricorrendo a un’analogia –, la metti sul tavolo e con il tempo diventa sempre più morbida. È ancora congelata, ma sai che le sue proprietà meccaniche stanno cambiando“.

Lo scioglimento del permafrost ha anche un costo incalcolabile per il clima: questo tipo di terreno immagazzina infatti la metà del carbonio organico presente nei suoli del pianeta. Quando si scongela, dei microbi iniziano a erodere il materiale organico ed emettere gas serra, che riscaldano ulteriormente il pianeta. In alcune parti dell’Artide, il permafrost si sta sciogliendo così rapidamente da scavare crateri nel terreno, dove l’acqua stagnante rilascia poi metano, un gas serra particolarmente dannoso.

Il problema della torba

Lo scioglimento del permafrost si unisce agli incendi nelle torbiere e al fenomeno della subsidenza – lo sprofondamento del suolo causato dalla perdita di acqua freatica – per formare un trittico di minacce geologiche poco studiate ma estremamente gravi causate dall’uomo. La torba è composta da un materiale vegetale accumulatosi per migliaia di anni, strato dopo strato. Il fatto che non sia congelata, ma umida, fa sì la materia organica si preservi. Tuttavia, a causa del riscaldamento climatico, la torba si sta seccando in interi territori, creando un combustibile ricco di carbonio che può prendere fuoco se colpito da un fulmine: “La natura non vuole che la torba sia infiammabile“, ha spiegato Guillermo Rein, che studia gli incendi nelle torbiere all’Imperial College di Londra. A differenza dei tradizionali incendi in California o in Australia, che si propagano attraverso la vegetazione, questo tipo di fuoco brucia nel terreno: “Sono i più grandi incendi della Terra, ma anche i più lenti. Anche un bambino potrebbe superarli in velocità“, ha aggiunto Rein.



[Fonte Wired.it]