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Piccoli Raee, non tutti lo sanno ma possiamo consegnarli gratis nei negozi di elettronica (senza comprare nulla)

di webmaster | Feb 18, 2026 | Tecnologia


In ogni casa c’è un cassetto in cui giacciono smartphone spenti da anni, cavi aggrovigliati, rasoi elettrici guasti, chiavette Usb, power bank e caricabatterie. Piccoli Raee destinati a dispositivi che non si ricorda nemmeno più di avere. Da dieci anni, chiunque ha il diritto di disfarsi gratuitamente di questi piccoli rifiuti elettronici (Raee) dismessi presso i grandi negozi di elettronica. Ma è una di quelle possibilità che esistono quasi solo sulla carta o un sistema che funziona davvero?

Per accertarsene di persona, i volontari dell’organizzazione ambientalista Legambiente – con il sostegno del consorzio dedicato Erion WEEEhanno visitato in incognito i punti vendita. Scoprendo che, seppure con qualche lacuna, l’Italia può dirsi promossa.

Cosa dice la legge sul ritiro “1 contro 0” dei piccoli Raee

Non stiamo parlando di iniziative spontanee dei brand, ma di un principio sancito dalla legge. Per la precisione, l’articolo 11 del decreto legislativo 49/2014 obbliga i negozi di elettronica con una superficie di vendita di almeno 400 metri quadrati (come quelli che si trovano nei centri commerciali) a ritirare gratis i piccoli Raee di uso domestico.

Per poter usufruire di questo servizio non conta la tipologia di prodotto, bensì la dimensione che dev’essere inferiore ai 25 centimetri. Se si rispettano questi criteri, i rifiuti si possono conferire nei contenitori dedicati senza l’obbligo di acquistare nuovi prodotti. Per questo si parla di “1 contro 0”. Per le apparecchiature più grandi, come lavatrici, frigoriferi o televisori, vale invece l’“1 contro 1”: il ritiro gratuito è previsto solo a fronte dell’acquisto di un prodotto equivalente.

La prova sul campo di Legambiente nei grandi negozi di elettronica

A dieci anni dall’entrata in vigore della normativa, nell’autunno del 2025, le volontarie e i volontari di Legambiente hanno visitato in incognito 141 punti vendita di 14 catene, in otto regioni italiane (Campania, Lazio, Lombardia, Piemonte, Puglia, Sardegna, Toscana e Valle D’Aosta). I risultati, raccolti nella ricerca “Missione Raee: Zero scuse”, sono incoraggianti. In 121 casi, cioè ben l’85,8% del totale, hanno potuto conferire i piccoli Raee, quasi sempre (119 su 121) senza incontrare alcuna difficoltà.

Certo, non si può dire che sia un successo totale, perché ci sono pur sempre altri 20 punti vendita che non hanno ritirato i piccoli Raee pur essendo formalmente tenuti a farlo. In undici casi gli addetti alla vendita hanno spiegato che il negozio effettua solo il ritiro “1 contro 1”, in altri due casi hanno dichiarato che il punto vendita non era abilitato e in altri sette che era possibile solo la raccolta di pile e lampadine. Un punto debole sembra essere proprio l’informazione: nel 16% dei negozi visitati il personale non conosceva il servizio “1 contro 0”.

Il ritiro gratuito dei piccoli Raee funziona davvero quando è ben segnalato

Perché un servizio simile funzioni, poi, occorre che le persone ne siano consapevoli. E anche su questo fronte ci sono dei margini di miglioramento. Sui 121 negozi in cui i volontari e le volontarie hanno potuto lasciare i loro piccoli Raee, soltanto 71 (poco meno del 60%) avevano un contenitore o un cassone dedicato che fosse ben visibile. In altri tre il contenitore c’era ma era nascosto, mentre nei restanti 46 è stato il commesso o la commessa a ritirare i rifiuti alla cassa. Rarissime le informazioni specifiche sul servizio “1 contro 0”.

“È fondamentale promuovere a livello nazionale e territoriale più campagne di informazione e sensibilizzazione per informare i commercianti, chi lavora con loro, e i cittadini di ogni età”, commenta Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente. “Non dimentichiamo che i Raee, se non correttamente conferiti, possono avere impatti ambientali pericolosi soprattutto per l’effetto delle sostanze nocive sull’ambiente e sulla salute. Dall’altro lato conferirli correttamente significa anche permettere di riciclare materie prime fondamentali, tra cui spiccano le materie prime critiche che sono sempre più al centro di tensioni geopolitiche”.



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Scritto da Flavio Perrone, consulente informatico e appassionato di tecnologia e lifestyle. Con una carriera che abbraccia più di tre decenni, Flavio offre una prospettiva unica e informata su come la tecnologia può migliorare la nostra vita quotidiana.

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