La città intelligente non è un’invenzione del futuro, esiste già ed è targata Planet Smart City. Con migliaia di abitazioni in giro per il mondo Planet Smart City lavora su progetti di larga scala. “Il nostro obiettivo è l’affordable housing ci racconta Alessandro Marchesini, Chief Digital Strategy Officer della proptech. Ed è proprio con questo spirito che è stata fondata nel 2015 da Giovanni Savio e Susanna Marchionni, esperti del settore immobiliare. Dall’India, al Brasile, agli Stati Uniti, all’Italia: l’obiettivo della società è proprio quello di costruire case intelligenti che però siano accessibili a tutti, operando nei Paesi con un alto deficit abitativo, per permettere anche alle persone con un reddito meno elevato di ottenere i migliori servizi per vivere bene.

Città all’avanguardia ma anche inclusive

“Il digitale è solo una parte della tecnologia. La tecnologia può essere applicata anche all’urbanistica e al tessuto sociale – ci spiega Marchesini. – Per noi un progetto, un distretto, una city è smart quando riesce a rispondere a sei criteri fondamentali: tre legati al fattore umano, tre a quello tecnologico.” Una città intelligente, infatti, non deve essere solo urbanamente attraente, ma deve anche essere inclusiva e all’avanguardia sul piano tecnologico, e soprattutto deve pensare alla salute e al benessere della persona.

Tecnologia per la casa e per il quartiere

Ma come funziona esattamente? Dalla singola casa all’intero quartiere una smart city è una città tecnologica, progettata per mettere al centro il suo abitante. Ogni casa sfrutta sistemi di allarme, videosorveglianza, fibra ottica e home automation. Alessandro Marchesini ci racconta qualche esempio concreto: “A livello abitativo si possono creare soluzioni che permettano a un elettrodomestico di capire qual è il momento migliore per funzionare rispetto al sovraccarico della rete energetica, o cose più semplici come abbassare le tapparelle automaticamente. Ma a livello di building, a livello di distretto si può raggiungere un livello di intelligenza della tecnologia molto più elevato.”

Quartieri intelligenti e sostenibili

Il quartiere smart si struttura con diverse abitazioni che ruotano tutte attorno a spazi comuni: parchi, aree dedicate allo sport, orti urbani, biblioteche, cinema e zone di coworking. Soluzioni che permettono di aumentare i servizi alla comunità, tramite anche pratiche più sostenibili per l’ambiente. Attraverso l’applicazione dedicata, Planet App, infatti, l’abitante può controllare l’andamento dei consumi nel tempo, in modo da risparmiare e ottimizzare le risorse. Ma una città intelligente punta a essere sostenibile anche a livello di distretto: attraverso ad esempio la regolazione dell’illuminazione di quartiere, la creazione di piste ciclabili, la migliore gestione della raccolta differenziata e la riduzione degli sprechi. “Le nostre soluzioni smart in particolare  – e quelle di una smart city programmatica ed efficiente in generale – mettono il cittadino al centro e sono tutte soluzioni che aiutano sia la qualità della vita, sia la connettività a livello di comunità – spiega Marchesini. Da un lato quindi migliorano la comunità nelle quali si introducono e dall’altro hanno un impatto ambientale positivo o comunque meno negativo rispetto alle soluzioni tradizionali.”

Il senso di comunità

“Partendo dalla visione centrica del cittadino la smart city del futuro riuscirà a standardizzare globalmente sia quelli che sono i protocolli di tecnologia, sia il livello di collaborazione tra pubblico e privato – spiega Marchesini.  Da un lato il settore pubblico si renderà conto del fatto che le smart city sono l’unica soluzione possibile per i problemi di impatto ambientale e urbanizzazione che stanno vivendo le mega city moderne. E dall’altro lato il privato capirà che la tecnologia va studiata in riferimento al cittadino e che la collaborazione col pubblico è indispensabile.” Ambiente, architettura, tecnologia, community. Le città intelligenti sono costruite per essere urbanamente attraenti, innovative, interconnesse e sostenibili. Ma la parola chiave per ogni smart city è una: comunità, conclude Marchesini: “Le stesse tecnologie digitali possono essere usate per ricreare questo tessuto sociale locale e un senso di comunità e appartenenza, ricreando la fiducia tra vicini, tra abitanti dello stesso quartiere e un senso di appartenenza che oggi si stava per perdere e che in qualche modo la tecnologia sta riportando.”



fonte : skytg24