Privacy: addio a Giovanni Buttarelli, garante europeo dei dati


E’ morto il magistrato ed esperto di diritto delle nuove tecnologie, che ha portato avanti la rivoluzione del Gdpr, incassando anche il sostegno di Tim Cook

Giovanni Buttarelli al Wired Next Fest (foto di Zoe Vincenti)

Si è spento nella notte all’età di 62 anni Giovanni Buttarelli, magistrato, uno dei più importanti esperti di diritto delle nuove tecnologie e dal 2014 impegnato nel ruolo di garante europeo per la protezione dei dati personali. A darne l’annuncio è la stessa autorità indipendente che Buttarelli ha servito fin dalla sua creazione.

“Siamo addolorati dalla tragica perdita di un uomo brillante e visionario”, si legge sul sito dell’autorità, “che si è sempre dedicato con passione alla famiglia e al lavoro, servendo fino in fondo la magistratura italiana e l’Unione europea, e onorandone i valori”.

L’uomo e la carriera

Tecnico al servizio della politica, Buttarelli ha dedicato la sua intera carriera professionale al tema della protezione dei dati e dello studio delle nuove tecnologie e dei loro effetti sul diritto. Fin dagli esordi, nel 1989, quando venne scelto come consulente dell’ufficio legislativo del ministero della Giustizia, ruolo in cui affrontò il periodo caldo seguito agli accordi di Schengen e alla necessità di accogliere la direttiva europea sul trattamento dei dati personali del 1995. “Se esistesse un’imposta a carico di chi diffonde tesi o interpretazioni prive di ogni fondamento, le finanze dello Stato ne avrebbero tratto ampio beneficio”, ebbe a scrivere in un documento, riferendosi alla discussione sul ddl 675/96, di cui fu tra gli autori, lavorando all’autorità italiana per la privacy ai tempi di Stefano Rodotà.

Segretario generale dell’Autorità garante per la protezione dei dati personali dal 1997 al 2009, esperto di crimini informatici e di digitalizzazione della Pubblica amministrazione, dal 2016 Buttarelli deteneva la cattedra di Informatica giuridica della facoltà di Giurisprudenza all’università Luiss Guido Carli. 

Sulla trasformazione della politica europea in materia di dati personali, il Gdpr, Buttarelli aveva incassato anche l’appoggio di Tim Cook, l’amministratore delegato di Apple, che ne ha sempre elogiato l’operato. A maggio, ospite del Wired Next Fest, Buttarelli aveva manifestato la disponibilità a un secondo mandato come garante europeo. E aveva lanciato le prossime sfide in tema di difesa dei dati personali per l’Europa unita: “Sto già pensando al dopo Gdpr perché questo regolamento durerà dieci anni, un periodo in cui ci sarà una grande evoluzione: dal punto di vista tecnologico un decennio equivale a un secolo e bisogna capire come queste le regole entrate in vigore un anno fa possono resistere all’evoluzione: dobbiamo occuparci di robotica e intelligenza artificiale.

Il garante italiano per la privacy, Antonello Soro, ha commentato: “La prematura scomparsa di Giovanni Buttarelli rappresenta una perdita inestimabile per la comunità italiana ed europea. A lui il nostro Paese deve enorme gratitudine per l’introduzione, lo sviluppo e la difesa di un diritto fondamentale per la democrazia e la libertà della persona, come il diritto alla privacy e alla protezione dei dati. Il ruolo svolto da Buttarelli a livello nazionale ed internazionale – tra i fondatori dell’Autorità italiana prima e in Europa, poi, da Garante europeo – ha contribuito in maniera determinante alla crescita di una nuova cultura del diritto e a una visione della tecnologia più rispettosa dell’uomo

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