Negli ultimi giorni di dicembre 2025 si è parlato molto di Grok, il modello di intelligenza artificiale integrato su X (ex Twitter). Il motivo non è positivo: diversi utenti hanno segnalato che il sistema ha generato immagini sessualizzate di minori e altre immagini inappropriate, come donne in bikini non richieste. I contenuti sono stati rimossi rapidamente, ma l’episodio ha sollevato domande importanti sulla sicurezza delle AI generative.
Cosa è successo con Grok
La notizia, riportata da varie testate, racconta che alcuni prompt inseriti dagli utenti hanno portato Grok a creare immagini non consentite. Pur non riproducendo né descrivendo tali immagini, è utile capire perché questo è un problema serio:
- Le piattaforme devono impedire la creazione di contenuti che coinvolgono minori anche in forma sintetica.
- I generatori di immagini devono riconoscere e bloccare richieste rischiose.
- Gli errori di un sistema molto diffuso possono avere un impatto enorme in termini di diffusione e responsabilità.
X ha confermato di aver rimosso rapidamente i contenuti e di essere al lavoro per migliorare i filtri di sicurezza. Resta però l’esigenza di capire come gli utenti possono proteggersi e cosa aspettarsi da strumenti di questo tipo.
Perché può succedere con l’AI
I modelli generativi apprendono da enormi quantità di immagini e testi. Se i sistemi di controllo non sono abbastanza rigidi, possono produrre contenuti non desiderati. Le cause di queste falle possono essere:
- Dataset non perfettamente filtrati.
- Prompt ambigui o male interpretati.
- Filtri di sicurezza aggirabili o non aggiornati.
- Errori nella logica che gestisce le restrizioni delle immagini.
Questi problemi non riguardano solo Grok: sono comuni a molte piattaforme che offrono IA generativa. L’episodio però mostra quanto sia importante investire nella sicurezza prima di lanciare strumenti così potenti al grande pubblico.
Cosa possono fare gli utenti
Anche se la responsabilità principale è delle aziende, gli utenti possono adottare alcune buone pratiche per proteggersi da contenuti indesiderati o rischiosi:
- Segnalare immediatamente contenuti illeciti o non appropriati.
- Evitare di condividere immagini generate che potrebbero essere problematiche, anche se non create da loro.
- Usare sempre le AI nel rispetto delle leggi, evitando richieste ambigue o potenzialmente dannose.
- Controllare le impostazioni di sicurezza della piattaforma, quando disponibili.
Cosa dovrebbero fare le piattaforme
Questo caso rappresenta un campanello d’allarme per tutte le aziende che sviluppano AI generative. Per garantire sicurezza e fiducia agli utenti servono:
- Filtri più avanzati per riconoscere contenuti sensibili.
- Controlli umani sui casi sospetti.
- Sistemi che impediscano la generazione di immagini che coinvolgono categorie protette.
- Trasparenza sugli errori e sui miglioramenti introdotti.
Conclusioni
L’episodio che ha coinvolto Grok evidenzia una verità fondamentale: le AI generative sono strumenti potenti, ma anche potenzialmente rischiosi se non adeguatamente controllati. La tecnologia può fare molto, ma deve essere sviluppata e usata con responsabilità.
Per gli utenti è importante conoscere i limiti di questi strumenti e adottare comportamenti prudenti. Per le aziende, invece, l’obiettivo deve essere chiaro: prevenire errori gravi prima che avvengano. Solo così l’AI potrà essere davvero utile, sicura e affidabile.


