Dal retro di un negozio di hobbistica nel Wisconsin a Hollywood: è l’incredibile storia delle Backrooms, paradossale fenomeno di internet che ora diventa un film destinato ad attirare non poche attenzioni. Tutto parte negli anni Dieci, quando su siti come 4chan inizia a circolare la foto del retro deserto di un negozio (si scoprirà appunto poi che si trattava di una stanza in via di riallestimento di una location della catena Hobby Town), svuotato di ogni arredo e illuminato da inquietanti neon gialli. Tanto basta per far partire conversazioni, discussioni, meme, fanfiction e tanto altro ancora, immaginando in puro stile creepypasta che quella backroom, appunto, fosse la porta d’accesso a altre dimensioni o il terrificante luogo in cui essere inseguiti da non meglio identificate entità.
Nel 2022 il fenomeno viene rilanciato grazie a una serie di cortometraggi horror caricati online dall’allora sedicenne Kane Parsons, nota online come Kane Pixels, la quale rielabora con alcuni effetti speciali delle riprese dando loro l’aspetto di vecchi VHS e aggiungendo elementi di suspense. L’anno dopo Parsons attira l’attenzione di alcune case di produzione, tra cui la celebre A24 (dietro a titoli come The Witch, Moonlight, Midsommar e il recente The Drama), ottenendo un contratto per la realizzazione di un film tratto da quegli stessi corti. Parsons ottiene il suo primo incarico da regista in un lungometraggio, con la sceneggiatura scritta da Will Soodick (Homeland, Westworld) e prodotta tra gli altri da Roberto Patino, che in passato ha lavorato a serie come Sons of Anarchy, Westworld e DMZ.


