Proteste Hong Kong, Alibaba rinvia la quotazione


L’operazione slitta a ottobre. Sarebbe l’ingresso più importante sulla piazza asiatica per il 2019 e si inserisce in una campagna cinese per riportare in patria i titoli tech

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Alibaba (AP Photo)

La situazione sempre più incandescente delle proteste a Hong Kong, che durano ormai da due mesi, fa sentire le sue ricadute anche sulla Borsa. Il colosso cinese dell’ecommerce Alibaba avrebbe deciso di posticipare la sua quotazione record per via delle forti incertezze politiche che stanno attraversando lo Stato controllato dalla Cina. Lo rende noto l’agenzia Reuters, che riporta la decisione della società di far slittare il suo debutto sul listino asiatico, prevista per fine agosto, al prossimo ottobre.

Puntando a raccogliere tra i 10 e i 15 miliardi di dollari, la quotazione di Alibaba a Hong Kong è attesa dagli investitori come una delle più importanti dell’anno, e potrebbe contribuire a far tornare il listino a livelli competitivi con quello di New York. Inoltre, il debutto “in patria” della compagnia potrebbe anche mandare un segnale positivo per tutte le compagnie tecnologiche cinesi che negli ultimi anni hanno preferito quotarsi altrove, soprattutto negli Stati Uniti.

La stessa Alibaba, per altro, nel 2014 si era quotata a Wall Street con un’ipo record che ha portato la compagnia a 230 miliardi di dollari di capitalizzazione di mercato, avendo incassato oltre 21 miliardi di dollari. Con simili numeri è chiaro che l’attenzione sia alta anche per il debutto a Hong Kong, ed è per questo che il colosso non vuole rischiare passi falsi fino a che la situazione politica ed economica del Paese non si sarà stabilizzata.

Per Alibaba una quotazione nello Stato asiatico rappresenterebbe anche un modo per diversificare il suo ingresso in nuovi mercati di investimento, sfruttando le nuove regole messe in campo da Hong Kong per facilitare l’acquisto e la vendita di azioni di società quotate anche negli altri listini principali della Cina, ovvero quelli di Shenzhen e di Shanghai.

In questo modo, la vocazione tecnologica del colosso cinese dello shopping online potrebbe trovare terreno fertile per i suoi scambi anche con il nuovo indice lanciato sulla piazza di Shanghai il mese scorso e dedicato esplicitamente alle società tecnologiche, un mercato in cui la Cina sta investendo moltissimo negli ultimi anni.

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