Prysmian, il campione italiano dei cavi, accelera il percorso verso l’integrazione verticale completa nel comparto dei collegamenti sottomarini con l’acquisizione di Acsm, societĆ spagnola specializzata nelle attivitĆ propedeutiche e complementari alla posa dei cavi. Una mossa che vale 169 milioni di euro.
Il gruppo milanese porta in casa competenze oggi cruciali nella filiera sottomarina: surveying, pianificazione delle rotte, preparazione del fondale. AttivitĆ che precedono e seguono l’installazione vera e propria dei cavi. Acsm ha base a Vigo, vanta oltre vent’anni di operativitĆ in sessanta paesi, un organico di trecentocinquanta specialisti e un portafoglio di centinaia di interventi conclusi. Nel 2024 ha registrato ricavi per 62 milioni di euro con un margine operativo lordo di 22 milioni.
L’acquisto include l’intera dotazione tecnica: tre navi, robot sottomarini telecomandati, macchinari per l’interramento dei cavi e strumentazione avanzata per le rilevazioni. Il multiplo dell’operazione, 6,6 volte l’ebitda 2024, riflette sia il valore degli asset fisici ā compresi 24 milioni di euro per una nave consegnata nel quarto trimestre 2025 ā sia l’expertise accumulata. Il perfezionamento ĆØ atteso per febbraio, subordinato agli aggiustamenti previsti sulla base della posizione finanziaria netta, del capitale circolante e degli investimenti in corso.
Raul Gil, vicepresidente esecutivo della divisione Transmission di Prysmian, ha sintetizzato la portata strategica: “I cavi sottomarini sono risorse strategiche e la sicurezza rappresenta un elemento distintivo per i nostri clienti. Questa acquisizione consolida ulteriormente la gamma di soluzioni disponibili per mantenere al sicuro elettricitĆ e dati sotto il livello del mare“.
L’architettura della crescita
L’acquisizione di Acsm si inserisce in un disegno più ampio della strategia del gruppo della Bicocca, articolato su molteplici direttrici. A dicembre 2025, la Banca europea per gli investimenti ha approvato un finanziamento complessivo di 300 milioni di euro destinato alle attivitĆ di ricerca e sviluppo di Prysmian nel quadriennio 2025-2028. La prima tranche, pari a 200 milioni, risulta giĆ perfezionata. Le risorse finanziano laboratori distribuiti in Italia, Francia, Germania, Paesi Bassi e Spagna, concentrati sullo sviluppo di soluzioni a basse emissioni per reti energetiche e di comunicazione più performanti, intelligenti e protette.
L’operazione si allinea al quadro REPowerEU e completa TechEU, il programma con cui il Gruppo BEI intende investire 70 miliardi di euro in tre anni per rafforzare innovazione e primato tecnologico europeo.
Sempre lo scorso dicembre Prysmian e Fincantieri hanno siglato l’accordo per rilevare Xtera, azienda britannico-statunitense leader nei sistemi integrati di telecomunicazioni sottomarine. La joint venture vede Prysmian detenere l’80% e Fincantieri il restante 20%, con un investimento complessivo di 65 milioni di dollari. Xtera, con sede a Londra, annovera fra le sole cinque realtĆ mondiali capaci di realizzare reti di telecomunicazioni sottomarine su scala globale. Conta circa sessanta dipendenti, genera ricavi annui per 130 milioni di euro e dispone di centri di ricerca avanzata nel Regno Unito e in Texas.

