Roma – È l’innovazione, soprattutto quella che punta sul digitale e sull’adozione di piattaforme tecnologiche avanzate, il centro della trasformazione del Gruppo Fs, Ferrovie dello Stato Italiane. Con il duplice obiettivo di rafforzare la puntualità dei treni e la sicurezza della rete ferroviaria e di migliorare i servizi di bordo a partire dalla connettività. È questa la traiettoria tracciata in occasione della presentazione dell’aggiornamento del Piano strategico 2025-2029, un piano che prevede investimenti per 177 miliardi di euro da qui al 2034, di cui 20 miliardi fanno capo al Piano tecnologico. E l’azienda ha confermato anche gli obiettivi economici al 2029: 20 miliardi di euro di ricavi, 3,5 miliardi di euro di Ebitda e un risultato netto per 500 milioni di euro.
“Il nostro obiettivo è ben delineato: costruire un sistema ferroviario moderno, affidabile e competitivo, in grado di sostenere la crescita dell’Italia nei prossimi decenni”, ha evidenziato l’amministratore delegato e direttore generale Stefano Antonio Donnarumma nel ricordare che nel 2025 sono stati messi in campo 18 miliardi, “un investimento senza precedenti”, di cui circa 7 dedicati all’attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr). “Stiamo consolidando un modello di governance più moderno e integrato, che ci permette di affrontare con maggiore efficacia le sfide della mobilità, dell’innovazione e della sostenibilità”, ha sottolineato il presidente Tommaso Tanzilli.
Come cambieranno le ferrovie italiane
Connettività ferroviaria, 4 anni per avere un Wi-Fi come quello dell’ufficio
A proposito di innovazione il piano prevede la digitalizzazione della rete, l’accelerazione dell’implementazione dell’Ermts (per la gestione e il controllo del traffico ferroviario), la diffusione di sistemi di manutenzione predittiva e la realizzazione della nuova infrastruttura nazionale dedicata alla connettività ferroviaria, a partire dal progetto pilota completato sulla linea dell’alta velocità Torino-Milano. Ed è proprio sulla connettività che sono puntati i riflettori: quest’anno il completamento del progetto sulla tratta pilota Torino–Greggio, con 60 km già equipaggiati e 41 siti attivi. “Con 200 milioni di investimenti nei prossimi 4 anni, gradatamente, andremo a rifare tutta l’infrastruttura di telecomunicazioni lungo la rete e faremo in modo che tutti i viaggiatori sui treni dell’Alta velocità potranno usufruire di un Wi-Fi nel treno a livello di quello dell’ufficio“, ha promesso Donnarumma. “Era un impegno che ci eravamo presi e lo abbiamo inserito nel piano“.
Ritardi dei treni e disagi per i passeggeri, quali soluzioni?
E veniamo alla puntualità dei treni: i ritardi e i disagi in particolare sulla linea dell’Alta velocità (e non solo) sono orami all’ordine del giorno. Secondo una recente indagine di Altroconsumo i Frecciarossa di Trenitalia sono in ritardo nel 31% dei casi e per gli Intercity si sale al 41%. Ma il Gruppo Fs ci tiene a sottolineare, dati alla mano, che la situazione starebbe migliorando: circa tre punti percentuali di puntualità in più nell’Alta velocità, un punto percentuale in più per il Regionale e tre punti percentuali in più sugli Intercity, con oltre 35mila treni tornati in orario nel 2025.
“La rete ferroviaria – ha puntualizzato Donnarumma – deve essere riparata continuamente, per anni si è fatta solo manutenzione straordinaria ma servono anche nuovi percorsi. Abbiamo ordinato 46 nuovi ETR 1000, ad oggi ne sono stati consegnati 4, verranno consegnati uno al mese nel prossimo anno. Aiuteranno a sostituire i treni ormai vetusti. Abbiamo già contrattualizzato 183 treni regionali, 105 sono stati già consegnati. Abbiamo contrattualizzato anche 132 autobus a bassissimo impatto ambientale. I volumi di trasporto passeggeri sono aumentati rispetto all’anno scorso dell’1% in Italia (577 milioni di passeggeri, ndr) e del 15% all’estero. È aumentato anche il traffico merci del 3%”. Il ministro delle Infrastrutture e Trasporti Matteo Salvini, intervenuto alla presentazione dell’aggiornamento del Piano strategico si è rivolto con una battuta ai vertici dell’azienda: “Orgoglioso di quello che state facendo Roma, ma fatemi arrabbiare il meno possibile nel 2026”, riferendosi proprio alla questione dei ritardi.


