“Per la prima volta, uno o più giudici inquirenti francesi esamineranno le condizioni per l’eventuale responsabilità penale di Fabrice Leggeri nella strage che ha causato migliaia di morti nel Mediterraneo, tra cui donne e bambini”, ha dichiarato a Le Monde Emmanuel Daoud, avvocato della LDH. La denuncia in precedenza era stata considerata irricevibile ma ora che i giudici l’hanno accolta è scoppiata la dura reazione di Marine Le Pen, a capo del partito di estrema destra Rassemblement National di cui Leggeri è stato eletto eurodeputato nel 2024. “Il popolo francese, che sta subendo le drammatiche conseguenze dell’immigrazione di massa, non si lascerà ingannare dalla rozza manovra di un’organizzazione di estrema sinistra”, ha denunciato Le Pen.
Il futuro dell’agenzia europea
L’inchiesta in corso potrebbe lasciare strascichi sul futuro di Frontex. Nel luglio 2024 la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha annunciato un rafforzamento di Frontex tanto in termini di personale, da portare fino a 30mila, quanto in termini di risorse materiali ed economiche. Questo ha reso necessario annunciare una revisione del regolamento di Frontex, modificato l’ultima volta nel 2019, che dovrebbe arrivare proprio nel corso del 2026 dopo che la scorsa estate la Commissione ha iniziato a raccogliere i primi contributi da stati membri, società civile e organizzazione non governative.
A febbraio dieci stati membri (Croazia, Repubblica Ceca, Grecia, Ungheria, Lituania, Malta, Polonia, Romania, Slovenia e Spagna) hanno presentato un documento informale dove si auspica, alla luce del mutato contesto geopolitico e della pressione alle frontiere esterne, il percorso di rafforzamento dell’agenzia proposto dalla Commissione europea pur senza estenderne il mandato. I dieci stati membri hanno chiesto di aumentare l’operatività di Frontex nei paesi terzi relativamente alle politiche di rimpatrio e di migliorare qualitativamente più che quantitativamente il corpo permanente, creando anche un contingente di riserva da mobilitare nelle situazioni di emergenza. Nel documento c’è inoltre la richiesta di investire in tecnologie avanzate, tra cui i droni, e proprio questo è uno dei temi più caldi della riforma di Frontex come la vorrebbe la Commissione europea. Tra i punti proposti da Bruxelles c’è quello di affidare all’agenzia un ruolo di coordinamento nei piani europei di difesa contro i droni, ma questo ha poco a che vedere con il quadro legale esistente. Anche la possibilità di schierare agenti di Frontex alle frontiere interne, nella direzione di una militarizzazione del territorio europeo, ha fatto storcere il naso ad alcuni paesi membri.
Diverse organizzazioni non governative hanno lanciato l’allarme su un progetto di riforma dell’agenzia che sembra replicare e rafforzare le storture che l’hanno caratterizzata in questi anni piuttosto che riportarla a fare quello per cui era stata progettata ormai oltre venti anni fa. Chissà che l’inchiesta a carico di Fabrice Leggeri per crimini contro l’umanità e tortura possa rimescolare le carte in tavola.


