Quando la censura se l’è presa con le serie tv per motivi bizzarri


Da Buffy l’ammazzavampiri a Doctor Who, alcuni show hanno subito tagli per ragioni assurde, dal rifiuto di mostrare l’omosessualità femminile a quello di parlare di… viaggi nel tempo. Ecco i casi più controversi.

Chi ama le serie sa bene che vita non è sempre facile per lo spettatore: tra le traduzioni poco accurate, i doppiaggi affrettati, le programmazioni ballerine dei canali in chiaro e gli episodi che cambiano ordine di trasmissione o addirittura scompaiono, la storia della televisione è costellata di ostacoli. Recentemente la decisione di Netflix di eliminare una scena delle serie teen Tredici che descrive in modo realistico il suicidio di un personaggio, assieme a quella – annunciata sempre dalla piattaforma digitale – di ridurre i frangenti nei quali i personaggi dei loro show originali fumano (come in Stranger Things), ha rispolverato il giustificato timore sulle limitazioni imposte agli show.

A queste news si aggiunge anche quella, altrettanto fresca, dell’animosità della Russia nei confronti di Chernobyl, acclamata miniserie che ricostruisce gli eventi della tragedia legata alla centrale nucleare. Partendo da queste allarmanti notizie, ripercorriamo alcuni delle serie vittime delle censure più clamorose.

1. Buffy l’ammazzavampiri

Una delle serie seminali della Storia della televisione ha sofferto più di un taglio. Negli Stati Uniti, dove il cult creato da Joss Whedon andava in onda sul canale (ormai defunto) The Wb, le censure riguardarono soprattutto alcune scene di violenza come in Perversi – in qui la strega Willow scuoia il personaggio di Warren per vendetta – o particolarmente splatter – come in Il dna del campione dove alcune creature demoniache squarciano dei corpi umani per uscirne. In Italia molti di noi ricordano ancora lo sgomento per la sparizione, senza spiegazione alcuna, di un intero episodio in prima tv della quarta stagione, intitolato Luna nuova, che segnava il ritorno del personaggio di Oz.

L’ex fidanzatino di Willow veniva catturato e imprigionato dall’organizzazione Iniziativa perché lupo mannaro, ma la puntata non presentava momenti particolarmente trucidi o cruenti: palesava, però, la relazione omosessuale tra Willow e Tara, il che, nel 2001, avrebbe potuto (incredibilmente) essere ancora una causa di censura.

2. The X-Files

Un’altra serie di culto, tra le più belle e importanti del panorama seriale di sempre, è incorsa nella censura. La casa dei mostri, uno degli episodi migliori dello show incentrato sui due agenti dell’Fbi Mulder e Scully a caccia di alieni (ma anche di mostri come in questo caso) seguiva un caso che ricalcava vagamente un fatto di cronaca, quello di un neonato rinvenuto cadavere nei pressi di una fattoria isolata, abitata da una famiglia che perpetrava l’incesto.

La puntata fu mandata in prima tv sul canale americano Fox con un disclaimer che ne anticipava i contenuti forti – tra cui menomazioni e la presenza di una madre che partorisce la progenie dei figli – ma le repliche sparirono dai palinsesti. Da noi passò, anche a causa della poco vigilata programmazione estiva.

3. Heathers

Un caso clamoroso – ancor più perché di poco tempo – fa riguarda l’adattamento per il piccolo schermo di Schegge di follia, provocatorio film del 1989 con Christian Slater e la Wynona Ryder di Stranger Things. Questo reboot che affrontava con lucidità e humour nero la questione del bullismo nei licei americani e metteva in scena l’alleanza tra una studentessa dall’aspetto angelico e un compagno di scuola ribelle deciso a commettere un attentato è stato letteralmente annientato dalla censura.

La casa di produzione Paramount in seguito a un attentato ai danni di un liceo statunitense, decise l’anno scorso di posticipare l’uscita della serie, poi ritardata ulteriormente. La cronaca dell’ascesa del gruppetto degli studenti più popolari e prevaricatori di un fantomatico istituto superiore dove sono le minoranze (ovvero gli studenti neri, gay o obesi) a farla da padrone alla fine ha subito riscrittura, rimontaggio e riduzione degli ultimi due episodi. Snaturata e tagliuzzata, la serie è stata un fallimento.

4. Pokemon

Le serie animate in Italia vantano una lista infinita di censure che potrebbero riempire volumi di ampiezza biblica, a partire da classici come Lady Oscar (la scena in cui André strappa la camicia a Oscar) e Sailor Moon (i riferimenti agli orientamenti sessuali delle protagoniste). Anche un cartone apparentemente innocente come Pokemon ne ha subite di tutti i colori: in patria (il Giappone), una puntata accusata di provocare attacchi epilettici nei piccoli spettatori (causa la successione di colori brillanti in una scena) non ha mai visto la luce all’estero.

Una censura giustificabile, molto meno quella della Turchia di sospendere la programmazione perché si riteneva che i bimbi si lanciassero dai balconi per emulare il cartone. Negli Usa i Pokemon hanno subito una lista infinita di tagli per ogni dettaglio considerato discutibile, come Misty che tira uno schiaffo ad Ash, o il gesto di un personaggio di sollevare un bastone per tirarlo contro Pikachu.

5. Doctor Who

La serie di culto britannica è la rappresentate di tutte quelle serie – l’ultima delle quali la citata Chernobyl – su cui è intervenuta la censura dei governi stranieri. In particolare, la Cina riteneva offensiva la professione del Signore del Tempo alieno protagonista dello show, il mirabolante Dottore, ovvero viaggiare nel tempo. La rappresentazione di questa fantascientifica attività è particolarmente invisa, a quanto pare, ai politici del Paese.

Analogamente, la Corea del Sud bandì il bellissimo telefilm di guerra Mash perché non gradiva la rappresentazione del proprio popolo da parte degli americani, la Russia se l’è presa con la – seppur – irriverente South Park perché ritenuta pornografica e il Venezuela fece scomparire dai palinsesti I Simpson perché promuoveva il disprezzo dei bambini nei confronti della scuola e dei valori morali. Fu sostituita con… Baywatch.

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