Quando l'Identità diventa il Percorso di Attacco In un panorama digitale in continua evoluzione, la sicurezza informatica si trova di fronte a sfide sempre più complesse. Una spia di queste difficoltà è il modo in cui le identità e le…
Quando l’Identità diventa il Percorso di Attacco
In un panorama digitale in continua evoluzione, la sicurezza informatica si trova di fronte a sfide sempre più complesse. Una spia di queste difficoltà è il modo in cui le identità e le credenziali degli utenti possono diventare vulnerabilità critiche. Per esempio, un semplice accesso salvato su un computer Windows può, in circostanze sbagliate, aprire una porta a ben il 98% delle risorse di un ambiente cloud aziendale. Questo scenario non è solo un caso teorico: rappresenta una realtà preoccupante che le aziende devono affrontare quotidianamente.
Il Ruolo Cruciale dell’Identità
Nel contesto delle moderne infrastrutture tecnologiche, l’identità non è più solo un elemento da proteggere perimetrale; è diventata il fulcro attorno al quale ruota la sicurezza. Ogni dipendente, account di servizio e anche i bot o agenti di intelligenza artificiale sono attraversati da permessi e credenziali che, se compromessi, possono consentire a un attaccante di muoversi senza ostacoli all’interno di un sistema. È fondamentale rendersi conto che, una volta che un malintenzionato riesce a entrare nel sistema, ciò che gli consente di progredire è proprio l’identità—una sorta di “autostrada” che attraversa ogni strato dell’ambiente IT.
L’esempio di un accesso memorizzato rappresenta solo la punta dell’iceberg. Pensiamo a una situazione in cui un gruppo di Active Directory, mai rivisto, concede a un attaccante l’accesso diretto al dominio aziendale. Le conseguenze di tali vulnerabilità sono devastanti e possono derivare da configurazioni inadeguate o permessi eccessivi.
Strumenti di Sicurezza: Perché Mancano l’Obiettivo
Nonostante i notevoli sforzi delle organizzazioni nel campo della sicurezza informatica, il problema delle esposizioni legate all’identità continua a crescere. Molti strumenti di gestione dell’identità e dell’accesso sono stati progettati per affrontare problemi isolati e lenti a riconoscere le connessioni tra di essi. Ad esempio, le piattaforme di gestione del ciclo di vita degli utenti e le soluzioni di gestione degli accessi privilegiati funzionano in modo efficace, ma non riescono a mettere insieme il quadro complessivo necessario per identificare come diverse esposizioni si combinano in percorsi di attacco.
Statistiche recenti indicano che la maggior parte degli attacchi legati alle identità è prevenibile. Tuttavia, gli strumenti attuali non riescono a ricercare efficacemente l’interconnessione tra le credenziali rubate, i permessi e i controlli di accesso. Ad esempio, nel 2025, oltre il 90% delle violazioni esaminate da Palo Alto erano il risultato di esposizioni che avrebbero dovuto essere individuate dalle tecnologie in uso. Questo scarto di sicurezza è pericoloso, in quanto consente agli attaccanti di sfruttare le vulnerabilità rimanenti.
Affrontare il Problema
Per garantire la sicurezza dei sistemi IT, le organizzazioni devono evolversi e comprendere l’importanza di una visione unificata della sicurezza che integri identità, permessi e controlli di accesso. Solo attraverso un approccio completo le aziende potranno mitigare i rischi legati alle identità. Le soluzioni di sicurezza che collegano questi elementi in ambienti ibridi possono porre un freno ai percorsi di attacco basati sull’identità, prima che un attaccante riesca a sfruttarli.
In Italia, dove le aziende stanno sempre più abbracciando le tecnologie digitali, è cruciale che i responsabili della sicurezza informatica investano in soluzioni che abbiano una visione olistica delle identità e dei permessi. Solo così potranno proteggere efficacemente le risorse critiche e difendere la loro operatività nel lungo termine.
Concludendo, il panorama della sicurezza informatica richiede un cambiamento di paradigma: non si tratta solo di proteggere i perimetri, ma di garantire che ogni identità, ogni accesso, e ogni permesso sia mappato e monitorato, affinché non diventino la via d’ingresso per minacce invisibili.
