Per questo il lavoro non punta a “correggere” il bambino, ma a costruire un contesto in cui l’integrazione possa avvenire naturalmente.
Gli allenamenti si svolgono nei gruppi ordinari della società sportiva, organizzati per età e non per diagnosi. Gli psicoistruttori affiancano gli allenatori durante le attività, aiutano a interpretare comportamenti che possono risultare difficili da decifrare e favoriscono l’integrazione all’interno del gruppo di allenamento.
Nel tempo, raccontano i responsabili del progetto, questo approccio ha permesso a molti bambini, che inizialmente faticavano anche solo a entrare nel campo sportivo, di partecipare alle attività e costruire relazioni con i compagni.
Un progetto nato molto prima delle Paralimpiadi
“Da sempre crediamo in uno sport che sia prima di tutto integrazione, relazione e crescita personale”, spiega Stefania Morandi, vicepresidente di Atletica Meneghina. “Ora con Play sport with me – continua Morandi – rafforziamo un percorso iniziato nel 2018 con Atletica Assieme: un modello in cui bambini e ragazzi, con e senza disabilità cognitivo-relazionali, si allenano insieme, imparano insieme e crescono insieme. L’obiettivo è costruire una comunità sportiva in cui ogni bambino possa sentirsi accolto, valorizzato e parte di qualcosa”.
Negli ultimi anni, infatti, l’iniziativa è stata ampliata anche grazie al supporto di Visa, partner tecnologico dei pagamenti dei Giochi olimpici e paralimpici di Milano Cortina 2026. L’azienda ha sostenuto il programma con Play sport with me, nato in occasione delle Paralimpiadi italiane per rafforzare un percorso già avviato dalla società sportiva milanese.
Oggi il progetto coinvolge circa 60 bambini e ragazzi, ma l’obiettivo è di arrivare a 100 partecipanti nei prossimi anni.
“La collaborazione con Visa ci ha permesso di ampliare concretamente questo percorso, formando nuove figure qualificate e offrendo opportunità a un numero sempre maggiore di famiglie”, aggiunge Morandi. Il contributo ha riguardato anche il sostegno economico ad alcune famiglie che non dispongono delle risorse necessarie per sostenere i costi dell’attività sportiva.
“Con Play sport with me volevamo dare risonanza a uno dei messaggi principali del movimento olimpico e paralimpico: lo sport come strumento capace di unire e abbattere le barriere”, ha spiegato Stefano Stoppani, country manager Italia di Visa.


