Quando si può revocare la cittadinanza italiana?


Di Maio e Meloni vorrebbero toglierla a Sandro Gozi, ex sottosegretario europeo del governo Renzi che ha accettato un incarico nel governo francese. La legge che disciplina la revoca della cittadinanza, però, impedisce mosse politicamente motivate

Sandro Gozi (foto: Fabio Cimaglia / LaPresse)

Nelle ultime ore è tornato al centro del dibattito politico un tema di cui non si parlava più da tempo: la possibilità di revocare la cittadinanza italiana. L’input è arrivato dalle reazioni di alcuni esponenti politici a un caso abbastanza eccezionale: la presenza di un uomo politico italiano in un governo estero. Come ha anticipato il quotidiano francese Le Figaro, Sandro Gozi, ex sottosegretario agli Affari europei dei governi Renzi e Gentiloni, ha accettato un incarico di consulenza nel governo francese del primo ministro Édouard Philippe.

Alcuni hanno criticato la scelta di Gozi accusandolo di tradimento. La leader di Fratelli Giorgia Meloni ha scritto in una lettera indirizzata al presidente del Consiglio Giuseppe Conte di aver presentato un’interrogazione parlamentare per chiedere a Gozi di rinunciare alla sua carica e di aver avviato un’indagine informale per capire di quale dossier il sottosegretario si sia occupato durante il suo ruolo in prossimità del governo italiano. “Ci appelliamo a Lei, presidente Conte, per impedire a chi abbia avuto la possibilità di accedere a dossier rilevanti per l’interesse nazionale di cambiare casacca impunemente e militare per altre nazioni”, si legge nella lettera pubblicata su Il Giornale. “Le chiediamo, quindi, di avvisare Sandro Gozi che non sarà tollerata la sua scelta, rispetto alla quale non esiterà alla intimazione di legge e alla consequenziale procedura di revoca della cittadinanza”.

Il capo politico del Movimento 5 stelle Luigi Di Maio ha usato parole tutto sommato più caute, ma con lo stesso centro: “Non ho nulla contro la Francia, ma bisogna valutare se togliere la cittadinanza a Sandro Gozi”, ha detto il ministro del Lavoro. Vale allora la pena di chiederselo seriamente: c’è il rischio che a Gozi venga ritirata la cittadinanza italiana? E in quali casi può essere revocata?

La revoca della cittadinanza

La cittadinanza italiana non è uno status permanente: sia chi è sempre stato cittadino italiano, che chi lo è diventato dopo un periodo di tempo, può decidere di rinunciarvi o perderla.

I casi in cui la cittadinanza può essere revocata sono stabiliti da due leggi: la 91/1992 e il decreto sicurezza che l’ha parzialmente modificata aggiungendo una nuova fattispecie.

La legge 91 del 5 febbraio 1992 prevede che la cittadinanza può essere revocata quando una persona adottata vede revocato il suo provvedimento di adozione per un fatto a lei imputabile – purché ciò non significhi renderla apolide; quando una persona possiede, acquista o riacquista una cittadinanza straniera; quando aveva ottenuto la cittadinanza italiana essendo figlio di persone che l’avevano acquistata e chiede di revocarla; quando un cittadino ha accettato un pubblico impiego o una carica pubblica da uno stato o ente pubblico estero o da un ente internazionale a cui non partecipa l’ o da una nazione in guerra con l’Italia. La ratio di queste misure sarebbe, nel perimetro del diritto internazionale, quella di togliere la cittadinanza a chi ha dimostrato di voler cessare i rapporti con lo stato italiano.

Il portale di divulgazione Diritti e Risposte segnala però che oggi la legge consente al cittadino che ottiene una cittadinanza straniera di conservare quella italiana.

Il decreto sicurezza di Salvini ha inoltre introdotto la possibilità di revocare la cittadinanza a chi l’ha acquisita e ha poi commesso un reato legato al terrorismo. L’atto legislativo precisa, in particolare, che la revoca può avvenire entro tre anni dalla condanna definitiva per decreto del presidente della Repubblica su proposta del ministro dell’Interno.

Gli eventuali problemi

Affinché la cittadinanza venga revocata non devono sussistere soltanto le condizioni sopra elencate, bisogna anche assicurarsi che il provvedimento non sia dettato da motivi politici e non abbia come conseguenza l’apolidia della persona colpita dal provvedimento. L’articolo 22 della Costituzione stabilisce infatti che “nessuno può essere privato, per motivi politici, della capacità giuridica, della cittadinanza, del nome”.

L’Italia ha inoltre firmato trattati contro l’apolidia come la Convenzione sulla riduzione dell’apolidia del 1961, ratificata dal parlamento italiano nel 2015. Gli articoli 7 e 8 di questa convenzione stabiliscono che uno stato non può revocare a un individuo la cittadinanza se così facendo lo rendesse una persona priva di alcuna appartenenza burocratica e legislativa.

La revoca della cittadinanza è ancora più complessa se riguarda un cittadino che ha acquistato la cittadinanza e poi è stato condannato per terrorismo, come prevede il decreto sicurezza. Diversi giuristi hanno infatti sottolineato che questo provvedimento non è in linea né con il principio di rieducazione della pena sancito all’articolo 27, né con quello di uguaglianza in cui si parla all’articolo 3, poiché c’è una differenza di trattamento tra coloro che sono sempre stati cittadini italiani e coloro che lo sono diventati.

Si tratta, comunque, di un provvedimento temporaneo

La revoca della cittadinanza non è un provvedimento permanente – nella maggior parte dei casi – e lo status può essere riacquistato. Come spiega Diritti e Risposte, ciò avviene nei casi in cui chi è stato soggetto a questo provvedimento, in ordine sparso: presta il servizio militare per l’Italia; assume un pubblico impiego alle dipendenze dello stato italiano; stabilisce (o ha stabilito) la residenza in Italia entro un anno dalla dichiarazione di re-ottenimento della cittadinanza, oppure risiede per un anno consecutivo in Italia.

Anche chi ha accettato incarichi per uno stato estero o un ente pubblico estero – e, per questo, ha perso la cittadinanza – può riacquistarla se lo ha fatto in tempo di pace. In questo caso, l’interessato deve dichiarare di voler ottenere di nuovo la cittadinanza, dimostrare di non svolgere più quegli incarichi e risiedere per due anni in Italia.

Se, invece, ha prestato servizio militare o lavorato per uno stato estero con cui l’Italia era in guerra in quel momento, la persona in questione non potrà riottenere il suo status.

Quindi è davvero possibile revocare la cittadinanza a Gozi?

Teoricamente sì. La legge 91/1992 stabilisce che il governo può revocare la cittadinanza a un suo cittadino che ha accettato un incarico da un ente estero, come ha fatto Gozi, e se gli è stato intimato di lasciare l’incarico e questo si è rifiutato.

Questo provvedimento, però, lo renderebbe apolide e potrebbe con ottime ragioni essere considerato un atto politico. A chiedere la revoca sono stati infatti esponenti della Lega, di Fratelli , Forza Italia e del Movimento 5 stelle.

Gozi, comunque, non sembra essere preoccupato. “Sono consigliere per gli Affari europei del primo ministro, non un ministro del governo francese. Mi aspettavo delle critiche, ma sono rimasto sorpreso da tutto questo scalpore”, ha detto a Radio Cusano Campus “Quando leggo di alto tradimento, della revoca della nazionalità italiana, mi viene da pensare: come siamo caduti in basso in Italia”.

 

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