Quant’è più calda la tua città rispetto a un secolo fa?


La Bbc ha raccolto i dati climatici dal 1900 per creare un’infografica interattiva che mostra com’è cambiata la situazione in alcune aree urbane del mondo. Ci sono anche i casi di Roma e Milano

Calura estiva a piazza del Popolo, Roma (foto: FILIPPO MONTEFORTE/AFP/Getty Images)

Dal 1900 al 2018, la temperatura media è aumentata almeno di un grado nella maggior parte del pianeta. È quanto emerge da un’infografica interattiva che la Bbc ha realizzato per spiegare come è cambiato il clima negli ultimi 118 anni, e come la situazione potrebbe ancora evolvere entro il 2100.

L’infografica dell’emittente britannica mostra sia l’andamento delle temperatura a livello globale, che quello relativo alle aree di mille città del mondo, tra cui Roma e Milano, in due mesi dell’anno: gennaio e luglio. Infine, il grafico evidenzia tre rischi connessi a ulteriori aumenti delle temperature.

Un frame dell’animazione di Bbc

La metodologia del progetto

L’iniziativa si basa sui dati che i giornalisti della principale emittente pubblica del Regno Unito hanno raccolto attingendo a due differenti fonti: il database di Berkley Earth, un’organizzazione specializzata nell’analisi dei dati sulla temperatura, che mostra come la temperatura media è cambiata nel corso del tempo (in questo caso, gli ultimi 30 anni) e Era-Interim, un lavoro del Centro europeo di previsioni meteo a medio termine, che analizza la temperatura dal 1979 a oggi. Per prevedere le temperature del futuro, il team ha invece fatto ricorso alle simulazioni di controllo del Coupled Model Intercomparison Project, un framework creato per migliorare la conoscenza dei cambiamenti climatici.

Come va a Roma e Milano?

Il grafico della Bbc mostra che nel 1900, la temperatura media registrata nell’area intorno a Roma a gennaio era di 6,5°C, mentre a luglio era pari a 23,7 °C; neel 2018 è aumentata rispettivamente di 1,2°C e di 1,4°C, raggiungendo i 7,7°C a gennaio e i 25,1°C a luglio. Questa tendenza non si invertirà in futuro: possiamo solo limitare l’aumento delle temperatura nell’area della Capitale, secondo la Bbc – che stima che, a seconda degli sforzi globali per contenere le emissioni di CO2, entro gennaio 2030 aumenteranno da un minimo di 0,6 ad un massimo di 3,4 °C. A luglio del 2100, potrebbe esserci invece un aumento compreso tra 0,6 e 4,5°C sui dati del 2018.

A Milano la situazione potrebbe essere persino peggiore. Nel 1900, la temperatura media registrata nell’area intorno al capoluogo lombardo era di 0,4°C a gennaio e di 22,6°C a luglio, mentre el 2018, è stata di 2,3°C a gennaio e di 24,5°C a luglio. Nel 2100 potrebbe arrivare, nel caso migliore, a 3,1°C a gennaio e 25,2°C a luglio o, in quello peggiore, a 6,6°C a gennaio e a 30,6°C a luglio.

Gli effetti del surriscaldamento globale sulle città del mondo

Come è stato ripetuto più volte in questi anni, l’aumento della temperatura è molto preoccupante per il pianeta, poiché può causare lo scioglimento dei ghiacciai, l’innalzamento del livello del mare e far sì che eventi catastrofici come gli uragani si verifichino più spesso e con maggiore intensità.

Tre delle aree che verranno maggiormente colpite sono New York, Jakarta, la capitale dell’Indonesia, e l’Artico (che già in questi giorni sta soffrendo incendi mai visti prima d’ora). La Bbc scrive che la Grande Mela è particolarmente soggetta alle inondazioni e alle tempeste improvvise, e gli scienziati si aspettano che il cambiamento climatico accentui questi fenomeni. Già nel 2050, un quarto della città potrebbe essere parzialmente sommersa, provocando gravissimi disagi al milione di persone che vive in quell’area.

Anche Jakarta ha davanti a sé rischi analoghi. La capitale indonesiana sta letteralmente affondando a causa di uno sfruttamento eccessivo – e devastante del terreno – che è stato tollerato e addirittura favorito per decenni. Oggi il governo ha deciso di mettere un freno all’abuso edilizio e al pompaggio di acqua dal sottosuolo che ha contribuito a erodere il suolo. La situazione però stenterà a migliorare, proprio a causa dell’innalzamento del livello del mare.

Gli esperti guardano con preoccupazione anche all’Artico, che si sta surriscaldando due volte più velocemente rispetto al resto del mondo. Fino ad ora, alcuni ghiacciai si sono sciolti d’estate e sono tornati allo stato solido durante l’inverno. Il surriscaldamento globale ha però sconvolto questo ciclo, rompendo l’equilibrio tra ghiaccio che si scioglie e ghiaccio che si riforma.

 

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