Non tutti gli aerei adoperano l’ADS-B. In qusto casi esiste la tecnica MLAT (Multilateration), che triangola la posizione grazie ai segnali ricevuti da almeno quattro ricevitori contemporaneamente. Il risultato è un’aggregazione di dati eterogenei, orari, stati di volo e informazioni tecniche, visualizzata su mappe accessibili via web e app con oltre cinque milioni di utenti al giorno.

I “voli fantasma” e le leggende urbane

Il servizio è affidabile ma certamente non ufficiale. Tuttavia, nel settore del tracciamento (per esempio il traffico delle navi passeggeri e merci) non esistono informazioni globali “ufficiali” e si fa da tempo ricorso a servizi simili come quello di Flightradar24. La differenza sta soprattutto nel fatto che sia nato in maniera “open” e collaborativa. È la sua forza e il suo limite maggiore, sia dal punto di vista del funzionamento che tecnico.

È proprio nei limiti tecnici del sistema che fioriscono le teorie più fantasiose. I cosiddetti “voli fantasma“non sono aerei invisibili o segreti governativi: sono semplicemente aeromobili militari o governativi con i transponder spenti, oppure velivoli tracciati con il solo codice identificativo in assenza di dati aggiuntivi. Su Reddit e nei forum specializzati, le rotte anomale e i codici anonimi diventano materia prima per speculazioni sulle basi militari, sui movimenti presidenziali e sulle operazioni segrete. La verità, come sosteneva il rasoio di Occam, è molto più semplice.

La Federal Aviation Administration statunitense, per esempio, blocca le informazioni su determinati voli sensibili, il che produce su Flightradar24 “buchi di copertura” che l’immaginazione collettiva tende a riempire. Casi come il volo Malaysia Airlines MH370, scomparso nel 2014 con 239 persone a bordo (la spiegazione più ragionevole è che il pilota si sia suicidato dopo aver depressurizzato l’apparecchio uccidendo tutti i passeggeri e l’equipaggio), hanno alimentato accuse di alterazione retroattiva dei dati, nonostante Flightradar24 abbia documentato e pubblicato i dati del tracciamento iniziale. Ancora, durante il conflitto del Nagorno-Karabakh nel 2020, il sito subì tre attacchi informatici di tipo DDoS in 48 ore mentre tracciava i droni turchi: attacchi confermati dall’azienda, ma senza legami diretti dimostrati con operazioni di occultamento dei voli.

Il traffico aereo e la guerra

Il traffico aereo e la guerra

-/Getty Images

Un servizio commerciale e non una fonte ufficiale

Quel che Flightradar24 è, e quel che non è, dipende da come lo si usa. Noi giornalisti, ad esempio, lo impieghiamo per verifiche rapide su incidenti, movimenti di jet privati, o il traffico aereo durante le crisi internazionali. È solo il primo passo di indagini in cui dovremmo poi verificare con almeno un’altra fonte indipendente come sono effettivamente andate le cose.

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