Ma anche se le visualizzazioni e l’engagement sono reali, questi contenuti non sono redditizi, almeno per ora. Dal momento che gli account sono nuovi, osserva Maddox, è probabile che non siano ancora iscritti ai programmi di condivisione degli introiti pubblicitari dei vari social media. I potenziali guadagni però sono enormi, con la possibilità di incassare migliaia di euro con ogni video.
Anche se i primi contenuti con la frutta AI hanno iniziato a essere pubblicati a marzo, prima di Fruit Love Island, molte delle pagine create più di recente si ispirano esplicitamente al successo della serie. C’è The Summer I Turned Fruity, basato sul popolare teen drama The Summer I Turned Pretty; The Fruitpire Diaries, che prende spunto da The Vampire Diaries; e ancora Food Is Blind, una versione in salsa AI di Love Is Blind.
Ispirazioni, predecessori e possibilità di guadagno
Tra i predecessori di questo trend ci sono sicuramente i personaggi brainrot, come Ballerina Cappuccina e Bombardino Crocodilo, e la controversia dell’Elsagate. Ma forse il parallelo più evidente è rappresentato dai cosiddetti microdrama, le serie verticali brevi su cui le grandi aziende tecnologiche americane stanno iniziando a investire sempre di più. Come i frutti AI, si tratta di contenuti episodici della durata di pochi minuti, destinati a riscuotere un discreto successo sui social e indirizzare gli spettatori verso sequel a pagamento.
Ben L. Cohen, un attore di Los Angeles che ha preso parte a una quindicina di microdrama, vede un filo conduttore: entrambi i formati contengono “molta violenza nei confronti delle donne”, cercano di stipare il maggior numero possibile di drammi in pochi minuti e hanno titoli pensati per attirare l’attenzione. “Credo che quell’atmosfera stridente, assurda e da cartone animato attiri le persone. Sono abusi in stile cartone animato, ma sono pur sempre abusi“, commenta Cohen.
“Come farà Love Island a superare AI Fruit Love Island?”, ha chiesto di recente una TikToker con più di 70mila follower, sostenendo che la versione social realizzata con l’intelligenza artificiale fosse più coinvolgente del reality show originale (l’utente ha cancellato il video dopo alcuni commenti critici, ma altre persone erano d’accordo con lei).
“Penso che TikTok abbia sicuramente avuto un ruolo importante“, sottolinea Cohen a proposito del calo della soglia di attenzione del pubblico e del desiderio di serie sempre più compresse e a volte generate dall’intelligenza artificiale. “È logico che le persone siano incuriosite da una clip di un minuto e poi pensino ‘Oh, ne guarderò un’altra’. Non devi impegnarti con un episodio intero da 20 minuti, 40 minuti o un’ora. Puoi guardarti solo un minuto“.
Questo articolo è apparso originariamente su Wired US.


