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Questi sono i droni Bullet che intercettano gli Shahed, la difesa low-cost che sta cambiando la guerra in Ucraina

di webmaster | Mar 23, 2026 | Tecnologia


Su un campo fangoso della periferia di Kiev, una squadra di giovani tecnici ucraini si sta preparando a fare volare droni Bullet intercettori, un’arma destinata a segnare l’ennesima svolta nel panorama bellico moderno. Si chiamano Kulya, droni Bullet in inglese, e il suo scopo è inseguire e abbattere in volo i le centinaia di droni kamikaze che ogni giorno colpiscono infrastrutture ed edifici civili.

Abbiamo imparato a contrastare la minaccia nel modo più economico possibile”, racconta uno dei due piloti istruttori mentre finisce di assemblare il drone. “Non servono missili da un milione di dollari per fermare un drone Shahed”.

I droni Bullet sono un quadricottero che nella versione base cosa circa 2.000 dollari. La fusoliera a forma di proiettile è in polimero e viene stampata in 3D, ha un peso di circa 1,2 chilogrammi (kg), alloggia una batteria da 15mila ampere del peso di 1,7 kg, che nella sua versione base gli da la possibilità di volare ad una velocità massima di oltre 300 chilometri orari (km/h), mentre la più recente versione, come riportato dai documenti tecnici a disposizione sul sito dell’azienda, porta il drone a raggiungere i 450 km/h.

Vola ad una quota di 5.500-6.000 metri e utilizza una combinazione di antenne radio e video per operare in un raggio di 150-200 km. “Alla massima velocità la batteria non può durare più di 4 o 5 minuti, ma sono sufficienti per raggiungere l’obiettivo e andare a segno”, afferma il pilota ventunenne Fox – nome di battaglia – mentre dal retro del pick-up si accerta che tutto sia in ordine.

Produzione e diffusione

Il Bullet è un prodotto dell’azienda ucraina General Chereshnya (General Cherry), una defence tech company che dal mese di ottobre 2025 ha trasformato un prototipo artigianale in una piattaforma modulare pronta alla produzione in serie. Il fondatore, Yaroslav Hryshyn, spiega l’obiettivo con chiarezza: “Volevamo creare un sistema di difesa efficace e replicabile, capace di proteggere le infrastrutture critiche e le città ucraine”.

Ad oggi le aziende produttrici di droni intercettori come il suo sono svariate e i modelli vanno da quelli ad ala fissa come il Meropos, a modelli come lo Sting, simili in tutto e per tutto al Bullet.



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Scritto da Flavio Perrone, consulente informatico e appassionato di tecnologia e lifestyle. Con una carriera che abbraccia più di tre decenni, Flavio offre una prospettiva unica e informata su come la tecnologia può migliorare la nostra vita quotidiana.

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