Nei mesi scorsi, con la campagna 2025 Sulla buona strada, il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti poneva l’accento sulla sicurezza stradale nei tratti interessati da cantieri con l’obiettivo di richiamare l’attenzione degli automobilisti e dei motociclisti al rispetto delle regole e della segnaletica
Disattenzione e sottovalutazione dei segnali di cantiere sono spesso l’anticamera della tragedia, per chi guida ma anche e soprattutto per chi lavora sulla strada. Tuttavia, si continua a morire, come dimostrano episodi recentissimi. L’alternativa è l’automazione? Sulla “buona strada” meglio incontrare un robot?
Una risposta in tal senso, più in ottica integrativa che sostitutiva, arriva da H.E.R.O, il cui acronimo sta per Humanoid for Enhanced Road Operations: Edil San Felice, operatore integrato attivo nel settore delle manutenzioni di infrastrutture critiche in Italia, lo ha presentato a Milano il 3 dicembre, a Palazzo Mezzanotte (la società è quotata sul mercato Euronext Growth Milan). L’umanoide, brevettato specificamente per operare nei cantieri stradali in sicurezza, può sostituire i lavoratori in attività delicate e rischiose, dal posizionamento della segnaletica temporanea alla gestione dei coni, fino alla movimentazione dei materiali e al monitoraggio dell’area di lavoro, come spiegato dall’azienda.
Si tratta di una proposta tecnologica con la quale Edil San Felice punta ad automatizzare operazioni ad alto rischio, salvaguardare la sicurezza degli operatori, stabilire nuovi standard di sicurezza e introdurre innovazione nel settore a livello internazionale. Rilevante, ma più laterale, anche la risposta alla carenza di manodopera qualificata, al fine di migliorare l’efficienza operativa.
Gli step progettuali hanno visto, al primo posto, l’individuazione del robot umanoide più incline alla missione, a cui hanno fatto seguito addestramenti in ambiente simulativo mediante reinforcement learning per locomozione di base. E poi ancora l’allenamento di reti neurali per il riconoscimento delle linee di segnaletica orizzontale, lo sviluppo di algoritmi di line following cosi come un training per il riconoscimento dei coni e delle bandiere segnaletiche.E non poteva mancare anche lo sviluppo di algoritmi di cinematica inversa e controllo delle mani sensorizzate per la movimentazione degli oggetti.
L’hardware è made in China ma, come spiega a Wired Simone Giordano, General director di Notos Group, “il software invece è completamente programmato da noi. Ogni riga di codice e tutti gli addestramenti di intelligenza artificiale sono stati fatti in house dal team di Notos Group”. L’azienda, che offre servizi di consulenza ingegneristica e sviluppa software personalizzati destinati all’ottimizzazione dei processi industriali, ha lavorato alla soluzione in collaborazione con l’ateneo Federico II di Napoli.
La collaborazione con Notos si è tradotta, per Edil San Felice, in supporto tecnologico, promozione e condivisione di linee di sviluppo innovative e in attrezzature e strumentazioni avanzate per il supporto a programmi di sviluppo.
H.E.R.O nasce, come spiegato dal Ceo di Edil San Felice Lorenzo Di Palma, per innalzare i livelli di sicurezza nei cantieri stradali ed è destinato ad upgrade in termini di hardware ma – secondo quanto dichiarato all’evento presso la Borsa- l’espansione ad altri settori rientra nelle prospettive future.
Chiediamo a Giordano come questa dinamica impatterebbe sull’automa che è stato addestrato per rispondere a esigenze molto specifiche: “Finché si tratta di tratta di un upgrade nello stesso ambito, il lavoro è già fatto. Anche qualora si cambiasse il modello di robot, le modifiche di adattamento sono poche. Qualora cambiassero i contesti industriali, bisogna un po’ ripartire da zero ma relativamente. Andrebbe ricreato l’ambiente simulativo personalizzato ma tutte le policy customizzate, ad esempio per la locomozione di base, per i movimenti, la cinematica inversa ecc, sono tutte cose già sviluppate che poi potremmo riapplicare in altri contesti. Andrebbe ricontestualizzato il sistema di visione per adattarsi ad un nuovo ambiente, ma la locomozione e i movimenti sono già addestrati”.



