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Ramadan, cosa succede al nostro corpo quando digiuniamo e quali sono i falsi miti a cui smettere di credere

di webmaster | Feb 28, 2026 | Tecnologia


Digiunare, infatti, non significa solo smettere di mangiare: è una scelta che influenza tutto lo stile di vita e tende ad amplificare eventuali problematiche preesistenti.

Cambiamenti ormonali

Gli effetti del digiuno non iniziano nello stomaco, bensì negli ormoni. “Il primo cambiamento misurabile è quello ormonale”, osserva Said. “Una volta che l’assorbimento dei nutrienti dall’intestino rallenta, l’insulina inizia a diminuire; di conseguenza, nelle persone con un metabolismo sano si riscontra un aumento del glucagone come meccanismo di controregolazione”.

Il processo appena descritto determina un cambio di istruzioni per il corpo: è il segnale che bisogna smettere di immagazzinare energia e iniziare a rilasciarla. In parole povere, l’organismo passa dall’elaborare il carburante in arrivo a gestire quello che già possiede, mantenendo stabile il livello di glicemia mentre inizia a mobilitare l’energia immagazzinata. E non tutti vivono questo momento di transizione allo stesso modo.

Non un interruttore, bensì una manopola

Online, si racconta spesso che il digiuno determini un passaggio repentino, dal momento in cui il corpo usa il glucosio come fonte di energia a quello in cui inizia a “bruciare i grassi”. In realtà, il metabolismo non ha un interruttore. “Non si accende e spegne all’improvviso come una luce”, spiega Said. “Somiglia, piuttosto, a una manopola: il corpo brucia sempre un mix di glucosio e grassi; nel corso del tempo, il digiuno sposta gradualmente la manopola verso l’ossidazione dei grassi”.

Molte persone iniziano a percepire gli effetti di questo cambiamento nel giro di 12-24 ore. Tuttavia, come spiega l’esperto, ogni caso è unico. La manopola si sposta più velocemente o più lentamente dal glucosio ai grassi a seconda del contenuto dell’ultimo pasto, della qualità del sonno, del livello di stress e di attività fisica, dell’insulino-resistenza e della quantità di glicogeno presente nel corpo durante il digiuno.

Quindi sì, il digiuno durante il Ramadan segue regole universali, ma gli effetti dal punto di vista fisiologico sono estremamente personali.

Mal di testa

Se avete iniziato il Ramadan pensando di stare bene ma siete arrivati alla fine del secondo giorno chiedendovi se il vostro cranio si stesse rimpicciolendo, non siete soli.

L’ipotesi più accreditata a riguardo ha a che fare con la glicemia. Said, tuttavia, avanza una possibilità alternativa. “La stanchezza, il mal di testa o la “nebbia cerebrale” che caratterizzano i primi giorni di digiuno spesso non sono dovuti a un drastico calo di glucosio, quanto piuttosto ad alcune variazioni a livello di fluidi ed elettroliti”, dice.



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Scritto da Flavio Perrone, consulente informatico e appassionato di tecnologia e lifestyle. Con una carriera che abbraccia più di tre decenni, Flavio offre una prospettiva unica e informata su come la tecnologia può migliorare la nostra vita quotidiana.

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