L’unico appunto riguarda la gestione del touch sotto la pioggia: Honor ha implementato le funzioni AI Heavy Rain Touch e AI Glove Touch, che funzionano bene ma non sono ancora perfette in condizioni estreme di umidità.
Prestazioni e software
Lo Snapdragon 6 Gen 4 non è un processore da benchmark assoluti ma fa il suo lavoro con diligenza. Rispetto alla generazione precedente, le prestazioni GPU crescono del 29% e quelle CPU dell’11%. Nella pratica, multitasking e app di uso quotidiano si gestiscono senza incertezze. I giochi più esigenti reggono a frame rate decenti, ma non fa miracoli in sessioni prolungate ad alta intensità grafica.
La Ram Turbo Technology — che trasforma gli 8 GB fisici in un’esperienza da 16 GB di memoria virtuale è ormai un espediente ampiamente collaudato ed efficace. La memoria interna è disponibile nei consueti tagli da 256 e 512 GB, ma niente espansione con schede aggiuntive. Bene la connettività 5G, la qualità delle chiamate, il wifi è solo con lo standard 6, bluetooth 5.2, Nfc e connettore Usb-C 2.0. Nessun problema la gestione della doppia sim, anche quelle elettroniche.
Il software è MagicOS 9.0, con un’interfaccia curata e personalizzazioni interessanti. Honor promette 6 anni di aggiornamenti Android e patch di sicurezza: un impegno non scontato a questa fascia di prezzo, che vale quasi quanto la certificazione di resistenza nel definire il ciclo di vita del prodotto. Le funzioni AI — AI Eraser, AI Cutout, AI Outpainting — arricchiscono l’esperienza senza risultare invasive. La UI tende alla sobrietà, con qualche bloatware di troppo che si può comunque gestire.
Fotocamere
In un medio di gamma non ci si aspetta prestazioni eccezionali, ma qui l’azienda cinese poteva fare meglio, all’atto pratico, infatti, il telefono dispone dello stesso set di fotocamere del modello precedente.



