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da Hardware Upgrade :

Quest’anno insieme al flagship OnePlus è arrivato anche un modello più economico ma comunque altrettanto interessante: OnePlus 12R. La serie R non è una novità assoluta, ma è la prima volta che sbarca nei mercati globali ampliando la sua platea. OnePlus 12R è il primo della famiglia ad arrivare in Italia, quindi, con gli appassionati del brand che possono finalmente accedere a una proposta premium a un prezzo sensibilmente inferiore rispetto al top di gamma: 699€ rispetto ai 969€ richiesti per la variante base di OnePlus 12.

[HWUVIDEO=”3441″]Recensione OnePlus 12R: è lui il vero ammazza giganti del 2024[/HWUVIDEO]

Lo smartphone si presenta come un modello molto interessante al suo prezzo di listino, rinunciando a un po’ di versatilità nel comparto fotografico ma configurandosi come dispositivo ideale per chi è alla ricerca di prestazioni di ottimo livello (il SoC è uno Snapdragon 8 Gen 2, non più recentissimo ma dotato di potenza da vendere) e una fotocamera posteriore affidabile. Il tutto farcito da un display da primo della classe e una ricarica dalla velocità vertiginosa. Assolutamente niente male per quello che di fatto è poco più di un midrange, portafogli alla mano.



Rispetto a OnePlus 12, quindi, la differenza principale è relativa alla piattaforma hardware. Su OnePlus 12R non troviamo il nuovissimo Snapdragon 8 Gen 3, ma lo Snapdragon 8 Gen 2 della scorsa generazione. Anche il display è leggermente diverso: più piccolo, con una diagonale di 6,78 pollici, e dalla risoluzione inferiore (FullHD+ a 1264×2780 pixel, rispetto al QuadHD+ del top di gamma), ma altrettanto avanzato. OnePlus dichiara 4500 nits di picco (ma vedremo che, come OnePlus 12, nei nostri test sono molto meno), oltre al supporto a HDR10+ e Dolby Vision, insieme a un refreshg rate di 120Hz per un pannello realizzato con tecnologia LTPO.



OnePlus 12R è uno smartphone Dual SIM, ma non implementa alcuna eSIM come il suo fratello maggiore, ma come quest’ultimo ha ottenuto il rating IP65 per la resistenza ai liquidi e alle polveri. Non può registrare in 8K, ma si ferma al 4K a 60fps, e la fotocamera posteriore presenta un sensore di immagini più modesto rispetto al Sony LYT-808 da 50 MP di OnePlus 12: qui troviamo il Sony IMX890, anch’esso da 50 MP ma – anche in questo caso – meno recente. I restanti moduli sono invece sensibilmente inferiori in termini di qualità rispetto al flagship dell’azienda, In Italia arriva solo nella versione da 16/256 GB , implementando memorie LPDDR5X e UFS 4.0 rispettivamente per RAM e storage. Anche sulla variante R abbiamo la ricarica SUPERVOOC da 100W, ma la batteria è un po’ più grande con un amperaggio di 5500mAh.


Recensione OnePlus 12R


Insomma, c’è qualche rinuncia rispetto a OnePlus 12, ma per una buona fetta di utenti alla ricerca di prestazioni e display di altissimo livello questo nuovo OnePlus 12R può rappresentare il miglior compromesso.

Specifiche tecniche
















OS (al lancio)

Android 14 con Oxygen OS 14

Android 14 con Oxygen OS 14

Processore

Snapdragon 8 Gen 2 (4-nm)

1 x Cortex-X3 @ 3,20 GHz

2 x Cortex-A715 @ 2,80 GHz

2 x Cortex-A710@ 2,80 GHz

3 x Cortex-A510 @ 2,0 GHz

Snapdragon 8 Gen 3 (4-nm)

1 x Cortex-X4 @ 3,30 GHz

5 x Cortex-A720 @ 3,20 GHz

2 x Cortex-A520 @ 2,3 GHz

RAM

16 GB

12 o 16 GB

Storage

256 GB

UFS 4.0 non espandibile

256 o 512 GB

UFS 4.0 non espandibile

Display

6,78″ LTPO AMOLED

1264 x 2780 pixel (510 PPI)

1 mld di colori, 120Hz, HDR10+, Dolby Vision

Supporto Always-on display

6,82″ LTPO AMOLED

1440 x 3186 pixel (510 PPI)

1 mld di colori, 120Hz, HDR10+, Dolby Vision

Supporto Always-on display

Fotocamere posteriori

Wide: 50 MP f/1.8, 24mm, OIS

Ultra wide: 8 MP f/2.2, 112˚

Macro: 2 MP f/2.4

Wide: 50 MP f/1.6, 23mm, OIS

Ultra wide: 48 MP f/2.2, 114˚

Zoom 3x: 64 MP f/2.6, 70mm, OIS

Fotocamere frontali

Wide: 16 MP, f/2.4

Wide: 32 MP, f/2.4

Connessioni

5G / 4G LTE-A

Wi-Fi 7

Bluetooth 5.3

NFC

Dual SIM (Nano-SIM)

USB-C 2.0

NO jack audio

5G / 4G LTE-A

Wi-Fi 7

Bluetooth 5.4

NFC

Dual SIM (Nano-SIM + eSIM)

USB-C 3.2 Gen 1

NO jack audio

Sicurezza

Sensore d’impronte sotto-vetro

Sensore d’impronte sotto-vetro

Batteria

5.500 mAh

Ricarica rapida 100W

5.400 mAh

Ricarica rapida 100W

Ricarica wireless 50W

Dimensioni

163,3 x 75,3 x 8,8 mm

163,3 x 75,8 x 9,2 mm

Peso

207 grammi

220 grammi

OnePlus 12R prezzo




OnePlus 12R è venduto in Italia a 699€ per la sua variante da 16+256GB, in due varianti di colore: Cool Blue e Iron Gray (quella della nostra prova)

  • OnePlus 12R 16 + 256 GB: €699

La dotazione originale prevede il caricabatterie da 100W e cavo (come da tradizione, rosso) per la ricarica fra gli accessori, oltre alla clip per l’estrazione del vano della doppia SIM. Niente custodia nella scatola originale, è da accquistare a parte, mentre è presente come su OnePlus 12 la tessera Red Cable Club e alcuni adesivi con sfondo trasparente.


Recensione OnePlus 12R


Design ed esperienza d’uso


OnePlus 12R presenta un design molto simile a quello del flagship di pari generazione dell’azienda, ma se messi l’uno al fianco dell’altro si può notare una qualità percepita leggermente inferiore, ad esempio nelle finiture.


Recensione OnePlus 12R


Il box fotografico riprende gli stilemi tipici dell’azienda nelle ultime generazioni con il grande box fotografico circolare all’interno di una cornice con finitura cromata. Anche in questo caso l’isola delle fotocamere è molto sporgente con bordi netti, mentre la differenza più eclatante è data dall’assenza non solo del teleobiettivo periscopico ma anche e soprattutto dal logo Hasselblad, che l’azienda ha voluto dedicare in esclusiva al suo top di gamma.


Recensione OnePlus 12R


La finitura della versione nera che abbiamo avuto in prova è opaca e non trattiene le impronte, risultando molto piacevole al tatto anche grazie agli angoli curvi della scocca posteriore. Le dimensioni non sono proprio contenute, per uno smartphone che comunque presenta un’ottima ergonomia nonostante gli oltre 200 grammi di peso, caratteristica che ormai rappresenta la norma sui device di fascia alta e medio-alta.


Recensione OnePlus 12R


La curvatura viene ripresa anche frontalmente nel display, che viene interrotto – proprio come su OnePlus 12 – solo da un foro sulla parte superiore centrale. Immancabile anche l’Alert Slider, il selettore a tre vie che, come da prassi per l’azienda cinese, serve a selezionare al volo la modalità della suoneria desiderata. Dall’altra parte dello smartphone sono presenti bilanciere del volume e tasto di accensione, mentre nella parte inferiore troviamo la porta USB-C e lo slot per le SIM. Come su OnePlus 12, nella parte superiore è presente il sensore a infrarossi per controllare eventuali elettrodomestici.


Recensione OnePlus 12R


Anche qui OxygenOS 14, basato su Android 14, è alla base di qualsiasi operazione software svolta con il dispositivo. Non ci soffermeremo troppo su questo aspetto perché praticamente identico a OnePlus 12, con il launcher che presenta OnePlus Shelf, raggiungibile con uno swipe verso il basso dalla Home offrendo informazioni di vario tipo attraverso widget dedicati. Sono diverse le modalità multifinestra, con il supporto allo split-screen e a Finestre flessibili, che consente di eseguire le app anche in finestra.




Il software dà anche la possibilità di personalizzare molti elementi dell’interfaccia utente, come ad esempio sfondi animati mai invasivi, i componenti della modalità Schermo sempre acceso, colori e forme delle icone, caratteri e anche le animazioni delle impronte digitali o dell’illuminazione ai bordi alla ricezione di una notifica possono essere modificate. Per OnePlus 12R sono garantiti 3 aggiornamenti del sistema operativo Android e 4 anni di aggiornamenti della sicurezza.

Il sensore di impronte è sotto il vetro del display, e si è rivelato sempre veloce e affidabile. OnePlus 12R offre un feedback aptico convincente e una ricezione di ottimo livello per quanto riguarda reti e segnale cellulare.


Recensione OnePlus 12R


Il SoC integrato su questo dispositivo è una vecchia (non più di tanto, in realtà) conoscenza: Snapdragon 8 Gen 2 di Qualcomm. È sviluppato con processo produttivo a 4-nm e si basa al solito su un’architettura di tipo big.LITTLE con otto core dal consumo e dalle prestazioni diverse. Sono quattro i cluster di core, con un setup 1+2+2+3:

  • il core Prime è basato su architettura Cortex-X3 dalla frequenza operativa massima di 3,20GHz;
  • ci sono poi quattro core Performance, di cui due basati su architettura Cortex-A715 e altrettanti su Cortex-A710. Tutti i core Performance operano a 2,80GHz;
  • infine abbiamo tre core Efficiency, tutti basati su tecnologia Cortex-A510 con frequenza operativa di 2,0GHz.

Le prestazioni non sono al top come su OnePlus 12, ma in realtà nell’uso di tutti i giorni differenze reali non ce ne sono. Fanno eccezione i titoli tripla A di Play Store, ma anche in quel caso le differenze fra i due hardware non sono così eclatanti. OnePlus 12R gestisce anch’esso il calore in maniera adeguata grazie al sistema di dissipazione termica integrato, con doppia capera di vapore dalle dimensioni di 9,140mm² (il 76% in più rispetto a OnePlus 11R). Per farla breve, durante la nostra sessione di benchmark non abbiamo mai verificato problemi di surriscaldamento di alcun tipo.

Anche su OnePlus 12R troviamo il Trinity Engine, con tre tecnologie che puntano a migliorare le prestazioni nel corso del tempo: RAM-Vita, una tecnologia proprietaria di machine learning che accelera i processi di allocazione della RAM, rilasciando più velocemente quella non più utilizzata dalle app più leggere in modo da dedicarne una più ampia fetta alle attività che ne hanno una maggiore necessità; ROM-Vita, una tecnologia di compressione unita a metodi di frammentazione dei file, di accelerazione dello storage e altre tecnologie, che consente prestazioni superiori; CPU-Vita, che sfrutta una tecnologia di pianificazione aritmetica a livello di sistema per offrire prestazioni di alto livello con una maggiore durata della batteria. Misura con precisione la relazione tra frame rate delle applicazioni più popolari, frequenza della CPU e consumo energetico per comprendere a fondo le abitudini di utilizzo e adottare uno schema di regolazione della frequenza non lineare per scenari specifici.


Recensione OnePlus 12R


OnePlus dichiara che Trinity Engine garantisce un uso fluido dello smartphone per 48 mesi, come certificato da TUV SUD. I benchmark che riportiamo di seguito offrono uno spaccato delle differenze prestazionali con OnePlus 12, che sono presenti ma mai eccessive se non con il rendering 3D. Da notare che, proprio come sul flagship, lo smartphone “ottimizza” le prestazioni del browser, riducendole drasticamente per risparmiare sulla batteria. Una caratteristica che nell’uso di tutti i giorni non ci sembra determinante.

Benchmark

Di seguito riportiamo i benchmark che abbiamo eseguito con il terminale.




Display

Quello di OnePlus 12R è il display più avanzato mai adottato dal produttore, che ha dichiarato una luminosità di 4500 nits. Si tratta di un valore molto più elevato rispetto a qualsiasi concorrente, ma ribadiamo quanto abbiamo scritto sulla recensione di OnePlus 12 (la tecnologia dei pannelli è molto simile).


Recensione OnePlus 12R


Su un AMOLED la luminanza misurata dipende fortemente dall’APL dell’immagine. Se un APL 100% equivale a schermata tutta bianca, un APL 15% equivale a una schermata occupata solo al 15% da pixel bianchi, mentre il resto sono neri (quindi spenti su un OLED). I pannelli AMOLED di solito riescono a esprimere un valore di luminanza inferiore con APL 100%, mentre al diminuire dell’APL la luminanza tipicamente aumenta. Con il termine luminosità di picco, di solito, i produttori dichiarano la luminosità espressa dal display con un APL molto, molto basso. E, quello usato da OnePlus per dichiarare i 4500 nits, potrebbe essere davvero bassissimo.

Lo smartphone utilizza un display AMOLED con diagonale di 6,78 pollici e supporto alla risoluzione Full HD+ (2780 x 1264 pixel) e una densità di 450 PPI. Si tratta di un pannello LTPO4.0 (low-temperature polycrystalline oxide) protetto da Gorilla Glass Victus 2, che può funzionare a refresh rate da 1 a 120Hz. Può riprodurre 1 miliardo di colori e contenuti in HDR, anche in Dolby Vision, e l’audio stereo è ottimizzato da Dolby Atmos con supporto al 3D Spatial Audio: lo smartphone, in sostanza, può “posizionare” l’audio in riproduzione da un gioco di fronte, e al contempo riprodurre la musica inserendola al posteriore, insieme a una chiamata a sinistra e le notifiche a destra. La funzione viene supportata da auricolari di alto livello, come ad esempio dai proprietari OnePlus Buds Pro 2.

Rispetto a OnePlus 12, la schermata delle calibrazioni di OnePlus 12R appare più caotica. Troviamo infatti diverse calibrazioni, spesso ridondanti, come avveniva in passato:

  • Vivace: permette di avere una gestione dei colori fedeli al vero sul piano cromatico adattandosi allo standard DCI-P3. Il punto di bianco mostra una chiara dominante blu
  • Naturale: – si ferma ai limiti dello standard sRGB (in maniera molto precisa) per quanto riguarda la riproduzione cromatica.
  • Modalità Pro – sblocca due ulteriori calibrazioni:
    • Cinematografico – è la modalità più precisa fra quelle disponibili su OnePlus 12R utilizzando lo standard DCI-P3 e offrendo un punto di bianco che segue lo standard D65.
    • Brillante – è la modalità più estesa per quanto riguarda la saturazione massima di tutti i colori, spingendo al limite massimo del pannello senza considerare lo standard DCI-P3

Fra le funzionalità ci sono Miglioramento nitidezza immagini e Miglioramento colori video, che consente di migliorare la qualità dei video o abilitare l’ampia gamma dinamica anche su contenuti salvati in SDR.




Abbiamo sottoposto il display di OnePlus 12R ai nostri test di laboratorio, misurando una luminanza massima di 1565 nits con APL 15%, che è chiaramente ben lontano dai 4500 nits dichiarati dal produttore. Il rapporto di contrasto è elevatissimo, grazie alla presenza di un display OLED, con entrambi i dati che consentono di avere una visibilità eccellente sotto la luce del sole. Con schermata interamente bianca il pannello può sfornare 1218 nits, anche in questo caso un buon valore per uno smartphone di questa fascia di mercato.

Profilo Pro – Cinematografico


. Gamut misurato Copertura Rapporto
. REC BT.709 99.97% 134.96%
. DCI P3 D65 99.00% 99.49%
. Adobe RGB 88.10% 100.05%
. BT.2020 71.37% 71.38%

. Luminanza misurata
. Gamma standard 2.2
Rapporto di contrasto: 24,126 : 1


Profilo Vivace


. Gamut misurato Copertura Rapporto
. REC BT.709 100.00% 136.83%
. DCI P3 D65 99.60% 100.87%
. Adobe RGB 88.99% 101.43%
. BT.2020 72.36% 72.36%

. Luminanza misurata
. Gamma standard 2.2
Rapporto di contrasto: 26,478 : 1


Profilo Pro – Brillante


. Gamut misurato Copertura Rapporto
. REC BT.709 100.00% 154.04%
. DCI P3 D65 99.97% 113.55%
. Adobe RGB 95.37% 114.19%
. BT.2020 81.46% 81.47%

. Luminanza misurata
. Gamma standard 2.2
Rapporto di contrasto: 28,026 : 1


Con contenuti SDR il display di OnePlus 12R è praticamente perfetto: oltre all’elevata luminanza massima, presenta infatti una fedeltà cromatica di livello professionale, e non è solo un dato di marketing. Abilitando il profilo Pro – Cinematografico si ottiene un triangolo di gamut perfetto (99% di copertura) con un punto di bianco precisissimo in base allo standard D65, con una curva di gamma che segue pedissequamente il valore di riferimento 2.2. Il risultato è un DeltaE medio di 1,4 (lo stesso di OnePlus 12) con i toni del Macbeth Color Checker, valore che indica una precisione molto elevata, sfruttabile anche per l’editing di foto e video. Le altre modalità da noi prese in esame puntano più a sbalordire l’utente meno attento alla fedeltà assoluta dell’immagine: Vivace abilita un punto di bianco freddo, immagini lievemente più contrastate attraverso una curva di gamma meno fedele e un gamut (che determina la saturazione massima dei toni) comunque vicino a quello dello standard DCI-P3. Il DeltaE medio risultante è un comunque buono 2,43. La modalità Pro – Brillante, invece, presenta un gamut molto più esteso rispetto al DCI-P3 (113,5% di dimensione), con un punto di bianco molto freddo e una curva di gamma che si discosta parecchio rispetto allo standard, aumentando il rapporto di contrasto percepito per le immagini. Il risultato è di un DeltaE medio inferiore a 4, quindi comunque entro la sufficienza per la riproduzione di immagini e video su standard SDR.

Riproduzione HDR

. Luminanza misurata
. Gamma SMPTE2084 HDR
Rapporto di contrasto: ∞ : 1

. Gamut misurato Copertura Rapporto
. REC BT.709 99.57% 132.99%
. DCI P3 D65 95.58% 98.03%
. Adobe RGB 84.89% 98.59%
. BT.2020 70.29% 70.33%


La qualità diminuisce un po’ con i contenuti HDR, ma la riproduzione rimane di buon livello soprattutto in relazione al prezzo di listino. La luminanza massima risulta in questo caso molto inferiore rispetto a OnePlus 12, con un picco di 597 nits nel nostro test, laddove il top di gamma faceva registrare quasi 1200 nits. Il gamut è un po’ arretrato rispetto al DCI-P3, coprendo solo il 95% del triangolo di riferimento, mentre è corretto il punto di bianco. La curva di gamma segue correttamente il riferimento fino al 65%, raggiungendo il clipping all’8% a un valore, come già detto, di poco inferiore ai 600 nits. Una riproduzione di qualità, ma altri smartphone fanno meglio.

Durata della batteria


OnePlus 12R adotta una batteria da 5500mAh a doppia cella, che consente di superare la giornata senza problemi con un uso standard, andando anche oltre se si centellina l’uso e si eseguono attività essenziali. Il dispositivo integra inoltre il SUPEVOOC S Charging Management Chip supportando la tecnologia Battery Health Engine, che consentono di ottimizzare l’uso della batteria e le routine di ricarica preservando la durata della batteria nel tempo. OnePlus dichiara una durata di 1600 cicli, pari a oltre 4 anni di scarica e carica della batteria una volta al giorno.




Nel nostro test di autonomia “Overall”, che va a impegnare tutti gli elementi rilevanti del dispositivo (CPU, GPU, eseguendo la navigazione automatizzata sul web e lo streaming di video, il tutto impostando il display al valore di 200 nits) abbiamo totalizzato un valore di 750 minuti, nella parte più alta della classifica del test più pesante della nostra suite. È interessante notare che si tratta di un valore superiore di quasi un’ora rispetto a quello che ha ottenuto OnePlus 12 con Snapdragon 8 Gen 3 e una batteria da 5400mAh.


Recensione OnePlus 12R


Il tutto viene combinato alla tecnologia di ricarica SUPERVOOC 100W, velocissima come già avevamo visto sul top di gamma. Dall’1% al 100% sono necessari solo 26 minuti, ottenendo così un giorno o un giorno e mezzo di autonomia in base all’uso che si fa del dispositivo. OnePlus 12R non supporta la ricarica wireless, né la ricarica inversa di un dispositivo esterno, differentemente dal flagship più costoso dell’azienda.

Fotocamera


La fotocamera di OnePlus 12R non viene supportata da Hasselblad ed è uno degli aspetti più sacrificati rispetto al top di gamma dell’azienda. Se le differenze fra Snapdragon 8 Gen 3 e Gen 2 non sono poi così determinati ai fini della valutazione finale del prodotto, le carenze nella fotocamera potrebbero allontanare creator e utenti più esigenti.


Recensione OnePlus 12R


Lo smartphone utilizza l’ottimo sensore Sony IMX890 nella fotocamera principale posteriore, con obiettivo stabilizzato otticamente (OIS), ma questa è l’unica nota di merito in questo particolare ambito. L’ultra grandangolo è abbinato a un modesto sensore da 8 MP, mentre il modulo Macro da 2 MP è davvero poco utile:

  • Principale: il sensore è un Sony IMX890 da 50 MP e viene abbinato a un obiettivo stabilizzato OIS con apertura f/1,8, avente una lunghezza focale di 24mm come equivalente nello standard 35mm
  • Ultra grandangolo: utilizza un sensore da 8 MP, con obiettivo dal campo visivo di 112° ad apertura f/2.2
  • Macro: un modulo poco utile, se non in circostanze molto limitate e se non si è alla ricerca di grande qualità. Usa un sensore da 2 MP e può scattare foto a distanza di soli 4cm dal soggetto.

Il dispositivo implementa algoritmi RAW HDR sviluppati internamente che, come spesso avviene in ambito mobile, consentono di scattare più foto con esposizioni diverse per produrre uno scatto corretto sul piano della gestione di alte luci e ombre. Il sistema utilizza l’intelligenza artificiale per ridurre il rumore, ottimizzare il bilanciamento del bianco e correggere eventuali problemi nel contrasto, il tutto quasi in tempo reale. Anche il tone mapping della pelle dei soggetti viene eseguito attraverso un processo simile, tuttavia su OnePlus 12R mancano molte delle capacità e delle finiture, lato fotografico, che invece avevamo trovato su OnePlus 12.



Clicca sulle anteprime per vedere le foto originali





Principale




Ultra grandangolo




Zoom 2x digitale




Zoom 6x digitale




Principale




Principale al buio




Principale al buio




Principale al buio con flash




Principale al buio




Principale con modalità Ritratto




Selfie camera senza e con modalità Ritratto


Uno smartphone da buttare, quindi, per quanto riguarda l’aspetto fotografico? La risposta è assolutamente no, soprattutto per chi scatta principalmente con la principale, lasciando in secondo piano ultra grandangolo e teleobiettivo. La principale di OnePlus 12R offre scatti con parecchio dettaglio e colori bilanciati, sia con condizioni di luce ottimali, sia quando invece la luce in ambiente è molto scarsa senza avere la necessità di abilitare il flash. In penombra è meno efficace di OnePlus 12, con il nuovo sensore del top di gamma che fa probabilmente la differenza, tuttavia OnePlus 12R si difende piuttosto bene nella stragrande maggioranza delle circostanze.


Recensione OnePlus 12R


È ovviamente meno bilanciato il confronto con gli altri moduli: l’ultra grandangolo offre immagini non definitissime rispetto ai top di gamma di pari generazione, e il modulo Macro è utile solo se la qualità non è prioritaria. Inutile parlare di zoom: l’elaborazione digitale non può essere paragonata a un teleobiettivo vero e proprio, neanche quando si prova un leggero zoom 2x.


Considerazioni finali


La serie R di OnePlus è sempre stata fra le proposte più interessanti dell’azienda, ma è arrivata in Italia solamente quest’anno con OnePlus 12R. Si tratta di un’aggiunta molto apprezzata, soprattutto per i fan di vecchia data dell’azienda abituati a ricevere smartphone di altissimo valore a un prezzo tutto sommato abbordabile. Se avevamo definito OnePlus 12 un flagship killer perché di fatto capace di contrastare in tutto e per tutto i top di gamma più blasonati di Google, Samsung e Apple; questo OnePlus 12R può essere definito un flagship killer nell’accezione più pura del termine.


[HWUVIDEO=”3441″]Recensione OnePlus 12R: è lui il vero ammazza giganti del 2024[/HWUVIDEO]


OnePlus 12R può essere confrontato con smartphone che costano quasi il doppio in termini di prestazioni e display, senza parlare di autonomia e velocità di ricarica dove può tranquillamente primeggiare se confrontato con la maggior parte dei dispositivi di pari prezzo. Se, come già scritto, la presenza di Snapdragon 8 Gen 2 non può essere definita un grande sacrificio rispetto all’hardware più recente, le mancanze per quanto riguarda l’ambito fotografico si possono fare sentire molto di più nell’utilizzo quotidiano.




La principale basata su sensore Sony IMX890 compie il suo dovere in maniera eccellente, anche con le varie modalità Notte e Ritratto, tuttavia gli altri moduli non possono essere confrontati con quelli presenti su device più costosi, neanche delle generazioni passate. Pregi e difetti di questo smartphone sono conditi da uno dei migliori display su piazza e una delle migliori esperienze software del settore, basata su OxygenOS 14, con funzionalità praticamente analoghe a quelle del top di gamma di OnePlus.


Recensione OnePlus 12R


Insomma, in breve, uno smartphone che può strizzare l’occhiolino anche all’utente più esigente, a patto di utilizzare solo la sua fotocamera principale e di accontentarsi di uno Snapdragon 8 Gen 2 che non è più l’ultimo grido ma che è capace di offrire potenza da vendere per tutte le attività. Il tutto a un prezzo quasi anacronistico, 699€ in Italia, che lo rende un vero e proprio best-buy.

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