Reddito di cittadinanza, scatta il “controllo del 5%”


Al via il piano straordinario di controlli delegato agli enti locali, sotto la lente d’ingrandimento residenza e composizione del nucleo familiare

Luigi di Maio presenta la card del reddito di cittadinanza (Foto: Antonio Masiello/Getty Images)
Il ministro del Lavoro Luigi di Maio presenta la card del reddito di cittadinanza (Foto: Antonio Masiello/Getty Images)

Adesso la palla passa ai Comuni. Tra pochi giorni prenderà ufficialmente il via la fase straordinaria di controlli riguardanti i beneficiari del reddito di cittadinanza, un piano che passerà in rassegna composizione del nucleo familiare e i requisiti di residenza e soggiorno, per l’occasione affidato al vaglio degli enti locali per eccellenza.

I controlli dovranno essere effettuati entro la data del 31 ottobre e per la prima volta si serviranno della piattaforma Gepi, l’applicazione messa a punto dal ministero del Lavoro per facilitare accesso e condivisione ai dati dei beneficiari.

A cosa servono i controlli

Come riporta Italia Oggi, il piano straordinario di controlli è stato formalizzato dalla conferenza stato-regioni, che ha affidato ai Comuni la gestione del processo. Si tratterà di verifiche a campione, che riguarderanno il 5% delle famiglie beneficiarie su ogni territorio, e gli esiti saranno comunicati direttamente all’Inps.

Gli accertamenti riguarderanno due differenti requisiti e andranno dunque a esaminare due diversi database. Il primo parametro passato al setaccio sarà quello della residenza, che secondo il decreto legge del 19 gennaio 2019 dev’essere stabilita in Italia da almeno 10 anni. Il Comune dovrà in questo caso esaminare i propri elenchi anagrafici e, in caso di trasferimento, passare la pratica al comune di provenienza utilizzando la piattaforma Gepi.

Il secondo parametro è quello da cui nasce l’urgenza vera e propria del piano straordinario e riguarda i controlli anagrafici sulla composizione del nucleo familiare dichiarato ai fini Isee. Ai comuni spetterà l’onere di incrociare i database relativi a uffici anagrafici e servizi sociali, per poi comunicare i risultati a Inps entro 10 giorni, che si occuperà di mettere in moto la macchina per eventuali sanzioni o per la trasmissione della pratica all’autorità giudiziaria.

Come sta andando il reddito di cittadinanza

Secondo gli ultimi dati, aggiornati al 6 giugno scorso, le domande di reddito di cittadinanza sarebbero in tutto 1 milione e 256mila, ovvero circa 3,5 milioni di potenziali singoli beneficiari (le domande riguardano il nucleo famigliare). Osservando le domande elaborate tra marzo e aprile, il tasso di rifiuto sembrerebbe aggirarsi attorno al 26%, dato che porterebbe sulla carta a circa 2,6 milioni di beneficiari. In fase di strutturazione della proposta, il ministro del Lavoro Luigi Di Maio aveva previsto una platea di 5 milioni di beneficiari.

La spesa messa a bilancio per il reddito di cittadinanza è di 23 miliardi di euro spalmati su tre anni, ma il futuro della misura dipenderà da quello della legislatura, aspetto su cui al momento non è possibile fare previsioni.

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