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Renee Good, sulla donna uccisa a sangue freddo dall’Ice a Minneapolis Trump e i suoi stanno distorcendo la realtà

di webmaster | Gen 9, 2026 | Tecnologia


Negli Stati Uniti, l’amministrazione di Donald Trump e il mondo Maga (Make America Great Again, il movimento che fa capo al presidente americano) stanno cercando di riscrivere la storia della morte di Renee Good a Minneapolis.

L’uccisione di Renee Good

I fatti: nella mattinata di mercoledì 7 gennaio, alcuni agenti – successivamente identificati come membri dell’Ice, l’agenzia federale deputata al controllo dell’immigrazione sul territorio statunitense – si sono avvicinati a un’auto nella città del Minnesota. Diversi video condivisi sui social media sembrano mostrare un agente con il volto coperto intimare alla conducente di scendere dal veicolo, prima di afferrare la maniglia della portiera. A questo punto la donna al volante sembra fare retromarcia, per poi riprendere la marcia e girare. Un altro agente federale mascherato, in piedi vicino alla parte anteriore del veicolo, estrae quindi una pistola e spara contro l’auto, uccidendo la 37enne.

Lo sparatore è stato identificato dal Minnesota Star Tribune come l’agente dell’Ice Jonathan Ross. La portavoce del dipartimento per la Sicurezza nazionale non ha risposto in tempo utile a un’email in cui Wired chiedeva all’ente di confermare quanto riportato dalla testata locale.

La realtà parallela del governo Trump

Quasi immediatamente, i funzionari del governo statunitense si sono affrettati a dipingere Good come la colpevole. La segretaria per la Sicurezza nazionale Kristi Noem ha definito le azioni della donna un atto di “terrorismo interno“, aggiungendo che la vittima aveva “usato il suo veicolo come un’arma” e che l’agente coinvolto aveva semplicemente fatto quello che aveva imparato durante l’addestramento. Sempre mercoledì, Trump ha scritto sul suo social network, Truth, che Good aveva investito l’agente “in modo spietato e se l’era presa poi con la “sinistra radicale“. In una conferenza stampa di giovedì mattina, Noem ha rincarato la dose, definendo nuovamente Good una “terrorista” e affermando – falsamente – che gli agenti coinvolti sarebbero stati circondati, aggrediti e bloccati dai manifestanti. Nella stessa giornata, il vicepresidente JD Vance ha affermato che la donna era “vittima dell’ideologia di sinistra” e di un “lavaggio del cervello”, aggiungendo che aveva messo “la sua auto davanti agli agenti dell’Ice”.

Questi tentativi da parte dell’amministrazione statunitense di distorcere la narrazione, assolvendo immediatamente da ogni responsabilità gli agenti che Trump schiera per prendere di mira le comunità di migranti in tutto il paese, non sono certo una novità. Ma il caso di Good rappresenta probabilmente uno degli esempi più eclatanti della tendenza, considerando quanto la versione ufficiale del governo diverga dalla realtà mostrata dai filmati condivisi online.

Quando gli influencer diventano portavoce del potere

Prevedibilmente, gli influencer del mondo Maga si sono subito allineati. Online, la strategia di Trump di incolpare la “sinistra radicale” è stata rapidamente ripresa dai suoi sostenitori più accaniti, che in alcuni casi hanno profetizzato violenze di massa da parte della sinistra in risposta alla morte della 37enne.



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Scritto da Flavio Perrone, consulente informatico e appassionato di tecnologia e lifestyle. Con una carriera che abbraccia più di tre decenni, Flavio offre una prospettiva unica e informata su come la tecnologia può migliorare la nostra vita quotidiana.

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