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Riconoscimento facciale negli stadi, il governo torna alla carica

di webmaster | Feb 11, 2026 | Tecnologia


Sul riconoscimento facciale negli stadi l’iter è in dirittura d’arrivo, come confermato lo scorso 27 gennaio in una nota congiunta: Viminale e ministero dello Sport e dei giovani hanno annunciato che la Corte dei Conti sta effettuando le verifiche finali sul decreto attuativo per la sicurezza degli stadi in vista di Euro 2032. Tra meno di sei anni l’Italia, infatti, ospiterà il più importante appuntamento calcistico europeo insieme alla Turchia. Una rassegna che si è trasformata nel motore di una ristrutturazione infrastrutturale e normativa.

Il governo Meloni ha cominciato a discutere del restyling degli stadi già nel 2024. In tutto saranno cinque gli impianti italiani coinvolti (e altrettanti in Turchia): nella lista dei candidati figurano San Siro a Milano, lo stadio Olimpico e il futuro impianto di Pietralata a Roma, lo Juventus Stadium di Torino; ma anche, tra gli altri, gli impianti calcistici di Napoli, Genova, Cagliari. La selezione definitiva rimarrà aperta fino al 1° ottobre 2026.

Le anticipazioni al decreto

Stando a quanto rivelato lo scorso 21 gennaio dal Messaggero, che ha visionato in anteprima il decreto ministeriale (attuativo dell’articolo 9-ter del Decreto Sport poi convertito in legge nel 2025), il grande evento sportivo farà da apripista a una stretta tecnologica sugli stadi e, di riflesso, sui tifosi. Il piano dei ministeri prevede la presenza di “almeno una telecamera in ogni tornello” scrive il quotidiano romano, “auspicabilmente con un meccanismo di sincronizzazione tra lettura del biglietto e foto” che servirebbe a verificare l’identità del tifoso.

Insomma, è il ritorno del riconoscimento facciale tra le tecnologie di sicurezza a disposizione del governo. Un tema ricorrente nell’agenda di Giorgia Meloni e soprattutto del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, che non ha mai nascosto l’interesse verso la sorveglianza biometrica. E che questa volta potrebbe introdurre attraverso un canale preferenziale diverso da quello immaginabile. Nell’ultima bozza del più ampio pacchetto Sicurezza, il secondo del governo Meloni, non c’è infatti traccia della tecnologia a fini securitari: né negli stadi, né nelle città.

Il cuore del sistema sarà una “control room”. Negli stadi con oltre 10mila spettatori tutte le immagini della videosorveglianza confluiranno in questa sala operativa. Non è però ancora del tutto chiaro fin dove potranno spingersi questi “occhi”. Si parla di una visione “del generale e del particolare” per ogni settore dello stadio, e di “copertura delle vie di accesso e di deflusso”. Le anticipazioni, però, suggeriscono che l’analisi biometrica potrebbe estendersi oltre i tornelli: la control room dovrà garantire la “riconoscibilità” dei volti anche nelle competizioni notturne.

A gestire questa macchina di sorveglianza sarebbe una nuova struttura di vigilanza chiamata Gruppo operativo di sicurezza (GOS), coordinata da un funzionario di polizia designato dal questore della città che siederà al tavolo con un rappresentante dei vigili del fuoco, del servizio sanitario, della polizia locale e eventualmente anche della squadra sportiva ospite.

A Milano, dopo la sperimentazione del 2025, nessun seguito

Come raccontato da Wired lo scorso anno, la possibilità di associare univocamente un volto al nominativo sul biglietto della partita di calcio grazie alle tecnologie di riconoscimento facciale è da tempo un desiderio della Lega di Serie A e del ministro Piantedosi, che ha spesso invocato la biometria come argine all’insicurezza negli stadi (e non solo).



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Scritto da Flavio Perrone, consulente informatico e appassionato di tecnologia e lifestyle. Con una carriera che abbraccia più di tre decenni, Flavio offre una prospettiva unica e informata su come la tecnologia può migliorare la nostra vita quotidiana.

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