È vero, l’Italia è un Paese che invecchia e la fuga dei cervelli è un fenomeno reale. Ma il ritratto del nostro Paese non è tutto qui. “L’ecosistema dell’innovazione italiana sta accelerando”, assicura Marco Rampazzo, managing director di Endeavor, community no profit globale di oltre 2.900 imprenditori “ad alto impatto” che si supportano l’uno con l’altro mettendo in pratica la filosofia del give back (qui gli italiani che ne fanno parte). Rampazzo parla per esperienza, perché a partire dal 2020 Endeavor Italy porta avanti un programma di crescita dedicato alle imprese in fase di scaleup. Si chiama Elevator e il 22 gennaio 2026 ha preso il via la sua sesta edizione.
Come funziona Elevator, il programma di crescita per le scaleup italiane
Altri programmi di accelerazione affiancano i founder delle startup nella fase early stage, quella in cui devono validare il prototipo e costruire un percorso di sviluppo che funzioni. Elevator, al contrario, si rivolge alle scaleup, cioè imprese che hanno già un prodotto sul mercato, un modello di business e ricavi in aumento. L’obiettivo? Consolidare le loro strategie di crescita, raccogliere capitali e rafforzare la leadership dei founder. Nel concreto, il percorso dura sei mesi e prevede il confronto personalizzato tra imprenditori e mentor, quattro workshop e tavole rotonde, oltre alle occasioni di networking.
“Negli anni Elevator si è evoluto in modo significativo”, spiega a Wired Marco Rampazzo. “È nato come un programma di accompagnamento più generalista e si è trasformato progressivamente in una vera e propria piattaforma di accelerazione e ispirazione per scaleup già in una fase avanzata del loro percorso. Il focus si è spostato sempre di più sul passaggio cruciale tra prodotto e crescita iniziale, da un lato, e costruzione di una scala organizzativa dall’altro. In questo percorso abbiamo alzato l’asticella su tre dimensioni chiave: la qualità della traction, la solidità dei fondamentali e l’ambizione di scalare in modo strutturato”.
Unobravo, Cosmico, Fitprime e non solo: le 47 aziende che hanno partecipato a Elevator
L’iniziativa è supportata dalla Fondazione Sviluppo e Crescita CRT, ente impact oriented di Fondazione CRT, in collaborazione con le OGR Torino. Nell’arco di cinque anni sono passate da Elevator 47 società: durante l’anno del programma, il loro fatturato mediamente è raddoppiato (+101%, per la precisione). Guardando invece al “dopo”, si scopre che queste 47 aziende hanno raccolto capitali per un totale di 460 milioni di euro e, nel 2024, hanno fatturato complessivamente 214 milioni di euro. Tra di loro ce ne sono alcune che hanno decisamente fatto strada, come Unobravo, xFarm Technologies, Caracol, Smartness, WSense, Cosmico, Fitprime e Aiko.
Le 13 startup selezionate da Endeavor per il 2026
Le prescelte per questa sesta edizione di Elevator sono tredici. Scorrendo l’elenco, forse ciò che colpisce di più è quanto siano diverse tra loro. Quattro si muovono a vario titolo nel mondo corporate. Tundr rende più semplice, accessibile ed efficace il welfare aziendale, mentre Nebuly analizza l’interazione dello staff con copilot e chatbot (sempre nel rispetto della privacy) per capire, ad esempio, quali sono le richieste più comuni e cosa va storto. La formazione è il focus di Pack, che fa una mappatura delle competenze richieste per ogni ruolo e costruisce percorsi di sviluppo mirati, e Wibo, con il suo metodo per rendere immersivo e interattivo il training, soprattutto per le competenze relazionali, emotive e comportamentali. Spostandosi sulle relazioni coi clienti c’è Spoki, piattaforma che aiuta a interagire con loro su WhatsApp a fini di marketing, vendite e assistenza.
Altre scaleup selezionate, invece, si rivolgono a settori specifici. AllSides lavora già con importanti gruppi internazionali nei comparti moda, retail e tecnologia, con una tecnologia di scansione 3D che elabora modelli iper-realistici dei prodotti. Lexroom porta l’intelligenza artificiale negli studi legali e nelle divisioni legal delle aziende, affiancando gli avvocati nell’analisi giuridica e nella redazione dei documenti. La soluzione cloud di Lupa, invece, serve agli ambulatori veterinari per coordinare le attività quotidiane e analizzare i dati. Nomen omen anche per Pillar, piattaforma SaaS dedicata alle piccole e medie imprese edili.


