Viaggiare nel tempo come in Ritorno al futuro è possibile? E se sì, possiamo modificare il passato o siamo destinati a ripetere eventi già scritti? Sono domande che affascinano l’umanità da sempre e che il cinema ha esplorato innumerevoli volte. Ma cosa dice davvero la scienza a riguardo? Nel diciannovesimo episodio di Grande Giove si cercano risposte dialogando con due ospiti d’eccezione: Lorenzo Gavassino, fisico e ricercatore dell’Università di Cambridge, e Gabriele Ghisellini, dirigente di ricerca all’Inaf, osservatorio astronomico di Brera Merate. Insieme i due scienziati esplorano la sottile linea che separa la fantascienza dalla fisica teorica, analizzando uno dei film più iconici degli anni ’80: Ritorno al futuro di Robert Zemeckis.

Viaggio a senso unico

La prima questione affrontata riguarda una distinzione fondamentale: viaggiare nel futuro e viaggiare nel passato non sono la stessa cosa. Come spiega Ghisellini “c’è un’enorme differenza:  nel futuro si può fare, nel passato probabilmente no  anche se non è detto ci riusciremo”. La sua non è una ipotesi teorica, ma fisica già dimostrata e applicata. La prova più quotidiana arriva dalla tecnologia che tutti utilizziamo: “I navigatori satellitari funzionano con precisione proprio perché tengono conto che lo scorrere del tempo sulla terra e dove c’è il satellite è diverso. Se non ne facessero, sbaglierebbero indicazioni di circa 11 chilometri: andremo a sbattere sempre”. La relatività di Einstein, insomma, non è solo teoria ma realtà applicata da miliardi di persone ogni giorno.

Il discorso si sposta poi sul vero problema: tornare indietro nel tempo. Qui entrano in gioco i paradossi, quelle situazioni che creano contraddizioni logiche impossibili da risolvere. Il caso più famoso è quello di Marty McFly, il personaggio del film che rischia di impedire l’incontro tra i suoi genitori. Se loro non si incontrano, lui non può nascere. Ma se non nasce, come può tornare indietro nel tempo per impedire il loro incontro?

Secondo il fisico di Gavassino, esiste una sola via d’uscita da questo labirinto logico: “L’unico modo per risolvere questo tipo di paradosso senza introdurre tante linee temporali è assumere che la realtà è una sola e Marty tornando indietro nel tempo sta in realtà contribuendo a creare la realtà che è già successa. In altre parole, se qualcuno viaggiasse nel passato, non potrebbe modificarlo perché la sua presenza in quel passato farebbe già parte della storia. Ma la fisica teorica va oltre. Stephen Hawking ha proposto una teoria ancora più radicale: l’universo stesso potrebbe impedire i viaggi nel passato. Come spiega il ricercatore: “Nell’istante in cui si viene a formare una zona dove il viaggio nel passato è possibile si creano spontaneamente un sacco di elementi quantistici a caso che portano un collasso di quella regione dell’universo”. Sarebbe come se la natura avesse un sistema di autodifesa contro le violazioni della cronologia.​​​​​​​​​​​​​​​​

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