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Rivendere i regali di Natale che non ti piacciono, ecco come farlo bene e guadagnare davvero

di webmaster | Dic 29, 2025 | Tecnologia


Rivendere i regali è diventato un piccolo rito post-feste. Ogni anno la stessa storia: spacchettate un balocco, sorridete, ringraziate, poi lo appoggiate sul tavolo della cucina e dentro di voi nasce una consapevolezza ineludibiule: non lo userò mai. Nessun dramma. La vera domanda da farsi, a questo punto, è un’altra: quanto ci posso ricavare?

Perché i regali non graditi non sono solo oggetti indesiderati: sono – molto più prosaicamente – asset dormienti. E con un minimo di strategia possono trasformarsi in soldi veri, o almeno in un buono che vi pagherà la prossima cena.

Il reimballaggio: far sembrare tutto desiderabile

Prima cosa da fare: fermarsi un attimo prima di aprire la scatola. Se siete sicuri che l’oggetto non vi interessi, tanto vale non corromperlo. La confezione originale, nel mercato dell’usato, è come il certificato di nascita. E senza, l’oggetto vale molto meno. Etichette, manuali, cavetti, sacchetti interni, tutto quello che è arrivato a voi con il regalo dovrebbe idealmente finire nelle mani anche del nuovo proprietario. E possibilmente in ottime condizioni.

Se la scatola è leggermente vissuta, nessun problema: l’importante è che l’oggetto dentro sia perfetto. Ma attenzione: il nastro adesivo marrone per rimediare agli strappi non aiuta la causa. Le foto fanno il resto: luce naturale, sfondo neutro, niente tavoli apparecchiati o pavimenti discutibili e soprattutto fate in modo di fornire più scatti. In questo caso non vale la regola del less is more.

Piccolo suggerimento per la spedizione: non usate sacchetti dell’umido, cartacce o cover di scotch. Un piccolo investimento per una scatola o un sacchetto neutro può portare a una soddisfazione migliore dell’acquirente – e a recensioni più positive.

La descrizione: onesti sì, ingenui no

Sulla descrizione si gioca buona parte della vendita. Dire che non vi piace o che non sapete che farvene non aggiunge alcun valore. Molto meglio spiegare che è un regalo ricevuto, mai utilizzato, in condizioni perfette, ma che non fa per voi. L’importante è non mentire ma contestualizzare.
Una buona descrizione rassicura, chiarisce e valorizza il prodotto. E, soprattutto, evita messaggi inutili dopo.

Anche il prezzo conta più di quanto si pensi. In media, un 20–30% in meno rispetto al nuovo è il compromesso ideale tra “affare” e “non svendita”. Chi compra online cerca la sensazione di aver fatto un colpo, non un favore. E se pensate di ricavarci esattamente il prezzo di mercato, non avete capito l’antifona: perché acquistare a scatola chiusa qualcosa che alla stessa cifra si può comprare nuovo in negozio? Fatevi furbi.

Dove venderli

La piattaforma giusta dipende molto da cosa state cercando di vendere. Proviamo a fare uno specchietto con le piattaforme più in uso – e più adatte a seconda della categoria merceologica:

Ideale per: abbigliamento, accessori e lifestyle.



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Scritto da Flavio Perrone, consulente informatico e appassionato di tecnologia e lifestyle. Con una carriera che abbraccia più di tre decenni, Flavio offre una prospettiva unica e informata su come la tecnologia può migliorare la nostra vita quotidiana.

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