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Robot che si mangiano, cosโ€™รจ questa pazza idea?

di webmaster | Giu 23, 2024 | Tecnologia


La prima cosa che probabilmente vi viene in mente parlando di robot e di cibo รจ qualche automa che gira nelle sale dei ristoranti facendo il cameriere, o qualche distributore automatico, lo chef magari se ci si sposta in cucina. Non certo magari di mangiarvelo direttamente il robot.

Eppure รจ questa lโ€™idea alla base di Robofood, un progetto finanziato dallโ€™Unione Europea, cui prende parte anche lโ€™Istituto italiano di tecnologia (Iit): robot che si possono mangiare, ma anche cibo che si comporta come un robot. Uno protagonisti del progetto, soprattutto per la parte di elettronica, รจ Mario Caironi, ricercatore diventato noto lo scorso anno per aver guidato il team di scienziati che ha firmato lo sviluppo della prima batteria commestibile italiana, celebrata dal Time come una delle migliori invenzioni del 2023. Un dispositivo a base di quercitina, riboflavina, cera dโ€™api, carbone attivo, alghe nori e oro alimentare e che, secondo i suoi ideatori, sarebbe potuta servire per alimentare dispositivi a bassa potenza. A che pro? Magari per sostituire le batterie dei giochi destinati ai piรน piccoli, che rischiano di essere ingerite dai bambini. Ma lโ€™idea di Caironi รจ colleghi รจ di andare ben oltre quella batteria, immaginando appunto dei robot che si possano mangiare e dei cibi che possano essere anche robot. Perchรฉ?

Perchรฉ creare robot commestibili

โ€œPer quanto riguarda lโ€™utilizzo di robot commestibili, una delle possibile applicazioni potrebbe essere quella dellโ€™alimentazione per soggetti che si trovano in situazioni difficili – spiega a Wired Italia Caironi – con la creazione per esempio di droni commestibili. Il drone รจ un veicolo atto a trasportare materiale, ma puรฒ caricare materiale solo fino a un certo peso. Se parte dei droni diventasse edibile potremmo avere piรน cibo da trasportare. Per esempio potremmo sostituire le ali e altri parti meccaniche con materiali commestibili che rispondano a precise indicazioni nutrizionaliโ€. Unโ€™altra possibile applicazione potrebbe essere lโ€™utilizzo dei robot commestibili come veicolo per trasportare medicinali agli animali selvatici, prosegue Caironi: โ€œAlcuni animali non mangiano cibo che non si muove, e in questo caso potremmo utilizzare i robot per creare un effetto preda. Lo stesso effetto ancora potrebbe essere replicato per il cibo utilizzato per alimentare gli allevamenti in acquacoltura, evitando che il cibo non consumato si disperda sul fondaleโ€. Meno rivoluzionario, in questo contesto, appare lโ€™utilizzo di robot per lo sviluppo di pillole commestibili, un progetto cui sta attualmente lavorando il team di Caironi.

Lโ€™altro grosso filone di Robofood mira alla creazione di cibo robotico. In questo caso le motivazioni hanno di certo un aspetto ludico, e richiamano alla possibilitร  di giocare con il cibo per creare effetti speciali, ammette il ricercatore. โ€œMa non รจ da escludere anche la possibilitร  che il cibo robotico possa favorire un nuovo tipo di interazione con gli alimenti che diventi utile a scopi educativo, o allโ€™interno di contesti in cui si osservi un rapporto problematico con il ciboโ€. Di tutto questo Caironi e i colleghi, guidati da Dario Floreano dellโ€™ร‰cole Polytechnique Fรฉdรฉrale de Lausanne (Epfl) parlano questi giorni sulle pagine di Nature Review Materials.

Trovare le proprietร  di interesse nel cibo

La chiave, scrivono gli autori e ci ribadisce Caironi, รจ cercare tra il cibo, tra le sostanze commestibili, quelle che hanno le proprietร  di interesse per le diverse parti dei robot, considerando anche parametri come densitร  ed elasticitร . โ€œCosรฌ, per esempio, come sensori potremmo immaginare di sfruttare il potere dei cavoli, che grazie ai flavonoidi, cambiano colore in funzione del pH, o le polveri del carbone vegetale come conduttore, o ancora i carotenoidi, โ€˜colorantiโ€™ vegetali, come semiconduttoriโ€.

La lista รจ lunga, e conta anche gelatine, amido, mucillagini, cioccolato e gomma arabica come colle edibili, per agguantare qualcosa spiegano gli esperti, o cera dโ€™api e idrofobine (proteine derivate dai funghi) come corpi e rivestimenti idrofobici, cosรฌ da tollerare ambienti umidi, quando richiesto. Le pectine potrebbero invece essere utilizzate come sensori di temperatura, gli idrogel come sensori di pressione ma anche come attuatori insieme a gelatine disidratate e poi reidratate allโ€™occorrenza. Tutti piรน o meno lavorati, integrati in sistemi complessi, per cercare di ottenere le proprietร  e performance desiderate, riprende Caironi. โ€œUna delle sfide piรน grandi che ci aspetta รจ proprio questa, ovvero trovare il giusto compromesso tra lโ€™aspetto commestibile e nutrizionale e la performance, perchรฉ dobbiamo soddisfare entrambeโ€. Perchรฉ se รจ vero che di materiali interessanti ci sono, le sfide che aspettano i ricercatori sono tante, come spiegano nel loro articolo. Sfidanti rimangono soprattutto la parte computazionale, con lo sviluppo di circuiti che possano interpretare le informazioni per indirizzarle quindi in azioni, e quella energetica. โ€œPer far funzionare un circuito potrebbe bastare la nostra batteria, ma per creare movimento meccanico le energie in gioco sono molto maggiori e tipicamente hanno a che fare con lโ€™utilizzo di pompe idrauliche – riprende Caironi – dobbiamo trovare alternative. Potremmo sfruttare lโ€™effetto creato dallโ€™aceto e dal bicarbonato mescolati insieme. Producono gas e possono sfruttare questa reazione per attuare un movimento, per esempioโ€.

Robot che si mangiano e cibo robotico

Qualche esempio di singoli componenti che di robot edibili – almeno in parte – esiste giร . Dallโ€™Epfl ricordano i progetti portati avanti con i partner nel campo, come il robot volante con le ali commestibili o la pinza robotica con le braccia gelatinose.



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Scritto da Flavio Perrone, consulente informatico e appassionato di tecnologia e lifestyle. Con una carriera che abbraccia piรน di tre decenni, Flavio offre una prospettiva unica e informata su come la tecnologia puรฒ migliorare la nostra vita quotidiana.

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