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Robot umanoide dal laboratorio alla clinica: la scommessa americana di Oversonic

di webmaster | Feb 5, 2026 | Tecnologia


Una pelle artificiale che percepisce il tocco con una risoluzione di un centimetro quadrato. Mani antropomorfe proprietarie in sviluppo. Fibre ottiche che ne migliorano la reattività. Dopo aver sviluppato il primo robot umanoide in grado di lavorare in una fabbrica di chip, Oversonic Robotics vuole replicare un simile primato anche nel mondo medico sanitario. Certa di avere in mano tecnologie promettenti e che pochi altri stanno esplorando, l’azienda robotica lombarda ha appena stretto un accordo con NantWorks per farsi spalancare le porte del mercato biotech americano. Wired Italia l’ha incontrata subito dopo la firma fatta negli Stati Uniti in occasione del Ces 2026 per scoprire cosa sta facendo, dove e in che direzione.

Il sogno americano tra fotonica e quantum

Dal punto di vista tecnologico, Oversonic ha sposato la fotonica, decidendo di sostituire i tradizionali cavi elettrici con fibre ottiche per far viaggiare i dati dentro il robot. È più veloce, più affidabile, meno soggetto a interferenze. La stessa tecnologia serve anche per i sensori tattili. “Abbiamo sviluppato insieme all’Università di Pisa una pelle sensorizzata utilizzando i reticoli di Bragg (elementi delle fibre ottiche che permettono di filtrare il segnale trasmesso) – spiega il presidente Fabio Puglia – In ambito medicale questo dà la sensibilità alla macchina ed è fondamentale, perché i pazienti hanno bisogno di interagire anche fisicamente.”

Queste innovazioni confluiscono in RoBee serie M, il robot umanoide cognitivo da 175 centimetri e 80 chili che Oversonic ha progettato specificatamente per gli ambienti sanitari. Già operativo in diverse strutture italiane, è attivo presso la Fondazione Santa Lucia di Roma dove affianca neuropsicologi e fisioterapisti nelle sessioni di neuroriabilitazione. Legge i parametri vitali dai monitor e li comunica al personale sanitario, guida i pazienti negli esercizi di stimolazione cognitiva tramite tablet, mostra come eseguire correttamente i movimenti riabilitativi correggendo la postura in tempo reale. Nei reparti ricorda ai pazienti le terapie da assumere, conversa con loro per offrire compagnia, risponde a richieste semplici come portare un bicchiere d’acqua, li accompagna negli spostamenti. Otto ore di autonomia grazie alla ricarica induttiva.

La fotonica entra pure nel progetto di quantum computing con il Fermilab di Chicago, dove l’azienda sta lavorando su applicazioni pratiche per i suoi robot. Su questi sviluppi Oversonic sta depositando brevetti, mentre sul fronte della destrezza manipolativa collabora con un polo di eccellenza a Los Angeles per sviluppare mani antropomorfe. I primi prototipi avanzati sono attesi nei prossimi mesi.

L’accordo con il pioniere degli anti-tumorali

La postura dell’azienda è significativamente sbilanciata verso l’oltreoceano e l’alleanza stretta con NantWorks lo conferma, segnando la sua entrata nel cuore del biotech americano. Il fondatore Patrick Soon-Shiong è un pioniere delle terapie basate sulle cellule T che hanno portato all’ultimo Nobel per la medicina. Oltre a possedere il Los Angeles Tribune ed essere co-proprietario della squadra di basket Lakers, ha costruito un’industria attorno alle innovazioni nella cura dei tumori. Cercava qualcuno in grado di portare la robotica umanoide nell’interazione con i pazienti, e l’esperienza di Oversonic con RoBee serie M negli ospedali italiani ha fatto la differenza.



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Scritto da Flavio Perrone, consulente informatico e appassionato di tecnologia e lifestyle. Con una carriera che abbraccia più di tre decenni, Flavio offre una prospettiva unica e informata su come la tecnologia può migliorare la nostra vita quotidiana.

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