Rocket Lab ha lanciato un razzo spaziale, non riesce il recupero ”al volo”

da Hardware Upgrade :

Alla fine di settembre la società neozelandese aveva annunciato gli aggiornamenti tecnici relativi al suo razzo spaziale riutilizzabile chiamato Neutron. Rocket Lab nel frattempo sta continuando a lanciare il vettore leggero conosciuto come Electron. Quest’ultimo si è dimostrato molto affidabile riuscendo anche a ottenere una buona cadenza di lancio che potrebbe migliorare nel prossimo futuro grazie al riutilizzo.

La sperimentazione va avanti da diverso tempo e all’inizio di settembre aveva provato un motore che aveva già volato, superando i test necessari e validando così l’hardware per le future missioni. A maggio invece era avvenuto il primo tentativo di recupero del primo stadio del razzo spaziale Electron con un elicottero che avrebbe dovuto agganciare “al volo” il paracadute che ne frenava la caduta. Il tentativo purtroppo non si è concluso correttamente a causa di un anomalia durante l’aggancio che ha fatto sganciare il carico al pilota facendo comunque arrivare il primo stadio fino alla superficie dell’oceano intatto. Ora, con la nuova missione, si è riprovato questo genere di recupero, ma ancora una volta c’è stato un problema.

Rocket Lab e il recupero del primo stadio del razzo Electron

La missione lanciata venerdì scorso ha preso il nome di “Catch Me If You Can” (come il film con Leonardo DiCaprio) e, curiosamente, è stata nominata in questo modo su suggerimento di un utente di Twitter che ha scritto al CEO Peter Beck. Il lancio è avvenuto alle 19:27 del 4 novembre (ora italiana) dal Launch Complex 1 della Nuova Zelanda.

rocket lab

La missione prevedeva di portare in un’orbita circolare a 585 km il satellite dell’Agenzia spaziale nazionale svedese realizzato da OHB Sweden chiamato MATS (Mesospheric Airglow/Aerosol Tomography and Spectroscopy). Si tratta del 152° satellite che Rocket Lab è riuscito a portare in orbita correttamente e si tratta sicuramente di un risultato interessante considerando che la società è stata fondata nel 2006 (quattro anni dopo SpaceX). Il vettore Electron ha invece raggiunto la 32° missione operativa e la nona dell’anno.

rocket lab

Come scritto sopra, si trattava di una missione che prevedeva il recupero (sperimentale) del primo stadio del razzo spaziale Electron attraverso un paracadute e un elicottero Sikorsky S-92 modificato per questo genere di compiti. Purtroppo non tutto è andato come previsto e, pur non perdendo completamente lo stadio, non c’è stato modo di recuperarlo “al volo”.

Secondo quanto riportato dalla stessa Rocket Lab la motivazione è da ricercarsi in una perdita della telemetria dello stadio mentre rientrava dopo la separazione del carico utile non permettendo un recupero in sicurezza (che rimane la priorità) visto che il segnale non era stabile. Nonostante questo imprevisto, il primo stadio è riuscito ad arrivare fino all’oceano dove è stato successivamente recuperato così da poter essere analizzato (si tratta del quinto recupero). Beck ha aggiunto “riportare un razzo dallo Spazio è un compito impegnativo e catturarlo a mezz’aria con un elicottero è complesso come sembra”.

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Oltre ai progressi per Neutron, ci sarà anche la possibilità di lanciare dagli Stati Uniti, in Virginia precisamente, con la missione HawkEye360 aprendo così nuove possibilità in termini di cadenza di lancio e di espansione del mercato. Con l’effettivo recupero e riutilizzo di Electron ci sarà anche una possibile riduzione dei prezzi per l’accesso all’orbita in attesa di veder volare Neutron nei prossimi anni.


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