Sagrada, sfida all’ultima vetrata di una basilica


La recensione del gioco da tavolo e della sua espansione. Le regole spingono i giocatori a usare tattica e finezza negli incastri

Siete pronti a indossare ancora una volta i panni di mastri vetrai per una delle più grandi basiliche d’Europa? Sagrada di Daryl Andrews e Adrian Adamescu (Cranio Creations, italiano, 1-4 giocatori, 20-40 minuti, 39,90 euro) è stato uno dei giochi da tavolo di maggior successo dell’ultimo anno, e a ragion veduta. Esteticamente perfetto, meccanicamente solido, è l’erede ideale di un altro grande classico moderno, Azul. Oggi si propone un’altra ottima occasione per scoprire il fascino di Sagrada, grazie a un’espansione per 5-6 giocatori che include nuovi obiettivi, nuovi strumenti e nuove regole.

Le regole del gioco

Un riassunto è d’obbligo per chi non conoscesse il gioco base. L’obiettivo è creare delle vetrate colorate, nell’arco di 10 turni, utilizzando dei dadi di 5 colori diversi. All’inizio di ogni turno, un giocatore tira una manciata di dadi (due per ogni partecipante, più uno) che formano una riserva comune. Tutti i giocatori procedono poi a scegliere un dado alla volta, secondo il classico meccanismo del drafting (scelta a turno), e a piazzarlo in una griglia 4×5 che rappresenta la vetrata, cercando di massimizzare i punti secondo gli obiettivi casuali della partita (per esempio, creando colonne con colori tutti diversi, o piazzando delle scale di dadi da 1 a 6 sulla vetrata).

Ci sono però delle regole ferree: non si possono disporre adiacenti due dadi con lo stesso valore, o con lo stesso colore. E alcuni spazi delle griglie possono ospitare solo dadi con un certo numero o colore. Il fascino del gioco è nel puzzle di incastri che si viene a creare, che ogni giocatore deve risolvere per sé: bisogna evitare a tutti i costi di mettersi in un vicolo cieco. Quel 5 viola, piazzato un paio di turni prima su un innocuo spazio bianco, potrebbe impedire poi di riempire una casella attigua, dove la griglia impone di mettere proprio un 5, o un dado viola!

Il fascino delle vetrate

Già da una descrizione sommaria si capisce come Sagrada abbia diverse frecce al proprio arco. Anzitutto, è facile da spiegare e da mettere in tavola; il setup non richiede più di 10 minuti e anche alla prima partita tutti saranno pronti a entrare in gioco già dopo un giro di prova. In secondo luogo, il gusto di trovare gli incastri perfetti, e magari di soffiare proprio il dado che serviva all’avversario, è impagabile. Non ultimo, il gioco è una gioia per gli occhi, con più di 90 dadi, sacchetti, rosoni in cui infilare le griglie, e tanti tanti colori sparsi sul tavolo.

Infine, c’è sufficiente varietà, perché a ogni partita cambiano le griglie, i modi per fare punti, e persino degli strumenti speciali scelti casualmente che, entro certi limiti, permettono ai giocatori di infrangere alcune regole del gioco (per esempio, spostando un dado già piazzato senza tenere conto delle restrizioni di colore o valore).

L’espansione

L’espansione di Sagrada (Cranio Creations, 24,99 euro) si presenta in una scatolina compatta, ma ricca di contenuti. Sono tre le innovazioni principali che introduce: anzitutto, la possibilità di giocare in 5-6 giocatori, con dadi, griglie e rosoni aggiuntivi.

Cosa cambia? Parecchio. Il feeling di Sagrada è molto diverso in base al numero di giocatori; in due o tre, diventa un duello all’ultimo dado, in cui ci si rubano a vicenda pezzi fondamentali del puzzle. Dai quattro in su è molto più difficile tenere conto degli obiettivi altrui o fare affidamento sui dadi che potranno restare nella riserva. In 5-6 giocatori, insomma, Sagrada è un puzzle con meno interazione; fortunatamente i meccanismi sono veloci e i tempi morti ridotti, quindi il gioco resta veloce e accattivante.

La seconda innovazione sta nella regola opzionale della riserva personale: in pratica ogni giocatore ha una scorta di due dadi per ciascun colore (10 in tutto) cui solo lui può attingere; in compenso, nella riserva comune ci sarà la metà dei dadi. La terza aggiunta dell’espansione sta nei contenuti bonus che si possono usare con ogni partita. Obiettivi diversi e griglie in più (utili per introdurre maggior varietà), e un recinto componibile in cui tenere (e passarsi) i dadi di ogni turno, effettivamente molto pratico e comodo.

In definitiva, Sagrada si conferma come un gioco adatto a tutti, dalle famiglie ai casual gamer (e non solo). L’espansione non è fondamentale e nella variante da 5-6 giocatori forse non dà il meglio di sé, ma complessivamente offre un buon numero di aggiunte per chi già conosce e apprezza il gioco.

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