[ad_1] Centinaia di persone che non ti conoscono si siedono aspettando un motivo per ridere. Tu hai un microfono e pochi secondi per trasformarli da sconosciuti in complici. Cosa fai? Nella ventiduesima puntata di Grande Giove, registrata live durante il…
Centinaia di persone che non ti conoscono si siedono aspettando un motivo per ridere. Tu hai un microfono e pochi secondi per trasformarli da sconosciuti in complici. Cosa fai? Nella ventiduesima puntata di Grande Giove, registrata live durante il Wired Next Fest Trentino 2025, i comici Salvo Di Paola e Alessandro Ciacci rispondono a modo proprio a questa domanda. Smontando il mito della comicità come talento innato, entrambi raccontano un mestiere fatto di costanza, sale fredde e autocritica continua e regalano un ritratto autentico della comicità contemporanea: artigianale, ibrida tra media diversi ma ancora profondamente umana. Abbastanza da resistere all’intelligenza artificiale.
Tra palco e schermo
Di Paola racconta la sua doppia vita creativa tra animazione e stand-up, due mondi agli antipodi. Il primo offre controllo totale su ogni dettaglio del fotogramma, ma con un prezzo: i tempi. Citando un animatore Disney, spiega che “fare un film d’animazione è come scrivere una battuta per quattro anni e poi vedere se fa ridere”. Il contrasto con la stand-up è totale: “Pensi una cosa la mattina, la scrivi il pomeriggio e la sera la capisci se funziona o meno”.
Ciacci invece porta il teatro in TV senza snaturarsi. Ai microfoni di Grande Giove, il comico confessa che quando gli è arrivata la proposta per Lol, la reazione iniziale è stata di rifiuto: conoscendo la propria scrittura, poco televisiva, temeva una carneficina. L’esperienza si è rivelata invece positiva. “Adesso, grazie a Lol, ci sono un sacco di bambini e famiglie agli spettacoli” afferma. E poi spiega che la nuova sfida è “non snaturarsi”, non deludere il pubblico che lo segue dai primi open mic del 2016.
La formula per il successo che emerge da entrambi gli artisti combina costanza e autocritica spietata. Ciacci parla di “farsi trovare con la saracinesca sempre alzata, anche con il maltempo”. Di Paola è più crudo: “Devi ricordarti che fai schifo, devi migliorare sempre perché sono tutti più bravi di te. E poi pensare al pubblico: sei a servizio della serata di un’altra persona”. Il consiglio più pragmatico? “Mentire. Quando hai 20 minuti di materiale e qualcuno ti chiede un’ora di spettacolo, devi dire sì”.
