Samsung Galaxy Z Fold4: ancora lui il pieghevole da battere! La recensione

da Hardware Upgrade :

Dalla fattibilità al perfezionamento, la naturale evoluzione delle priorità di Samsung per il suo smartphone pieghevole di punta ha richiesto solo pochi anni. Il Galaxy Z Fold4 del 2022 si concentra sugli aggiornamenti della fotocamera tanto necessari e apporta alcune sottili finiture fisiche, pur mantenendo il concetto di base del fattore di forma telefono-tablet basato sulla produttività.

Galaxy Z Fold4 va capito perché non è uno smartphone come gli altri. Possiede due schermi di cui uno pieghevole che permette la visione dei contenuti come nessun altro smartphone fa. È un telefono che va usato per capirne davvero le potenzialità che non sono solo quelle solite della semplice navigazione su web ma anche e soprattutto di lavorare veramente tra potenzialità del processore o anche dei singoli componenti hardware. 

Ed è subito importante, a nostro modesto parere, focalizzare il fatto che proprio l’azienda sudcoreana sia stata l’unica a credere davvero nei pieghevoli e a farlo così tanto dal realizzare più generazioni di questo suo Z Fold e addirittura ad aggiungerne un modello diverso come lo Z Flip. E sappiamo come questa nuova categoria di smartphone, perché proprio grazie a Samsung non può che essere considerata tale, in Italia vada alla grande con gli utenti che amano usare un device a due facce: da una parte uno smartphone ”quasi” classico con display esterno dove poter fare tutto e poi dall’altra parte un display interno ben più grande che permette di avere maggiore visione dei contenuti ma anche di realizzare cose che con altri device non è possibile fare. 

Samsung Galaxy Z Fold4 vede una fotocamera ben diversa da quella presente sullo Z Fold3 che ricordiamo utilizzava hardware non troppo al passo con i tempi. Qui oggi invece si è deciso di cambiare le carte in tavola e con la nuova generazione del pieghevole troveremo sensori ben più potenti e tali da alzare il livello degli scatti fotografici. Avendo in linea di principio la stessa disposizione del teleobiettivo grandangolare, lo Z Fold4 ottiene una maggiore portata sull’estremità lunga e una fotocamera principale con sensore più grande, mentre l’ultrawide rimane intatto. Intendiamoci, non è ancora una configurazione da primato come quella del Galaxy S22 Ultra ma qui Samsung non vuole puntare a quei livelli ma solo permettere a chi vorrà di spingersi comunque su elevati livelli prestazionali di foto.  

Le cornici sono state ridotte, lo schermo esterno ha adottato un aspetto con uno spessore meno esagerato di prima e il tutto ora pesa anche di meno e in mano, fidatevi, si sente e come questa differenza. Sono tutti cambiamenti evolutivi che possono essere testati nella pratica. La piega sullo schermo interno non è chiaramente sparita, si vede e si sente, ma ci siamo abituati ormai a non farci caso anche perché nell’uso di tutti i giorni è veramente così: non si vede e non si sente. E siamo sicuri che nel breve sparirà davvero anche questa piccola piega. 

E i progressi sono stati fatti anche a livello di processore perché qui Samsung non bada a spese e inserisce l’ultimissimo chipset Snapdragon 8+ Gen 1 che ha tutte le potenzialità da primo della classe ed effettivamente tutto questo si vede e si sente nell’uso più professionale dello smartphone. 

Samsung Galaxy Z Fold4: Prezzi e Promo lancio

Il Samsung Galaxy Z Fold4 dunque viene messo in vendita in una triplice versione con 12GB di RAM ed uno storage interno da 256GB, 512GB o 1TB per il massimo dell’archiviazione. Questi i prezzi, ricordando che sono tre le diverse colorazioni quali Graygreen, Phantom Black e Beige:  

  • Samsung Galaxy Z Fold4 versione 12+256GB al prezzo di 1.879€ 
  • Samsung Galaxy Z Fold4 versione 12+512GB al prezzo di 1.999€
  • Samsung Galaxy Z Fold4 versione 12+1TB al prezzo di 2.249€

UNBOXING

Non cambia la scatola di vendita del Galaxy Z Fold4 che arriva quest’anno sulla falsariga della precedente. È di colore scuro classica degli ultimi smartphone top di gamma che però si rimpicciolisce rispetto al passato. Come lo scorso anno, anche in questa occasione non c’è più il caricatore, che Samsung ha deciso di non porre in scatola di vendita per una questione ‘’green’’ seguendo la scelta di altri brand. E non c’è nemmeno più la piccola custodia a filo che permetteva di proteggere il telaio dello Z Fold.  

Il telefono viene spedito aperto. Appena aperta la scatola con doppia copertura ad ali di farfalla, viene subito ricordato quanto questo dispositivo sia davvero diverso. Un display dalle dimensioni di un tablet che può anche chiudersi come un telefono normale.  Al di sotto del device troviamo un cavo con prese USB-C su entrambi i lati e nessun tipo di auricolari forse per spingere a livello marketing gli utenti ad acquistare le nuove Galaxy Buds2 Pro vista anche l’assenza di un foro jack da 3.5mm.

DESIGN: si affina e migliora il form factor

Grande schermo all’interno, più piccolo sul davanti, impermeabilità, fotocamere rivolte in ogni direzione, supporto per S Pen: c’è veramente di tutto in questo nuovo Galaxy Z Fold4 e Samsung è stata in grado di concentrarsi sui minimi dettagli per la versione di punta di quest’anno. Cose come la modifica delle proporzioni, la riduzione al minimo delle cornici, la riduzione di alcuni grammi del peso totale, perfezionando piuttosto che rivoluzionando (e non avrebbe avuto logica il contrario). 

Lo schermo interno rimane da 7,6 pollici di diagonale, ma cambia la strada percorsa per arrivare a quel numero rispetto al vecchio modello. Il nuovo schermo ha un aspetto più squadrato e questo non può che far bene nella sua usabilità. Lo strato flessibile sopra i pixel OLED è ancora solo una sorta di vetro, anche se Samsung e Schott, fornitore della pellicola,  lo chiamano UTG (Ultra-Thin Glass). È un argomento affascinante, ma il succo è che è possibile piegare il vetro solo se lo si rende abbastanza sottile (meno di 100 µm, ma 30 µm è quello che viene solitamente utilizzato sugli smartphone), ma chiaramente facendolo così sottile ci si può imbattere in altri problemi come anche la rottura, per questo si ha bisogno di un trattamento aggiuntivo altri strati.

Strati strutturali a parte, c’è anche la griglia di risonanza elettromagnetica di Wacom nel sandwich degli strati che abilita la funzionalità S Pen, un’impresa di per sé, soprattutto su di un display pieghevole. Come nel caso dell’anno scorso, è necessario un tipo “speciale” di S Pen da utilizzare sul Fold a causa della sua superficie più morbida. In questo caso ci sono due versioni della S Pen compatibili con Fold: la S Pen Fold Edition e la S Pen Pro. Tutte sono vendute separatamente e sono penne appositamente progettate con punte morbide e ammortizzatori interni per assicurare di non graffiare il Fold.

Insomma lo strato superiore è di plastica ma è una protezione per lo schermo ed è una di quelle protezioni che devono essere rimosse: va considerata parte integrante del display. Ma quello che mi preme dichiarare è che per quanto plastica possa essere, è una protezione molto piacevole al tatto e alla vista ed è liscia quasi come il vero vetro. Non ci sono strani ritagli che fanno accumulare polvere e la protezione arriva quasi fino alle cornici, quindi non sarà possibile vederla sui bordi.

E come detto in apertura la piega c’è ed è presente lungo l’asse verticale di questo pannello. Chiaramente è una cosa che a prima vista si nota e si sente con i primi passaggi del dito ma è confortante il fatto che a lungo andare non si farà più caso della piega e che saranno veramente pochi i touch proprio al centro del display come anche le visioni ad angolazioni particolari. Questo non per giustificare il fatto che a 4 anni dal primo Fold, la tecnologia dei pieghevoli non è riuscita ancora a far sparire la piega completamente ma di fatto è palese che si è ridotta e che comunque nell’uso quotidiano non è così plateale. E ricordiamo, cosa non da poco, che gli Z Fold e Z Flip sono gli unici con certificazioni IP contro polvere e acqua a differenza di altri concorrenti che, utilizzando piegature diverse, non possono permettersi questo lusso dell’impermeabilità. 

Il Samsung Galaxy Z Fold4 è costruito utilizzando Armor Aluminium, proprio come il Fold3. Un materiale di alluminio più resistente delo 10% rispetto a quello classico. Caratteristica distintiva dell’implementazione della cerniera di Samsung riguarda il fatto che lo smartphone rimarrà felicemente fisso a qualsiasi angolazione tra 75 e 115 gradi, consentendo alcuni casi d’uso che non si potrà ottenere su altri pieghevoli, che per lo più scattano dallo stato chiuso ad aperto e viceversa.

La parte anteriore del Galaxy Z Fold4 vede la presenza del primo display, quello che risultava estremamente piccolo nella prima generazione dello smartphone ma che Samsung ha ampliato con la seconda e che ha implementato con specifiche tecniche da top di gamma nella terza generazione. Ora passa da un form factor 25:9 (che è quasi 3:1) a un 23.1:9 più maneggevole, pur mantenendo la stessa diagonale. Quello che si ottiene è un pannello leggermente più corto con un’area leggermente più grande. Ma soprattutto c’è un aumento di 3 mm in larghezza, uno sviluppo molto necessario, in particolare dal punto di vista della digitazione della tastiera. Ci sono ben 6.2 pollici di diagonale con refresh rate a 120Hz con pannello di tipo Dynamic AMOLED 2X. Come vedremo sarà bello da vedere, tecnicamente parlando, ma anche fortemente utile perché gli utenti potranno farne uso praticamente sempre quando non vorranno aprire quello interno, senza dover rinunciare a nulla. 

Aprire lo Z Fold4 è ancora una volta facile grazie anche alle migliorie che Samsung ha posto in essere sulla cerniera. Il principale pannello pieghevole Dynamic AMOLED 2X da 7,6 pollici su Z Fold4 di certo non possiede la stessa resistenza del display esterno ma Samsung, come detto in precedenza, ha qui posto maggiore attenzione rispetto al passato ponendo una pellicola dell’80% più duratura oltre che resistente.  

Unica nota dolente riguarda lo spessore da chiuso. Inevitabilmente per configurazione, Z Fold4, non fa che replicare l’accoppiata di due piccoli pannelli e questo crea chiaramente uno spessore maggiorato rispetto ad un classico smartphone e se in mano questa sensazione non viene per nulla esasperata, è in tasca che palesemente lo smartphone crea la classica bozza. Nulla di trascendentale ma è chiaro che ci si debba abituare a questo. 

Se si proviene poi dal Z Fold3, tuttavia, ci sarà una differenza piuttosto tangibile nella sensazione del telaio. Le cornici sono notevolmente più piatte quest’anno con un design più bello e piacevole. La forma della cornice è cambiata, ma la posizione dei pulsanti su di essa è rimasta la stessa. Il pulsante di accensione sulla metà destra/posteriore è posizionato proprio per funzionare con il dito indice sinistro o il pollice destro. Il lettore di impronte digitali capacitivo al suo interno non discrimina e si sblocca in modo rapido e affidabile. Il bilanciere del volume è proprio sopra il pulsante di accensione e fa clic in modo positivo come su qualsiasi altro Samsung di fascia alta, mentre lo slot SIM si trova nella metà opposta (doppia nano SIM, nessuna opzione microSD). Entrambi gli altoparlanti si trovano nella parte sinistra/superiore del Fold, un singolo microfono è in basso mentre un totale di tre sembrano essere in alto. La porta USB-C si trova al centro della sezione destra/posteriore, in basso. Il Fold4 misura 155,1×67,1×14,2-15,8 mm nello stato piegato, largo esattamente come il vecchio modello, 3 mm più corto e 0,2 mm più sottile. Il cambio di altezza è trascurabile, la riduzione di spessore è difficile da vedere o da sentire, mentre lo schermo extra sul frontale pur mantenendo la stessa larghezza è molto apprezzato. 

DISPLAY: sempre al top con Samsung anche nei pieghevoli

Sul display, anzi sui due display, c’è un bel po’ da raccontare perché Samsung decide di realizzare un importante upgrade su questo Galaxy Z Fold4 soprattutto a livello dimensionale e di form factor piuttosto che di qualità del pannello stesso che era già davvero elevata. Sia esternamente che internamente i display sono Dynamic AMOLED 2X con refresh rate a 120Hz. Oltretutto la fotocamera selfie per quello interno viene in qualche modo nascosta. Non è propriamente un sensore cosiddetto ”under display” ossia ”sotto il display” ma di fatto non vi è il foro a vista che viene invece coperto dal pannello riuscendo effettivamente a farlo scomparire quasi del tutto con la replica di immagini scure. Sul bianco c’è ancora da migliorare la tecnica.  

Dati alla mano: il display esterno modifica il suo aspetto e ora è a 23,1:9 rispetto al 25:9 della generazione precedente. È ancora più alto di qualsiasi altro smartphone, essenzialmente, ma è un passo tangibile verso proporzioni generalmente più utili. Se il cambiamento in questo aspetto dello schermo esterno ha portato al cambiamento in quello interno, o viceversa, il risultato finale è che entrambi ora hanno un aspetto migliore.

Ancora una volta la diagonale rimane invariata a 6,2 pollici, mentre la risoluzione è ora di 904 x 2316 pixel con una densità di pixel di 401ppi. Un pannello che è anche in grado di raggiungere i 120 Hz e risulta dunque facile scorrere velocemente sulle pagine web ma altrettanto facile è osservare un contenuto di qualità anche su di un pannello particolare a livello di formato. Come accaduto con la scorsa generazione, lo schermo esterno permette di avere il controllo totale dello smartphone anche senza dover aprire ed usare lo schermo interno più ampio. Sì, perché le dimensioni odierne permettono di usare facilmente il tutto con una sola mano e la larghezza dello schermo garantisce di scrivere senza troppi problemi con la tastiera. Ed è proprio questa l’idea di utilizzare uno smartphone pieghevole come lo Z Fold4: tenerlo chiuso per ogni attività ed aprirlo solo all’occorrenza. 

Lo schermo interno abbandona l’aspetto 4:5 e ora arriva a un aspetto 5:6 più squadrato (9:11.2 contro 9:10.8, se piace di più questo frazionamento). La diagonale è ancora 7,6 pollici Dynamic AMOLED 2X, mentre la risoluzione è 1812 x 2176 pixel e la densità dei pixel è di 373ppi. Samsung ora specifica che il pannello è in grado di arrivare fino a 120 Hz senza specificare fino a quanto è possibile scendere in basso ma tanto vale dirvi che il pannello è in grado di variare la sua fluidità e quindi la sua frequenza a seconda dei contenuti e dell’attività senza alcun problema. Ormai in questo non c’è alcuna esitazione. 

Ci piace lo schermo di Z Fold4 come ci era piaciuto quello della passata generazione. Ci piace per i colori che trasmette, per la qualità della nuova pellicola che lo rende un pochino più ‘’vetroso’’ se mi passate il termine. E ci piace perché sì, la piega si vede, c’è e si sente ma sembra meno impressa e sostanzialmente non crea fastidio mai, in alcuna situazione. 

Analisi Display – Samsung Galaxy Z Fold4

Abbiamo testato al colorimetro il display interno, quello pieghevole, registrando una luminanza massima di 1256 nit con il rapporto di contrasto tipico dei pannello AMOLED, quindi anche in questo caso elevatissimo. In breve, il pannello di Galaxy Z Fold4 risulta leggibile ovunque e in qualsiasi circostanza, anche sotto la luce diretta del sole, e può essere confrontato in questo ambito direttamente con quello dei migliori smartphone con display tradizionale. Numeri alla mano, anzi, solamente Xiaomi 12 Pro riesce a fare qualcosina in più se si esclude Galaxy S22 Ultra, leader assoluto per quanto riguarda la luminosità del display.



Analisi gamut (saturazioni massime)




Modalità Naturale



Modalità Vivida


Analisi RGB (bilanciamento del bianco)




Modalità Naturale



Modalità Vivida


Analisi curva di gamma (progressione scala dei grigi)




Modalità Naturale



Modalità Vivida


Analisi DeltaE (fedeltà cromatica saturazioni intermedie)




Modalità Naturale




Modalità Vivida


Come si può dedurre dai grafici che abbiamo pubblicato nella pagina, il display di Galaxy Z Fold4 è di ottima fattura, a nostro avviso il migliore dell’intera categoria dei pieghevoli. Nella modalità Naturale sceglie il profilo idoneo per il contenuto in riproduzione, quindi sRGB o DCI-P3, con una calibrazione di fabbrica decisamente certosina da tutti i punti di vista. Sono ottimi tutti i valori: saturazioni massime dei primari e dei complementari, curva di gamma e punto di bianco, per un DeltaE medio di solamente 1,5 con contenuti salvati in P3. Questo significa una precisione cromatica a livelli altissimi per la riproduzione dei contenuti, e un valore comunque ottimale anche per l’elaborazione di contenuti a livelli semiprofessionali. In modalità Vivida (la predefinita) viene “enfatizzata” la riproduzione cromatica di qualsiasi contenuto, con un triangolo di gamut più esteso rispetto allo standard P3 (soprattutto per quanto riguarda le tonalità calde).

Anche la curva di gamma viene drogata, con il DeltaE medio di oltre 4 per quanto riguarda i valori del Macbeth Color Checker. E’ comunque da notare che in Modalità Naturale la UI viene renderizzata con il profilo sRGB, quindi risulta leggermente più “spenta”, rispetto alla stessa interfaccia che avremmo attivando la Modalità Vivida. E’ lo scotto da pagare se si vuole la riproduzione più fedele possibile rispetto agli standard.


Analisi gamut (saturazioni massime)




Modalità Naturale



Gamut


Anche la riproduzione di contenuti HDR viene presentata con una qualità d’immagine molto interessante, con una precisione comparabile a quella della Modalità Vivida, e non della più precisa Modalità Naturale. La saturazione massima si estende oltre lo standard P3 per quanto riguarda soprattutto le tonalità fredde (verde in primis), mentre la curva di gamma presenta una certa imprecisione dovuta a un tone mapping spinto che rende più in evidenza alcuni dettagli rispetto alle intenzioni originali del regista. Si tratta di un comportamento che abbiamo già visto su alcuni Samsung, volto a “correggere” la tendenza di alcuni contenuti HDR che vengono presentati troppo scuri. La luminanza massima è elevatissima anche con i contenuti ad ampia gamma dinamica, sfiorando senza problemi il traguardo dei 1200 nit. Anche in questo caso fra i pieghevoli il display di Samsung primeggia per quanto riguarda la riproduzione dei contenuti multimediali. 

HARDWARE: nientemeno che lo Snap 8+ Gen 1!

Il Samsung Galaxy Z Fold4 è un top di gamma anche nell’hardware. L’azienda sudcoreana ha deciso di non badare ai risparmi e di proporre qui l’ultimissimo processore ossia il Qualcomm Snapdragon 8+ Gen 1 e questo significa che a livello potenziale sarà veramente tutto permesso. Il foldable non ha problemi a creare veri multitasking di numerose applicazioni come anche la volontà di eseguire task lavorativi importanti. Lo Snapdragon 8+ Gen 1 di Qualcomm lo conosciamo davvero bene: il SoC offre tangibili incrementi prestazionali per le componenti CPU e GPU. C’è innanzitutto un core Cortex-X2 da 3.2 GHz quindi 3 core da 2.75 GHz Cortex-A710 e ancora 4 core da 2.0 GHz di tipo Cortex-A510. 

Tutto questo si traduce in un miglioramento delle prestazioni e dell’efficienza energetica del 10% in più di velocità sia per quanto riguarda la CPU che la GPU ma a sorprendere è il dato sull’efficienza, migliorata del 30% anche questa in entrambi i casi. Sempre a proposito di efficienza, migliora anche quella dell’AI. Il dato finale, quello importante, registra un’efficienza generale del SoC migliorata del 15%, che si traduce, ad esempio in 80 minuti in più di streaming video, 5.5 ore in più di chiamate, 50 minuti in più di social o 1 ora in più di gaming. Con un utilizzo leggero si può arrivare fino a 5:30 ore in più di autonomia rispetto al precedente Snapdragon 8 Gen 1 (a parità del resto dell’hardware).

In questo caso esiste un’unica versione per la memoria RAM con però ben 12 GB di RAM di tipo LPDDR5 mentre lo storage interno in tre tagli da 256GB e 512GB ma anche da 1TB che permetterà l’archiviazione dei documenti e contenuti multimediali con velocità elevate grazie allo standard UFS 3.1. 

Riguardo alla connettività vi è la presenza di un modem dedicato che supporta appieno le reti 5G. In questo caso piena compatibilità con le nuove reti di ultima generazione NSA e SA capace di supportare velocità elevatissime in download o in upload ma anche con la presenza del Wi-Fi 6E. Il bluetooth è in versione 5.2 mentre non c’è come detto il supporto al jack da 3.5mm per le cuffie ma la porta USB-C chiaramente fa non solo da ricarica ma anche da connettore per le cuffie con l’adattatore solito. Come lavora a livello di prestazioni telefoniche? Ammettiamo che la rete 5G, seppur ancora un po’ ballerina a Milano, viene captata bene. Il 4G LTE non ha assolutamente problemi nella ricezione e abbiamo visto lavorare bene anche in situazioni più difficili con riprese veloci dall’assenza di campo. In chiamata la capsula auricolare non crea distorsioni con un ottimo ascolto sia per chi chiama che per chi invece riceve. Vivavoce bello corposo grazie anche al doppio altoparlante.














OS (al lancio)Android 12L con Samsung One UI 4.1.1
ProcessoreSnapdragon 8+Gen1 Octa-Core a 3.19GHz
RAM12 GB
DisplayEsterno Dynamic AMOLED 2X da 6.2″ a 120Hz

Interno Dynamic AMOLED 2X da 7.6″ a 120Hz
RisoluzioneEsterno 2176×1812 px

Interno 2316×904 px
Storage (al lancio)256/512GB e 1TB
Fotocamera Posteriore

Triple Camera:

Principale
50MP (23mm – f/1.8) OIS +

Grandangolare 12MP (f/2.2) +

Teleobiettivo 10MP (66mm – f/2.4) OIS zoom 3X


Video 4K UHD @60fps

Fotocamera Anteriore4MP (26mm – f/1.8) sotto al display interno

10MP (24mm – f/2.2) cover esterna
Extra

5G

NFC
Sensore impronte digitali

Certificazione IPX8

PorteUSB Type-C
Batteria4.400 mAh + Ricarica rapida + Ricarica Wireless
DimensioniAperto 155.1 x 130.1 x 6.3 mm

Chiuso 155.1 x 67.1 x 14.2-15.8 mm
Peso263 gr

Come si comporta a livello di prestazioni? Samsung Galaxy Z Fold4 è velocissimo grazie al processore evoluto e davvero molto prestante ma anche grazie all’ottimizzazione di Samsung. Il foldable garantisce una gestione dei contenuti a 360 gradi che siano essi lavorativi, di intrattenimento o multimediali. Se abbiamo a che fare con il lavoro non abbiamo problemi nel gestire mail, documenti ma anche chiamate, messaggi o quant’altro. Tutto è fluido, perfetto e sempre senza alcun lag. E poi anche la gestione di qualsiasi gioco o app risulta praticamente perfetta ed è anche una goduria grazie al display immenso da 7.6 pollici che garantisce davvero una visione ben diversa da quella di un solito smartphone. 










SAMSUNG Galaxy Z Fold4
BrowserSunspider239,1 ms
JetStream 2.0106.030 punti
CPUGeekBench 5COMPUTE 6.174
CPU Single-core: 1.282

CPU Multi-core: 3.661
GPUGFXBench 5Aztec Ruins: On 67 Fps / Off 32 Fps

Car Chase: On 66 Fps / Off 59 Fps

Manhattan 3.1: On 94 Fps/ Off 89 Fps
Machine LearningGeekBench ML524 punti
StorageAndrobench

Lettura seq.: 1.952,93 MB/s

Scrittura seq.: 1.284,78 MB/s

Lettura Random seq.: 274,02 MB/s

Scrittura Random seq.: 258,83 MB/s

Generico3D Mark2.619 punti
GenericoAnTuTu 968.766 punti

Da sottolineare il fatto che il Galaxy Z Fold4 sembra possedere una buona dissipazione benché il design sia quanto mai particolare. Lo Snapdragon lo sappiamo è molto energivoro e sprigiona anche parecchio calore e molti device fanno fatica a reprimere i surriscaldamenti importanti dovuti ad un SoC prestazionalmente eccezionale. Qui Samsung sembra aver trovato una quadra e solo durante i giochi o anche durante le riprese con le fotocamere notiamo un surriscaldamento importante ma non esagerato, segno che la costruzione come anche l’ottimizzazione sia stata ben realizzata.

INTERFACCIA GRAFICA: l’apoteosi dei pieghevoli

I miglioramenti del Galaxy Z Fold4 riguardano anche l’ultima versione dell’interfaccia grafica One UI ossia la 4, creata appositamente da Samsung sulla base di Android 12L, la versione specifica rilasciata da per tablet e pieghevoli da Google. In questo caso chiaramente l’esperienza principale è coerente e familiare con quella degli altri smartphone ma è palese che l’uso dello smartphone pieghevole permetta di superare qualche limite (in primis quello dello spazio sul display o del doppio display). Ecco allora che il foldable di Samsung possiede più funzionalità e personalizzazioni extra che si fondono perfettamente con il resto del sistema operativo. 

Andando in ordine c’è la classica visualizzazione del Samsung Always On. L’utente può attivarla sempre o anche visualizzarla solo al momento del doppio tocco sullo schermo esterno. Ovviamente è possibile scegliere diversi stili di orologio come anche i colori dei caratteri, luminosità (automatica) e quali notifiche visualizzare. La funzione Always-On oltretutto funziona in modo identico sia sul display interno che su quello esterno, a seconda che Z Fold4 sia aperto o meno. Samsung ha fatto un lavoro ottimale nel permettere di uniformare gli elementi, widget o anche il posizionamento delle applicazioni sui due display senza interrompere il flusso dell’interfaccia.

La schermata di blocco, ad esempio, è condivisa anche tra i due display in quasi tutti i suoi aspetti, incluso lo stile dell’orologio, la selezione dei widget e la logica di notifica. Tutto tranne la selezione dello sfondo, che può essere eseguita individualmente per i due pannelli. La schermata Home e l’app drawer tuttavia, sono esempi della personalizzazione Samsung che separa perfettamente i due pannelli. Sebbene le opzioni qui possano sembrare ingannevolmente identiche, puoi impostarle in modo indipendente mentre Z Fold4 è aperto e mentre è chiuso. Ciò include tutto, dalla griglia dell’app, alla selezione dei widget, al layout e agli sfondi. Si possono avere anche scorciatoie completamente diverse sui due pannelli. 


Clicca per ingrandire


Clicca per ingrandire

Fortemente comoda e utile la barra delle applicazioni che Samsung ha deciso di porre in basso proprio come un sistema operativo da desktop. È una barra che mostra una vista ridotta delle icone del dock quando si è lontani dalla schermata iniziale. È possibile anche visualizzare le app utilizzate di recente e trascinare le app da lì sullo schermo per avviarle in modalità multi-finestra. C’è anche una scorciatoia per il drawer delle app nell’angolo sinistro. Come abbiamo detto, a parte alcuni aspetti specifici, che soddisfano il fattore di forma unico dello Z Fold4, l’interfaccia One UI 4 che abbiamo qui è familiare con quello che ha portato finora avanti Samsung. Ci sono i vari toggle rapidi nella tendina delle notifiche come anche medesime impostazioni che abbiamo visto spesso sugli attuali smartphone di Samsung. Quello che cambia è senza dubbio l’utilizzo del multitasking quando il Fold viene aperto sul pannello ampio. 

Innanzitutto c’è Samsung Edge. Potrebbe essere familiare agli utenti Samsung che hanno sempre usato display curvi dell’azienda. Qui però è utile anche su di un pannello flat non tanto per le sue funzionalità viste in precedenza, che sono ancora incluse, ma piuttosto per il pannello App predefinito: un compagno perfetto per entrare e uscire rapidamente dalla modalità multi-tasking. Usando la visualizzazione delle app recenti o il pannello App, si può avviare una sessione multi-finestra con una semplice suddivisione affiancata. Il pannello App è comodo per un paio di motivi. Uno è il fatto che si possono modificare manualmente le scorciatoie che ospitano o, in alternativa, lasciare che emergano le app utilizzate più di recente. Poi c’è anche la possibilità di salvare qualsiasi particolare configurazione multi-tasking come un interruttore rapido. Questo per le app, la loro posizione sullo schermo ma anche per le dimensioni della finestra. È possibile salvare sia le configurazioni multi-tasking dual che quelle triple. Un passaggio questo che fa risparmiare tantissimo tempo. Basta impostare uno scenario di maggiore utilizzo e salvarlo nel pannello App per un più facile accesso in seguito. Oltretutto, novità di questa generazione, quella di poter bloccare il pannello delle app sulla sinistra. Questo rimane costantemente sullo schermo occupando una striscia di spazio dello schermo ma permettendo di avere un’esperienza che sembra riprendere in qualche modo quella di un comune desktop. 

Tornando al multi-tasking stesso, il dual-split più semplice può essere orizzontale o verticale. Si può anche controllare la divisione in un modo o nell’altro semplicemente trascinando la barra centrale. In questo caso il trascinamento è anche il modo più semplice ed immediato con cui si possono trasferire rapidamente e facilmente i contenuti da una finestra all’altra. L’elenco dei tipi di contenuto supportati è stato ampliato e probabilmente Samsung e gli sviluppatori continueranno a farlo. Operativamente facendo tap sui punti sulla barra centrale vengono fornite alcune opzioni, tra cui un modo rapido per scambiare le posizioni delle due app e un altro per modificare l’orientamento della divisione. Il terzo pulsante salva questa configurazione multi-tasking nel pannello App.

Ogni app ha la sua piccola barra di controllo ovale nella parte superiore, mentre è in modalità multi-finestra. Può essere utilizzata per afferrare e trascinare l’app per il riposizionamento sul display. Passando alla divisione multi-finestra a tre app in questo caso è possibile trascinare i contenuti in questa configurazione e fondamentalmente passare da un’app all’altra all’istante. È importante notare che alcune app non funzionano completamente, contemporaneamente, mentre si trovano in questa modalità. Se questo non bastasse è possibile anche persino andare oltre queste tre app e sfruttare ulteriormente il multitasking con le finestre di visualizzazione a popup. In tal caso è possibile arrivare ad accumulare fino a cinque di queste in una divisione a tre, per un totale di 8 app “attive” nello stesso momento. Per queste è possibile il ridimensionamento o il trascinamento libero e persino la possibilità di impostarne la trasparenza. 

Il nuovo design stabile della cerniera sullo Z Fold4 e le sue capacità indipendenti consentono qualcosa a cui il gigante coreano dà il nome di modalità Flex o vista Flex. Per impostazione predefinita, Z Fold4 entra in tale modalità quando le sue due metà sono posizionate con un angolo compreso tra 75 gradi e 115 gradi. Flex View è elegante a livello concettuale, ma ancora piuttosto limitato in termini di supporto software. L’idea di base qui è che il software dovrebbe rendersi conto che l’utente sta utilizzando lo smartphone in uno stato semi-aperto, simile a un laptop e regolare l’interfaccia utente di conseguenza. Questo, nel suo stato attuale, permette di lasciare tutti i tipi di controlli nella metà inferiore del display, mentre il contenuto effettivo rimane in quello superiore.

Il lettore video può farlo così come l’app della Galleria. L’app della fotocamera è l’esempio più importante di Flex View funzionando bene e portando vantaggi all’utente finale. L’idea è che, ancora una volta, puoi avere i tuoi controlli nella metà inferiore del display e il mirino in alto. Utile per scattare selfie con la fotocamera principale mentre il telefono è poggiato su una superficie piana. Alcune altre app, come YouTube in modalità orizzontale, vengono separate in modo naturale mentre lo Z Fold2 è semiaperto. La stessa logica si applica ad applicazioni per prendere appunti o di messaggistica, che, in modalità orizzontale, con una tastiera su schermo aperta, tendono a separarsi naturalmente con un contenuto in alto e la tastiera in basso. Decisamente utile in alcune situazioni anche se in questo caso la dimensione del ”mezzo” display non permette di digitare comodamente.  

Parlando di app che si adattano ai display e ai fattori di forma, Z Fold4 presenta un layout dello schermo e un menu di zoom piuttosto interessanti nelle impostazioni di visualizzazione. In questo caso attivandolo avremo più contenuti in una sola schermata con una sezione laterale che si mostrerà come un elenco di menu che tradizionalmente vedremo in una grafica da tablet. Un vantaggio per usare l’ampio display dello smartphone. Come una sorta di estensione logica a tutto questo comportamento automatico, Z Fold4 ora ha la possibilità di mantenere attive le app sulla schermata esterna una volta chiuso lo smartphone. Chiaramente la stessa cosa può essere effettuata al contrario una volta chiuso lo schermo si può aprire e l’applicazione si estende sullo schermo interno.  

La tastiera Samsung è probabilmente una delle soluzioni di tastiera Android più versatili attualmente disponibili sul mercato. Si adatta perfettamente alle esigenze dello Z Fold4, soprattutto con il suo supporto completo alla personalizzazione e il ridimensionamento. Viene fornito anche con tre modalità distinte, pronte all’uso: normale, diviso e fluttuante. Funzionano sia in orientamento verticale che orizzontale su entrambi i display. Inoltre, è possibile avere una modalità diversa per il display principale in modalità orizzontale e verticale e una terza per il display esterna. 

FOTOCAMERA: un upgrade che si vede

Samsung Galaxy Z Fold4

Il Galaxy Z Fold4 migliora notevolmente a livello fotografico. La versione precedente era buona ora invece l’idea è quella di avere una via di mezzo tra il Galaxy S22 e lo Z Fold3 dello scorso anno. Il trio di fotocamere posteriori vede un sensore principale che è il Samsung GN3, mentre l’S22 ha un GN5. Entrambi i sensori hanno un formato ottico da 1/1,56″, 50 milioni di pixel da 1,0 µm e un array di filtri Tetrapixel (in Sony si parla di Quad Bayer). La differenza tra i due è nella messa a fuoco automatica: il GN5 utilizza Dual Pixel Pro, mentre il GN3 nel Fold4 si basa su un metodo Dual Pixel leggermente meno sofisticato. L’obiettivo davanti a questo sensore ha una lunghezza focale equivalente a 23 mm (quindi molto ampia), l’apertura è f/1.8 e c’è la stabilizzazione ottica. 

Per l’ultrawide, lo Z Fold4 vede un sensore Sony IMX 258 con un formato ottico da 1/3,06″ e pixel da 1,12 µm. La sua risoluzione nativa è di 13 MP, ma Samsung lo utilizza a 12 MP visto che questa è la dimensione delle immagini che scatta. Sebbene il sensore stesso abbia la capacità AF, la fotocamera non lo supporta. L’obiettivo copre un campo visivo di 123 gradi, secondo le specifiche Samsung, e ha un’apertura f/2.2. 

Per il teleobiettivo invece Samsung ha deciso di proporre il medesimo sensore visto su S22 ossia l’S5K3K1 (1/3,94″, 10 MP, 1,0 µm) con lo stesso obiettivo stabilizzato con apertura f/2,4. Anche la lunghezza focale effettiva è la stessa (7,0 mm), ma il Fold riporta una focale equivalente lunghezza di 66 mm ora (70 mm sull’S22). In ogni caso è possibile ottenere qui uno zoom ottico 3x, che è un aggiornamento quanto mai interessante rispetto allo zoom 2x del Fold3. Non ci saremmo lamentati se ci fosse stato un periscopio 10x come avviene su Mate X2 di HUAWEI, ma forse arriverà il prossimo anno. 

Per quanto riguarda i selfie, abbiamo una tradizionale unità da 10 MP sullo schermo esterno. Quello risale al Fold2 ed è basato sul Sony IMX 374 (1/3″, 1,22 µm) abbinato a un obiettivo a fuoco fisso con una lunghezza focale equivalente di 25 mm e un’apertura f/2,2. C’è poi anche la fotocamera sotto il display che si nasconde dietro lo schermo pieghevole. Una serie  di pixel a scacchiera e patch trasparenti lasciano una luce sufficiente che permette al sensore da 16 MP sottostante (IMX 471, 1/3″, 1,0 µm) di produrre immagini fisse da 4 MP e video a 1080p. L’obiettivo riporta la stessa lunghezza focale equivalente a 25 mm e un’apertura f/1.8.

L’app della fotocamera non sorprende che sia standard Samsung. Tutte le funzionalità principali, i pulsanti e le opzioni sullo schermo sono rimasti abbastanza coerenti negli ultimi anni. Ovviamente, l’interfaccia utente appare molto diversa sul grande display interno, rispetto a quello esterno. C’è anche la nuova variante dell’interfaccia utente della fotocamera in modalità Flex. Le icone degli alberi sono state sostituite con i numeri e permettono di avere: “0.6x” indica la visione ultra grandangolare, “1x” indica la visione normale e “3x” indica il teleobiettivo. È disponibile anche Pinch to zoom e il passaggio  senza problemi tra le tre telecamere. Il resto vede il funzionamento di base classico con passaggi laterali per scorrere le modalità e un’azione su / giù per passare dalla fotocamera posteriore a quella anteriore e viceversa. 

Presente un pulsante che controlla il display esterno. Quando Z Fold4 è aperto o in Flex View, premendolo si accende il display esterno che agisce come mirino in modo che i soggetti possano vedere come appaiono per gli scatti. Quando Z Fold4 è piegato, questo pulsante diventa un interruttore “selfie”.  

Come scatta il nuovo Samsung Galaxy Z Fold4?

La fotocamera principale da 50 MP di Z Fold4 si comporta molto bene. In pieno giorno cattura immagini piacevoli. I colori hanno un sacco di luce e vivacità senza problemi di bilanciamento del bianco o dominanti di colore. L’alto contrasto contribuisce anche all’aspetto espressivo generale, mentre il roll-off negli estremi è ben valutato, quindi si ottengono davvero tanti dettagli sia nelle ombre che nelle luci. I 12,5 MP di risoluzione forniscono il livello di dettaglio atteso, e questo viene soprattutto reso in un modo molto maturo, senza un’eccessiva nitidezza: non ci sono aloni attorno ai bordi contrastanti. Come spesso avviene anche qui le immagini da 50 MP non offrono vantaggi di dettaglio significativi per giustificare quella che di solito è una dimensione del file 3x rispetto alle normali foto da 12,5 MP. C’è una piccola penalizzazione nella gamma dinamica e una resa cromatica più riservata. In caso di scatti a 50 MP è presente una modalità secondaria aggiuntiva chiamata ‘’Ottimizzazione Dettagli’’ che permette di catturare davvero più dettagli. Ci vogliono un paio di secondi per l’elaborazione, indicando che è in corso uno stacking di immagini più pesante, ma vale la pena aspettare: controllando la differenza magari nelle piccole cose come i testi troveremo senza dubbio un miglioramento dei dettagli.

Il sensore a teleobiettivo di Z Fold4 ha un livello di zoom nativo di 3x. Viene calcolato dalla cam principale e fornisce scatti competenti. I dettagli sono nitidi, senza segni evidenti dell’upscaling che va dalla risoluzione nativa di 10 MP della fotocamera alle foto risultanti da 12 MP. La nitidezza rimane conservativa e il rumore è minimo qui. I colori sono ben abbinati alla resa della fotocamera principale e la gamma dinamica è eccellente. Oltretutto il rumore si insinua raramente, soprattutto in aree più grandi con colori uniformi. Presente anche un cursore lineare su Z Fold4, che arriva fino a zoom 30x, con vari punti di ancoraggio impostati a 4x, 10x, 20x e 30x. Entrambi i livelli di zoom 4x e 10x hanno però accontentato i nostri occhi in termini di dettagli e di quanto siano bassi i livelli di rumore. Naturalmente, tutto questo dipende da buone condizioni di illuminazione.

L’ultrawide mantiene l’impressione positiva degli altri sensori e cattura ottime foto. Non è l’ultra grandangolo più nitido su un telefono di punta, ma non è nemmeno male e regge più che bene fino anche ad angoli estremi. Risolve anche molti dettagli, a meno che non si scatti qualcosa da molto vicino, in questo caso la mancanza della messa a fuoco automatica potrà dare qualche fastidio. La riproduzione dei colori è in linea con gli altri due sensori.

In condizioni di scarsa illuminazione, il Fold può scegliere di applicare l’elaborazione automatica della modalità notturna in determinate condizioni, come indicato da un’icona a forma di mezzaluna nel mirino. In questo caso è possibile abilitarlo e disabilitarlo in base alla scena. Tuttavia, non è troppo aggressivo e non sempre subentra permettendo di avere la meglio in base all’intelligenza artificiale. Quando si attiva, acquisisce le stesse immagini che otterresti se fossi nella modalità notturna dedicata. In modalità Notte, c’è un notevole miglioramento nella resa delle ombre come anche un’ottima conservazione delle alte luci. Le prestazioni del rumore sono migliorate, risultando in aree più uniformi di colore solido, ma una parte della trama effettiva potrebbe andare persa con alcuni scatti più estremi. 

Presenti due selfie camera: una da 4MP che viene però posta al di sotto del display e una da 10MP classica posizionata nella parte esterna. Quella interna viene nascosta da un’area composta da pixel più rarefatti. Quando la telecamera è spenta, i pixel funzionano seguendo in tempo reale il contenuto dello schermo, quando invece si attiva la camera viene mostrato il foro nero della lente e la fotocamera entra in funzione. Il sensore è molto più piccolo di quello del Fold2 da 10 MP, e le differenze in termini di risultati si vedono. Samsung cerca di agire a livello software con i dettagli degli scatti ma la camera frontale dello schermo aperto mostra i suoi limiti riuscendo benino solo all’esterno e con tanta luce. In termini di qualità effettiva il sensore selfie da 10 MP esterno cattura molti dettagli. Anche la mancanza di autofocus non è un grosso problema con impressioni positive nel complesso. 

Il Samsung Galaxy Z Fold4 supporta la registrazione di video con una risoluzione fino a 8K con la sua fotocamera principale, solo a 24fps, come è normale con i Samsung. Sia il principale che il teleobiettivo possono raggiungere invece i 4K a 30 fps e 60 fps, mentre l’ultrawide raggiunge il massimo a 4K a 30fps. La stabilizzazione video è disponibile in tutte le modalità su tutte le fotocamere e può essere disabilitata se si dispone di un treppiede o un gimbal. C’è un’opzione per utilizzare il codec h.265, al contrario dell’h.264 predefinito, mentre in 8K, in particolare, è codificato solo usando h.265. L’audio viene sempre registrato in stereo a 256 kbps. Le riprese 4K della fotocamera principale del Fold4 sono buone. Il dettaglio c’è anche se non siamo ai livelli di Galaxy S22 Ultra. C’è però forte nitidezza con un contrasto globale alto, forse anche troppo in alcune scene.  

AUTONOMIA: si arriva a sera senza problemi

Il Samsung Galaxy Z Fold4 racchiude una batteria da 4.400 mAh o, più precisamente, due batterie separate che corrispondono approssimativamente a quella capacità nominale che non cambia minimanente rispetto alla precedente generazione di foldable. È una quantità rispettabile per un dispositivo odierno anche se l’importante pannello da 7,6 pollici con una frequenza di aggiornamento di 120 Hz come anche quello esterno sempre a 120 Hz potrebbero risultare fortemente energivoro. 

Come si è comportato lo Z Fold4? Direi bene e in linea con lo scorso anno. Riusciamo a chiudere la giornata quasi sempre anche se a volte, utilizzando molto il pannello più grande, potremmo faticare di più nel risparmiare la batteria. Di fatto considerando un utilizzo del refresh rate a 120Hz adattivo, il risultato che si ottiene è buono e di certo non c’è preoccupazione da alimentazione. Oltretutto l’utilizzo del Fold maggiormente da chiuso anche se con display a 120Hz in esterna non condiziona l’usura della batteria. 

La ricarica su Z Fold4 può essere eseguita fino a 25 W cablati e 15 W wireless. Numeri identici al passato e sicuramente non esagerati ma che permettono comunque di caricare Z Fold4 in un’ora e 20 minuti al 100% ma di avere il 50% già nella prima mezzora. 

CONCLUSIONI

Grazie a Samsung abbiamo superato il concetto che i telefoni pieghevoli siano solo telefoni ”concept”. Non ci sono più i problemi di piegatura delle prime generazioni, il display pieghevole è di un’altra fattura e anche il form factor sta piano piano prendendo le giuste dimensioni per essere maneggevole ma soprattutto utile a tutti. Tutto è migliorato con il più potente processore del momento ossia lo Snapdragon 8+ Gen 1, c’è stato un miglioramento del comparto fotografico, c’è qualche funzionalità geniale in più sulla One UI che permette di rendere unico lo smartphone pieghevole e ancora ci sono conferme come il display pieghevole resistente e un corpo robusto che fa da copertina ad un telefono ormai non più da tenere con i guanti. 

Ci vogliono almeno 1.879€ per portare a casa la versione da 12+256GB. Sì, sono davvero tanti soldi ma è palese che qui si compra uno smartphone unico nel suo genere, primo nella sua categoria e con un’esperienza alle spalle che altri produttori non hanno su di un telefono che si piega e che diventa un piccolo tablet. Non solo perché l’utente ha tutte le ultime accortezze a livello hardware con sensori fotografici di qualità, display di primissimo ordine a 120Hz, certificazione IPX8 che altri non posseggono proprio e ancora un’ottima batteria con buona ricarica rapida. 

Palese che consigliare lo Z Fold4 ad un utente che possiede uno Z Fold3 è quasi impossibile a meno che non abbia denaro da spendere. Le differenze tra i due modelli ci sono chiaramente ma è inevitabile non considerare il fatto che queste differenze non sono così eclatanti da poter ammettere l’esclusività del passaggio. Chi invece non lo possiede e vuole buttarsi nella massima produttività con un pieghevole allora sì, ammettiamo che Z Fold4 al momento è lo smartphone più al passo con i tempi, meglio fatto a livello costruttivo e soprattutto è quello con alle spalle la migliore esperienza generazionale. È robusto, potente, flessibile ma anche completo. Insomma ha solo un piccolo difetto: costa ancora tanto, come altri smartphone del momento. Ma almeno qui c’è qualcosa di diverso.

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