Samsung, la resistenza all’acqua degli smartphone nel mirino


Il garante dei consumatori in Australia contesta al colosso sudcoreano di aver rappresentato nei suoi spot situazioni “non reali” di resistenza all’acqua degli smartphone.

Samsung, le pubblicità finite sotto la lente del garante dei consumatori in Australia (Accc)
Samsung, le pubblicità finite sotto la lente del garante dei consumatori in Australia (Accc)

Samsung rischia di dover pagare una multa di milioni di dollari in Australia per pubblicità ingannevole. La Commissione australiana per la concorrenza e i consumatori (Accc) ha accusato il colosso tecnologico sudcoreano di aver diffuso oltre 300 spot ingannevoli dal 2016 al 2019 rispetto alla presunta resistenza all’acqua dei suoi smartphone.

Tra le pubblicità contestate, trasmesse a partire dal lancio del modello Galaxy S7 ormai più di tre anni fa, ci sono alcuni video che mostrano delle persone con il telefonino mentre sono immerse in piscina o mentre fanno surf, facendo credere che i dispositivi siano impermeabili a qualsiasi tipo di acqua, sia a quella di mare sia a quella addizionata al cloro, fino a 1,5 metri di profondità e per 30 secondi.

Samsung, le pubblicità finite sotto la lente del garante dei consumatori in Australia (Accc)
Samsung, le pubblicità finite sotto la lente del garante dei consumatori in Australia (Accc)

Tra i punti che la Accc contesta al colosso di Seul nella nota pubblicata sul sito c’è il fatto che Samsung non avrebbe svolto tutti i test necessari per poter presentare i suoi dispositivi come completamente waterproof, come invece fanno credere gli spot. Inoltre, la stessa casa produttrice fa sapere sul suo sito che, per il modello Galaxy S10, non è consigliato l’uso in spiaggia o in piscina.

Ad ogni modo, molti smartphone prodotti da Samsung sono effettivamente resistenti all’acqua, ma ciò che l’autorità australiana contesta è che non ci sono test che provino la loro impermeabilità in tutte le situazioni rappresentate nelle pubblicità diffuse dal gruppo su molte piattaforme, dai social media, alla tv fino alle pubblicità in articoli sponsorizzati. Ciò potrebbe indurre i consumatori a pensare di poter utilizzare il proprio dispositivo in qualsiasi condizione.

Inoltre, le false informazioni sull’impermeabilità dei telefonini del gruppo avrebbero portato un notevole vantaggio non giustificato al colosso sudcoreano, dato che molti consumatori australiani hanno scelto quei modelli proprio in virtù della loro resistenza all’acqua.

Secondo quanto riporta Cnn, un’eventuale multa potrebbe costare alla compagnia quasi 10 milioni di dollari australiani, pari a circa 7 milioni di dollari americani. Dal canto suo Samsung è pronta a difendersi da ogni accusa. In attesa della sentenza definitiva, per quest’estate ci sentiamo comunque di consigliare di godersi almeno un bagno, che sia in piscina o in mare, senza lo smartphone.

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