Scrivi un articolo chiaro, ben strutturato e leggibile. Mantieni i tag HTML.
“Le sfide che abbiamo davanti
richiedono fiducia nella scienza e nella tecnologia, ma anche
responsabilità: dobbiamo evitare di farci travolgere dalle
innovazioni e imparare a usarle per migliorare la qualità della
vita, come individui e come comunità”. Lo ha detto Guido Saracco
aprendo la quinta edizione di Biennale Tecnologia, la rassegna
promossa dal Politecnico di Torino e da lui curata, con oltre
120 appuntamenti e 300 ospiti nazionali e internazionali in
cinque giorni.
“Viviamo un’accelerazione tecnologica senza precedenti. Mi
piace definirla una trasformazione quasi ‘biometrica’, che
coinvolge profondamente il rapporto tra noi e le tecnologie. È
un cambiamento che può generare timore, ma che dobbiamo
affrontare con grande attenzione, soprattutto nel delicato
spazio di interfaccia tra l’essere umano e le macchine” ha
sottolineato Saracco.
A inaugurare Biennale Tecnologia la lectio magistralis di
Alessandro Vespignani, grande scienziato e professore di livello
internazionale. “Torino, attraverso le sue istituzioni, mantiene
con lui un legame importante – ha spiegato Saracco – ed è per
noi un punto di riferimento negli studi sui sistemi complessi e
sull’intelligenza artificiale. Il professor Vespignani dirige
network di ricerca di altissimo livello ed è noto, tra le altre
cose, per i suoi studi sulla diffusione delle epidemie: non solo
biologiche, ma anche informative. I virus, così come le
informazioni, si propagano nella società secondo dinamiche che
oggi sono centrali anche nello sviluppo dell’intelligenza
artificiale. Le sue pubblicazioni, tra le più rilevanti a
livello internazionale, ci aiutano a comprendere le sfide che
abbiamo davanti”.
In apertura ha preso la parola il rettore Stefano Corgnati:
“ll Politecnico di Torino, come università pubblica, si fa
interprete dell’innovazione tecnologica, la progetta e la rende
comprensibile e accessibile a tutte e tutti, con l’obiettivo di
fornire strumenti utili per interpretare al meglio le diverse
sfaccettature della realtà che stiamo vivendo. Dobbiamo imparare
a comunicare con la società attraverso tutti i mezzi per rendere
comprensibili temi complessi. Sono tantissimi gli ospiti che
hanno dimostrato di credere in questo progetto”.
FP


