Sei mancino? La causa è in un particolare gruppo di geni


I ricercatori hanno identificato le regioni genetiche specificamente associate all’uso prevalente della mano sinistra. E hanno scoperto che sono collegate al funzionamento di alcune aree cerebrali, in particolare a quelle del linguaggio. La fotografia finora più approfondita sulle basi del mancinismo

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(foto: track5 via Getty Images)

Destro o mancino? La risposta è nel dna. Un gruppo di ricercatori inglesi, infatti, ha individuato delle regioni del genoma specificamente associate alla caratteristica di essere mancini. Insomma, se tendiamo a utilizzare la mano sinistra per scrivere – e spesso tutto il lato sinistro del corpo – per compiere la maggior parte dei gesti automatici e volontari dipende da particolari geni. Questi geni, inoltre, sono stati collegati dai ricercatori anche alla diversa struttura cerebrale e alla differente attivazione di alcune aree, in particoalre quelle associate al linguaggio. Insomma, oggi gli scienziati hanno disegnato, nel dna e nel cervello, l’architettura del mancinismo. I risultati sono pubblicati sulla rivista Brain.

C’è solo un mancino su 10

Un dato è certo. Da almeno 10mila anni, cioè dal paleolitico, il 90% delle persone usa principalmente la mano destra. Nonostante questo dato rilevante, pochi studi, spiegano i ricercatori, hanno approfondito le basi genetiche e cerebrali della prevalenza dell’uso della destra o della sinistra. Ma oggi l’interesse e gli studi sull’argomento sono cresciuti, sia a livello scientifico che sociale. Tanto che dal 1992 il 13 agosto di ogni anno ricorre la giornata internazionale dei mancini, dedicata a far conoscere le implicazioni di questa caratteristica.

Il mancinismo “contrastato”

La storia certamente non ha aiutato i mancini. In un passato non molto lontano usare la sinistra per scrivere era percepito quasi come una colpa o comunque un difetto e il mancinismo era spesso contrastato e da insegnanti e genitori, male informati su questa caratteristica. Per questo gli adulti spingevano i bambini a usare la destra e questa forzatura era fonte di disagio psicologico e potenzialmente anche di conseguenze negative a livello cognitivo.

Lo studio di oggi

Oggi la scienza conferma ancora una volta che essere mancini è una tendenza naturale legata alla nostra struttura genetica. Se era noto da tempo che il dna ha un ruolo importante nel determinare la mano utilizzata prevalentemente, ancora non erano noti quali geni fossero responsabili e in che modo fossero collegati al funzionamento del cervello. Per arrivare a questi risultati i ricercatori hanno analizzato il genoma di circa 400mila cittadini inglesi dai dati della Uk Biobank, di cui più di 38mila erano mancini (circa il 10% del totale dei partecipanti).

Una questione di geni

Dalla vasta analisi gli scienziati si sono accorti che ci sono quattro regioni di geni che possono essere collegate al mancinismo. Tre di queste quattro regioni contengono geni che sono associati a proteine le quali a loro volta influenzano la costruzione e il funzionamento del cervello.

Dalle immagini del cervello di circa 10mila partecipanti, inoltre, emerge che questi effetti genetici sono associati a particolari differenze nel cervello, in particolare nella cosiddetta materia bianca – o sostanza bianca, che controlla i segnali fra neuroni e coordina il lavoro cerebrale). Le differenze sono visibili nelle aree che collegano le regioni associate al linguaggio. Per la prima volta, spiegano i ricercatori, il collegamento fra geni del mancinismo e differenze a livello cerebrale è finalmente visibile nella specie umana.

Dai geni al cervello

Insomma, c’è un forte collegamento fra geni del mancinismo e funzionamento cerebrale. “Abbiamo scoperto”, sottolinea Akira Wiberg, primo autore del paper, dell’università di Oxford “che nei partecipanti mancini, le aree linguistiche del lato sinistro e destro del cervello comunicano tra loro in modo più coordinato [rispetto a chi usa la mano destra]. Ciò solleva l’intrigante prospettiva per future ricerche sul fatto che i mancini possano avere un vantaggio quando si tratta di svolgere compiti verbali. Insomma, potrebbero addirittura esserci dei vantaggi a livello cognitivo nell’essere mancini. “Ma bisogna ricordare – specifica il ricercatore – che queste differenze sono state viste solo come medie su un numero molto elevato di persone e che non tutti i mancini sono simili”.

Stando all’indagine statistica, il mancinismo sarebbe associato a una probabilità leggermente più bassa di sviluppare il Parkinson e leggermente più alta di schizofrenia, anche se la differenza è quasi impercettibile e non c’è un legame di causa-effetto. Per ora sul mancinismo è tutto, restando sempre in attesa di nuovi tasselli per comprendere come funziona il cervello dei mancini.

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