[ad_1] I serpenti in India, forse attratti da prede facili a bordo, prendono i treni, ed è così che raggiungono nuove destinazioni. Non senza rischi, anzi, tutt’altro. È l’ipotesi avanzata da un team di ricercatori per rendere ragione dei ritrovamenti…
I serpenti in India, forse attratti da prede facili a bordo, prendono i treni, ed è così che raggiungono nuove destinazioni. Non senza rischi, anzi, tutt’altro. È l’ipotesi avanzata da un team di ricercatori per rendere ragione dei ritrovamenti altrimenti difficili da spiegare con l’ecologia normalmente associata ad alcuni cobra reali presentata sulle pagine della rivista Biotropica. Un’ipotesi avvalorata dai dati e che trova riscontro anche in alcuni aneddoti locali, ma ancora tutta da provare.
Uno studio per mappare i salvataggi dei serpenti in India
Parliamo di un serpente in particolare, il cobra reale dei Ghati occidentali, nel sudovest dell’India, parente del Ophiophagus hannah, il serpente velenoso più lungo al mondo. I ricercatori erano interessati a comprenderne più a fondo lo stato di conservazione, mappandone la distribuzione, e per farlo hanno analizzato 47 recuperi dell’animale effettuati nello stato di Goa effettuati tra il 2002 e il 2024. Una ricerca con chiare finalità e implicazioni ambientali ma che, come ricorda oggi un articolo su Science, mescola insieme anche la curiosità e la passione di uno dei ricercatori: Dikansh Parmar del Leibniz Institute for the Analysis of Biodiversity Change, primo autore del lavoro, è un volontario per il recupero e salvataggio dei serpenti, a sua volta figlio d’arte.
Serpenti nei pressi delle linee ferroviarie
Tornando alla ricerca: per lo studio sono stati mappati i luoghi di ritrovamento e sono state fatte delle interviste con la popolazione locale. Parallelamente i ricercatori hanno utilizzato dati ambientali, come quelli climatici e di vegetazione, ma anche relativi al disturbo causato dalla nostra specie, della regione esaminata, sviluppando una mappa che mostrava i luoghi più adatti alla presenza del cobra reale. Le aree di Goa più idonee alla presenza del rettile sono risultate quelle dell’area orientale. E in effetti queste erano anche le aree dove era avvenuta la maggior parte dei salvataggi dei serpenti, tipici di zone collinari e boscose, ricordano gli autori. Quello che saltava all’occhio erano piuttosto cinque anomale segnalazioni, ovvero al di fuori dei consueti habitat dei serpenti, ma sorprendentemente vicini o lungo linee ferroviarie, dentro una stazione in un caso o ad appena qualche centinaio di metri. Un caso? Difficile, soprattutto considerato anche le recenti notizie e testimonianze di serpenti nei pressi di treni o ferrovie.
Serpenti sui treni: un’ipotesi da confermare
L’ipotesi avanzata da Parmar e colleghi è che i serpenti prendano i treni, e che lo facciano attratti magari dalla possibilità di predare altri serpenti o topi, muovendosi così da un luogo all’altro. “Questa forma di trasporto passivo, facilitata dalla disponibilità di rifugi e prede negli scali ferroviari, potrebbe avere implicazioni significative per il flusso genico, le dinamiche della popolazione e il conflitto tra uomo e serpente in luoghi inaspettati”, scrivono gli autori. Per capire se questo sia davvero il caso, attività di monitoraggio, per esempio con trappole fotografiche e tag, o analisi genetiche potrebbero essere di aiuto, e supportare anche attività di conservazione. Preziose tanto per i serpenti che la popolazione: se è vero che il cobra reale può uccidere, ricordano gli autori nelle conclusioni del loro articolo, anche i serpenti, mescolandosi troppo con la nostra specie, potrebbero rimetterci la vita.
